Benedizione dopo aver soddisfatto un bisogno corporale (da Berakhòth. Introduzione alle benedizioni)
Scritto da Redazione de Gliscritti: 09 /07 /2009 - 22:33 pm |
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Benedizione ashér jatzár, che va recitata dopo aver soddisfatto un bisogno corporale (da Berakhòth. Introduzione alle benedizioni, Carucci editore – DAC, Roma, 1980, p. 14.
«Benedetto Tu o Signore Dio nostro Re del Mondo, che ha creato l’uomo con sapienza, e vi ha creato fori e canali. È chiaro e noto davanti al Tuo trono che se uno di questi si chiudesse o si aprisse nessuna creatura potrebbe resistere neppure per poco tempo. Benedetto Tu o Signore, medico di ogni creatura e meraviglioso artefice».
La formula in pratica esprime gratitudine per il buon funzionamento della macchina perfetta del corpo umano, di cui tuttavia si riconosce la precarietà e l’impotenza, nei riguardi della forza divina.
«Benedetto Tu o Signore Dio nostro Re del Mondo, che ha creato l’uomo con sapienza, e vi ha creato fori e canali. È chiaro e noto davanti al Tuo trono che se uno di questi si chiudesse o si aprisse nessuna creatura potrebbe resistere neppure per poco tempo. Benedetto Tu o Signore, medico di ogni creatura e meraviglioso artefice».
La formula in pratica esprime gratitudine per il buon funzionamento della macchina perfetta del corpo umano, di cui tuttavia si riconosce la precarietà e l’impotenza, nei riguardi della forza divina.



