«Ero cresciuto nella mitologia della rivoluzione. Mi ero innamorato della modernità. Mi prometteva cose meravigliose, mi prometteva il Paradiso in terra, mi prometteva la giustizia. Poi mi sono reso conto che avevo attraversato delle mode, che avevo avuto delle leggere malattie dell’anima». Appunti da uno straordinario incontro con Giovanni Lindo Ferretti, di Andrea Lonardo

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 12 /05 /2013 - 14:11 pm | Permalink
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Presentiamo sul nostro sito alcuni appunti presi da Andrea Lonardo nel corso dell’incontro con Giovanni Lindo Ferretti tenutosi presso la sala ovale della Chiesa Nuova (Santa Maria in Vallicella), il 3/5/2013. Lindo Ferretti era intervistato, nel corso dell’incontro, da Lorenzo Fazzini. Ovviamente gli appunti sono molto parziali e non sono stati rivisti dal relatore stesso: rappresentano ciò che l’estensore degli appunti è riuscito a cogliere dell’incontro stesso. Li pubblichiamo al solo fine di mantenere una memoria di quell’incontro e perché possano offrire uno spunto per l’approfondimento.

Il centro culturale Gli scritti (12/5/2013)  

Giovanni Lindo Ferretti inizia scherzando sulle parole di Lorenzo Fazzini che aveva detto: Non posso dire parolacce, ma posso affermare che tornato a casa dopo l’incontro con il cantante ho detto a mia moglie: o ci sta prendendo per il c… puntini puntini, oppure è un grande.

Lindo Ferretti esplicita: Nessuna delle due, non vi sto prendendo per il culo e nemmeno sono un grande! Non c’è niente di straordinario nella mia storia. 

Domanda: Perché ti definisci un reduce?

Vengo da infinite battaglie. Le ritenevo battaglie gloriose. Io ero convinto di stare dalla parte del bene, di lottare contro un nemico. Solo dopo ho scoperto che la lotta era dentro di me.

Ho detto spesso che mi sento di essere uno che vive all’ombra di un’esistenza antica – come aveva detto Pasolini. Io vengo da un viaggio di millenni. Per venire da Cerreto Alpi a Roma è come se avessi fatto un viaggio di millenni. Certo Roma è una gran cosa, le mie cellule vibrano per questa città.

Allora, quando partii da Cerreto Alpi per Reggio Emilia, la città più comunista, mi ero innamorato della modernità. La modernità mi prometteva cose meravigliose, mi prometteva il Paradiso in terra, mi prometteva la giustizia.

Mia madre mi aveva insegnato, invece che le cose succedono. E devi accettare la vita così com’è. Le soluzioni sono un peggiorativo dell’esistente. Io invece ho voluto allora costruirmi in maniera altra.

Ritengo che ci sia un periodo quasi ormonale che ogni adolescente vive. Avviene anche con gli animali. C’è un momento in cui un cucciolo di cane abbaia contro il trattore ed è convinto di fermarlo. Per fortuna spesso c’è il fattore che gli da due sberle e lo salva. Io allora riteneva che con la giusta ideologia e con la giusta dose di violenza si poteva riorganizzare il mondo rendendolo meglio di ciò che è.

Vengo da una storia che affonda nei tempi. Io sono di quelli che non ritengono possibile che l’uomo discenda dalla scimmia, anche se ciò fosse vero. Perché mia nonna era come una regina longobarda. Lei mi ha insegnato l’esame di coscienza. Dovevo a sera riconoscere i problemi e dentro di essi le mie colpe. E se dicevo le colpe di Luciano, lei mi diceva: Luciano parla con la sua nonna delle sue colpe, tu riconosci le tue.

Ho imparato così ce non te la puoi raccontare. Ed ecco che, quando ad un certo punto le cose hanno cominciato a non funzionare, io ho ricominciato a fare l’esame di coscienza e a dire le preghiere, ancora in funzione terapeutica.

Allora andava di moda l’oriente, avevo degli amici che facevano delle cose inverosimili con la spiritualità dell’oriente. Io no, io preferivo dire le preghiere della mia famiglia.

Le cose non funzionavano. Io mi sono reso conto che avevo attraversato delle mode, che avevo avuto delle leggere malattie dell’anima.

A 14 anni avevo lasciato la fede. C’era la messa con le chitarre e mi sono detto: se devo ascoltare la chitarra allora vado ad ascoltare i Nomadi e l’Equipe 84. Ma dopo tanti anni riconosco che non ha funzionato. Quello che avevo non mi tornava. Io ero stato allevato in un altro modo e questo faceva la differenza. Ho aperto gli occhi. Alla fine l’unica via che avevo era provare a tornare a casa.

Ero cresciuto nella mitologia della rivoluzione. Me ne capitò una e la volevo vedere. Ero armato, sulle barricate, durante la rivoluzione portoghese, una rivoluzione un po’ triste.

A quei tempi avevo preso il “pacchetto” anti-cattolico. C'erano tanti pacchetti anti-cattolici ed io li ho presi tutti. Se lo prendi, ci sarà sempre qualcuno che ti dirà: vedi come è moderno quello! È proprio come un pacchetto, lo prendi e tutte le cose sono legate l’una e l’altra, ma non te ne accorgi. Quei pacchetti mi avevano convinto che la chiesa era la causa di tutti i mali della società.

Ho pensato che l’uomo bastava a se stesso e con una prassi rivoluzionaria poteva cambiare il mondo. Sono stato – si potrebbe dire – dai 14 ai 35 anni un militante.

Ma c’è stata poi la guerra in Yugoslavia. Ho cominciato a vedere che qualcosa non andava. Ho viaggiato nei paesi del socialismo reale ed ho cominciato a pensare che i problemi erano molto diversi da come li raccontavano.

[Video dei CSI inserito da Gli scritti... 
Qui uno straziante pezzo di Lindo ferretti sulla guerra in Yugoslavia,
pochi anni dopo la morte di Tito.
Le immagini del video sono molto crude]

Ma per tornare a casa, la devi avere una casa. Io l’avevo, la mia casa, la mia stalla. E la casa del Padre.

Il viaggio più lungo che ho fatto è stato quello da casa mia al confessionale. Faccio fatica ad andare al confessionale, perché è un percorso di umiltà. Ma è proporzionale alla pacificazione che ne deriva.

Domanda: Ne hai visto morire tanti per droga e per terrorismo. Hai quasi lambito la strada delle BR. Come mai e cosa diresti a chi segue vie come le loro?

Non so dire. C’erano sia poveri cristi disperati, sia rampolli delle famiglie bene che cercavano lì come ricostruirsi carriere in ambiti diversi da quelli delle loro famiglie.

Il problema è piuttosto che gli uomini offrono chances infinite all’operatività del male. Spesso gli uomini creano situazioni che sono propedeutiche all’irrompere del male. Ci sono anche oggi ragazzi che concedono la loro vita perché il maligno possa presentarsi tramite loro.

Certo è che io non so più parlare in categorie politiche. Ci ho messo tanto ad uscire da queste categorie. Ora mi sembrano categorie così piccole le categorie politiche. Non so dare una risposta al perché di quelle scelte nel loro complesso. Le vedo diverse nelle loro motivazioni le une dalle altre.

Domanda: Ho letto recentemente una testimonianza della vedova Calabresi. Ho pensato che ti sgamano subito se non hai veramente incontrato Dio. Ascoltando lei, invece, ti accorgi che dice il vero.

Quando sui giornali cattolici ho visto la parola “conversione” riferita a me sono rimasto spiazzato. Ma, in realtà, è vero, nel senso che la conversione avviene ogni giorno.

Si potrebbe dire che io avevo perso la fede, ma che la fede non mi aveva perso! Leggendo della vedova Calabresi capisci che è vero. Proprio nel momento in cui l’avvisano della morte del marito, la mano di Dio la prende.

Io bestemmiavo tantissimo. Se bestemmiavo davo forza all’idea e la bestemmia dava gloria a me. Poi qualche adulto mi ha criticato. E nel modo più semplice e vero, dicendomi: Magari è una moda, ma farai fatica  a liberartene. 

Ad un certo punto mi sono veramente vergognato di me stesso. Ho giurato a Dio – è strano per me che ero ateo – che non avrei più bestemmiato.

[Video di Madre]

Eppure avevo anche scritto Madre. I CCCP l’hanno cantata, l’hanno fatto.

La Virgin non voleva questa canzone, dicendo che non era adatta al nostro pubblico e che il disco non avrebbe venduto. O la rendete ironica o altrimenti vi massacrano – dicevano.

Ci fu una lunga discussione, perché io non volevo cedere. Alla fine intervenne Annarella che disse: Vi dico io come andrà a finire… chitarra, Giovanni comincia a cantare, scenderà qualche lacrima e alla fine tutti saluteranno con il pugno chiuso.

Ed è andata proprio così, aveva ragione lei.

Noi non possiamo pensare per categorie. Ci sono persone meravigliose dove meno te l’aspetti. E persone insignificanti dove non te l’aspetti. Pensare gli altri per categorie è un atto blasfemo.

Al concerto dei CCCP capivano che Madre era un passaggio vero. E per dimostrare che qualcosa li aveva toccati, non potevano fare altro che alzare il pugno chiuso.

Domanda: Ma c’è bisogno di una comunità? Tu ne parli come se l’avessi scoperta: ma prima non c’era?

Prima c’era un ghetto, non una comunità. Tutti con la stessa età, le stesse pulsioni.

Una comunità presuppone invece le diverse età, i diversi modi di vedere. Da quando sono diventato uno “stronzo reazionario” parlo con i miei nipoti. Spesso ci sono, invece, comunità inesistenti o servili. Non c’è mai nessuno che ti dice: ma cosa stai facendo! Se nessuno ti dice questo, non è una comunità, ma un rapporto servile.

Se si fa della giovinezza un’ideologia salvifica finisce che o tutti fingono di essere giovani – ed è patetico – o si diventa servili verso i giovani.

I miei nipoti hanno bisogno di sentire che io li critico. Hanno bisogno di sentire quello che non vogliono sentire.

Fino agli anni ’60 la categoria “giovani” non esisteva. La musica ha contribuito a creare la categoria “giovani”. Prima c’erano solo i bambini, gli adolescenti e poi subito gli adulti: si cercava di diventare adulti prima possibile.

Domanda: Come fare per creare una comunità con chi ne ha bisogno proprio oggi?

Non so rispondere. All’apparenza sembra che tutto si stia sgretolando. Quando ho saputo di papa Benedetto che lasciava non pensavo fosse una notizia anche solo pensabile. Non ho risposto a nessuno quando mi chiedevano un parere. Sarebbe stata forse un’occasione per stare zitti e pregare. E basta. Ci sono momenti in cui è inutile fare le persone intelligenti. E poi è venuto papa Francesco. Papa Francesco è un regalo di papa Benedetto: non ci sarebbe stato senza la rinuncia di papa Benedetto. In quei giorni io ripetevo l’invocazione allo Spirito Santo e basta: non ero capace di fare altro.

Possedere il senso della storia vuol dire possedere anche il senso della geografia. È, comunque, una storia che si sta sgretolando: non ci sono delle risposte a questo. Il cristianesimo ha costruito una cristianità, organizzando una società. Con le sue grazie e le sue disgrazie. Ma ora è uno sgretolarsi di questo. Non c’è un taglio violento, come è avvenuto con il protestantesimo.

Ora viviamo questa folle idolatria della comunicazione che ha conquistato tutto in un attimo.  Lo vedevo in treno, venendo. Ognuno sta con il suo cancherino: è evidente che è un eccesso. È una solitudine che si glorifica di essere comunicativa: è una contraddizione.

Domanda: Chi è Cristo per te?

Posso dire che è tutto. Tutta la storia dell’umanità è legata a questo avvenimento. Cristo è quello che era per i miei genitori, per i miei nonni, per i miei bisnonni. Io uso le stesse parole, le stesse preghiere, che hanno usato loro.

Ma il mio mondo è irrimediabilmente finito. Il cristianesimo europeo nasce dall’incontro di tre realtà: gli ebrei, i pagani, i barbari. Questi tre hanno fatto la cristianità: io sono un barbaro. Il nostro mondo ha un tale livello di artificialità che nessuno ne è più cosciente. Una sera tornavo a casa e mi sono trovato in un tunnel con una lampadina che lampeggiava: così forse è il nostro tempo, sei in un tunnel e ti preoccupi della lampadina. Ma il mondo fuori è molto più bello! Ma non ci accorgiamo più del mondo

Le grandi città sono fatte contro l’uomo – non pensate a Roma che è bellissima. Io vivo con sgomento la città. Considerate che io ho 60 anni, che io sono anziano. Quando la tradizione la spezzi, è spezzata irrimediabilmente.

Io non ho risposte. Posso pregare e lavorare. Posso essere dignitoso, posso dire “no” quando è “no”. Posso dare una sana sberla, un sano calcio nel culo. Ma che i tempi siano molto difficili è indubbio. Dilaga una idolatria inverosimile intorno a noi.  

Domanda: C’è qualcosa che salvi di quegli anni?

I CCCP sono già parte di una guarigione [il pubblico applaude]. Presentare onestamente delle canzoni su di un palco è già parte di una guarigione. Io, quando ci sarà il giudizio di Dio, gli offrirò le mie canzoni. Era il canto di un uomo vero. Posso permettermi con il sorriso sulle labbra di cantarle anche ora. Sono pezzi di carne, non me ne vergogno.

I risposta alle domande del pubblico…

Io non so dare consigli. Sono venuto qui a Roma stasera solo perché due persone timide e gentili mi hanno invitato: sono venute su a Cerreto Alpi per invitarmi: è un bell’inizio.

Abbiamo perso il pudore che permette di avvicinarsi. Posso solo dirvi: avete un sacerdote amico? Io, “cantante stupido”, vi dico: andate dal vostro prete a fare queste domande.

Stamattina ero ai SS. Quattro Coronati ed avevo paura prima di entrare che avessero “valorizzato” quella chiesa, perché quando si “valorizzano” le cose, rovinano tutto. Ed invece era tutto come prima. Le monache cantavano, era bellissimo. Tutto ciò che è nuovo diventa impresentabile in una sola stagione. Lì c’era invece un pavimento che è lì a secoli. Senti cantare: “Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito, nei secoli dei secoli”. Quel “nei secoli dei secoli” non è un’espressione astratta: andate lì, e vi accorgete che quel pavimento, quella preghiera sono cose che hanno solidità “nei secoli dei secoli”.

Dio ama gli uomini nella loro miseria, non nella loro perfezione, quindi anch’io ho delle chances!

II risposta alle domande del pubblico

Nella storia il gruppo ha avuto diversi nomi: CCCP, CSI, ecc. Oggi non ho rapporti con i componenti di questi gruppi, perché non ho rapporti con nessuno che non mi venga a trovare o che non mi capiti di incontrare quando scendo dalla montagna. Non uso il telefono, né Internet.

Ho rapporti invece con i vicini… che a volte non sono intelligenti o simpatici, ma sono i miei vicini. E devo avere rapporto con loro. Se i componenti dell’allora CCCP o CSI venissero ad abitare lì io sarei lieto di avere buoni rapporti con loro. Li penso volentieri e li penso bene.

Ma più aumentano le persone che conosci e meno hai tempo di seguirle.

Onora il padre e la madre – dice il comandamento. È il primo comandamento che riguarda gli uomini, dopo i primi tre che riguardano Dio: è un dovere.

Nella vita quotidiana le regole valgono sempre. I genitori anziani vanno amati. Ed io mi sono preso cura di mia madre, finché non è morta.

III risposta alle domande del pubblico

Io percepisco il Creatore attraverso la creazione. La mia scelta di vivere in montagna non è come la riscoperta dei vecchi mestieri: no, io ho bisogno di vivere nella creazione.

Nella misericordia di Dio c’è posto per i cittadini, per i marinai e per i montanari: io sono un montanaro. Ci sono delle giornate che mi sveglio – non ho gli scuri, per cui vedo subito fuori – e mi sembra di essere al primo giorno della creazione. Salvaguardiamo le nostre diversità!

IV risposta alle domande del pubblico

Ho parlato dell’accettazione di un limite. Non è possibile togliere il male dalla terra. Più si cerca di farlo, più esso penetra. Un esempio concreto. Sono in battaglia con le amministrazioni locali. Io voglio solo salvare una certa cosa, non parlarne o far crescere l’indignazione. Mi interessa solo salvare quella cosa. Accontentarsi della denuncia vuol dire che tutto è già finito.

Il Paradiso in terra non può esistere. Chi pretende troppo dagli altri non riconosce più il male suo. Le regole burocratiche che vengono proposte per arginare la malavita sono impossibili da osservare.  Solo i malfattori sono così forti da sopravvivere alle leggi contro i malfattori! La legislazione va ridotta e non aumentata. Altrimenti era meglio pagare le mazzette piuttosto che tutte le perizie che servono per stare in regola con queste richieste inverosimili dell’amministrazione.

V Risposta alle domande del pubblico

Che ci siano persone che non hanno apprezzato il nuovo Lindo Ferretti è nell’ordine delle cose. Da punkettone ho sperato che ci fossero dei nemici, perché irrobustiscono, ma non è stato così. Non ho mai visto gente che mi ha attaccato davvero.

Sì, mi hanno detto che ci sono liste di gente che firma ad una richiesta su Internet che dice Ridateci Ferretti, ma 10.000 firme non sono vere, potrei aver firmato anch’io! Io non credo a chi dice che una cosa gli piace o non gli piace firmando qualcosa su Internet, è troppo facile.

In fondo io cantavo queste cose: Non far di me un idolo, mi brucerò. Quando ero nei CCCP c’era delle gente che parlava bene di noi e noi parlavamo male di loro… c’era qualcosa che non funzionava.

[Video dei CSI inserito da Gli scritti... 
Qui A tratti, il brano cui Lindo Ferretti fa riferimento]

Conclusione

Un attimo. Prima di terminare, voglio cantare una Ninna nanna…

Download ninna_nanna.mp3.

Riproducendo "ninna nanna".



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