Albori dell’architettura cristiana, di Olof Brandt

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 14 /07 /2013 - 14:01 pm | Permalink
- Tag usati: ,
- Segnala questo articolo:
These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages.
  • email
  • Facebook
  • Google
  • Twitter

Riprendiamo dalla rivista Terrasanta, maggio-giugno 2013, pp. 34-37, un articolo scritto da Olof Brandt. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, vedi la sezione Roma e le sue basiliche.

Il Centro culturale Gli scritti (14/7/2013)

Per quanto ne sappiamo, è sotto l'imperatore Costantino che nasce l'architettura cristiana monumentale. È vero che si erano costruite chiese anche prima. E che una, molto modesta, si è conservata a Dura Europos in Siria, dove una casa privata è stata adattata al culto cristiano nella prima metà del terzo secolo. Così sappiamo anche dallo storico della Chiesa Eusebio di Cesarea che prima della grande persecuzione di Diocleziano, si costruivano chiese cristiane di una certa monumentalità: «Non ci si accontentò degli antichi edifici e in ogni città si elevarono dalle fondamenta chiese (ekklesìai) spaziose» (Storia ecclesiastica 8,1,5). Ma di queste non sappiamo nulla. Invece con Costantino, a partire dal 312, possiamo seguire l'evoluzione dell'architettura cristiana, che è così veloce che si può veramente parlare di una nascita.

Già da questo primo inizio, l'architettura cristiana si sviluppa subito lungo due binari paralleli. Uno è quello della basilica, un edificio di pianta rettangolare, e l'altro è quello degli edifici a pianta centrale.

La prima basilica paleocristiana che si conserva, anche se nascosta dalle decorazioni barocche, è la cattedrale di Roma, la basilica di San Giovanni in Laterano. Iniziata poco dopo il 312 e terminata prima del 324, è probabilmente il progetto-pilota che poi si è diffuso nella grande ondata di costruzioni di basiliche cristiane dopo la fine delle persecuzioni. In questo senso sicuramente merita l'appellativo di «madre di tutte le chiese» che si trova ancora in un'iscrizione medievale inserita nella facciata del XVIII secolo.

In questa enorme chiesa a cinque navate si incontra la basilica civile, divisa internamente da colonnati, e le grandi aule rettangolari e absidate delle domus private, da quelle aristocratiche poi trasformate nelle chiese di Santa Balbina e dei Santi Quattro Coronati a Roma a quella imperiale nella grande aula del palazzo di Treviri, costruita dallo stesso Costantino.

La pianta longitudinale è determinata dall'esigenza di permettere una processione solenne dall'ingresso attraverso la navata centrale fino all'altare, la divisione in navate permetteva di concentrare l'illuminazione attraverso le finestre della navata centrale rialzata proprio al centro della navata. La pianta è semplice, anche se grandiosa. La raffinatezza imperiale si trovava soprattutto nella decorazione, in quegli elementi che colpivano sempre tanto gli antichi: colonne, marmi colorati e oro.

Il rifacimento di Francesco Borromini nel XVII secolo ha eliminato quasi ogni traccia delle decorazioni antiche. Nel 1588 Ugonio racconta che «fu detta Basilica Aurea, per li pretiosi ornamenti, di che fu dal medesimo Costantino arricchita», ma non sappiamo se veniva chiamata così per l'oro che probabilmente ricopriva l'abside o forse il soffitto oppure se era per un abbondante uso di marmo giallo antico, sicuramente nel pavimento, di cui sono stati trovati frammenti, e forse perfino nelle colonne.

Si conoscono le colonnine in marmo verde di Tessaglia che reggevano l'arcata tra le navatelle e che dal XVII affiancano le sculture degli Apostoli nella navata centrale, mentre non si può essere certi che le colonne che reggevano l'architrave lungo la navata centrale fossero di granito rosso come quelle poste nel XV secolo sotto l'arco trionfale.

Questo è il modello di basilica che poi si diffonde con grande velocità e con poche modifiche in diverse funzioni e regioni. Nella stessa Roma, la basilica di San Pietro in Vaticano è anch'essa a cinque navate ma con un nuovo elemento nel transetto; le cinque navate terminano in una navata trasversale, che fa da cornice architettonica alla tomba venerata.

Le cinque navate ritornano anche al Santo Sepolcro di Gerusalemme, dove la grande basilica precede un edificio a pianta centrale sulla tomba di Gesù in una divisione tra basilica e santuario che ricorda San Pietro nella funzione, se non nella forma.

Altre variazioni sembrano più regionali, come il fatto che a Roma le absidi sono estroflesse, cioè esternamente semicircolari, mentre al Santo Sepolcro l'abside della basilica costantiniana è iscritta in un blocco a terminazione rettilinea, come poi sarà molto comune soprattutto nel Medio Oriente e in Africa. Le cinque navate, che sembrano caratteristiche delle grandi basiliche di Costantino e che poi effettivamente saranno piuttosto rare, si ritrovano anche nella basilica costantiniana della Natività a Betlemme. In quel caso però gli studiosi non sono d'accordo sulla forma del santuario sopra la grotta della Natività, dove, sulla base di pochi muri posti ad un angolo di 45 gradi, alcuni immaginano un santuario di forma ottagonale mentre altri hanno proposto che si tratti di un'abside poligonale.

Una variante particolare di questa basilica classica si ritrova in quegli edifici, costruiti soprattutto vicino ai cimiteri intorno a Roma nell'epoca costantiniana, dove le navate laterali continuano senza interruzione in un deambulatorio dietro l'abside, spesso dette «basiliche circiformi» per la pianta che ricorda quella di un circo romano. Si tratta di una forma particolare di cimitero coperto che, come recentemente è stato chiarito, prende la funzione cimiteriale che prima apparteneva ai cimiteri sotterranei romani, le famose catacombe.

Ma è negli edifici a pianta centrale che l'architettura cristiana si sviluppa in maniera veramente originale sotto Costantino. Già dall'inizio dell'epoca imperiale, gli edifici a pianta centrale e soprattutto ottagonale appartenevano al repertorio più prestigioso dell'architettura, quello più legato agli interventi imperiali. Dall'inizio questi edifici avevano una tendenza ad aprirsi verso l'esterno per rompere la chiusura dell'ambiente e metterlo in contatto con lo spazio al suo esterno. Nei mausolei imperiali tra il terzo e il quarto secolo questo si realizzava attraverso delle nicchie di pianta semicircolare inserite nelle pareti dell'ambiente ottagonale o circolare. Con Costantino questa tendenza si realizza del tutto quando si sostituisce la parete con un colonnato che mette l'ambiente in contatto con un deambulatorio o navata che corre intorno allo spazio centrale.

All'inizio di questo sviluppo si trova un edificio scomparso che conosciamo solo dai testi: il cosiddetto «Ottagono aureo», costruito da Costantino ad Antiochia. Eusebio racconta nella Vita di Costantino: «Insignì le città più importanti delle restanti province di splendidi oratori, come fece nella metropoli orientale che prendeva il nome da Antioco; in essa, quasi fosse stata la capitale di tutte le province del luogo, consacrò una chiesa unica nel suo genere per le proporzioni e la bellezza. All'esterno fece costruire intorno all'intero tempio una grande cinta, e all'interno fece erigere l'edificio vero e proprio, di altezza straordinaria, costruito su pianta ottagonale, circondato tutto intorno da edicole disposte su due ordini, superiore e inferiore, che fece generosamente rivestire con ornamenti d'oro massiccio, bronzo e altri materiali preziosi» (Eusebio, Vita Constantini 3,50).

Un edificio ottagonale a due ordini sovrapposti era una novità assoluta, anche se le descrizioni non permettono di capire esattamente la forma. Forse le «edicole su due ordini» erano come i colonnati a forma di abside al piano terra e al piano di una galleria superiore, che si vedranno solo molto più tardi nell'architettura giustinianea in edifici come Santa Sofia e Santi Sergio e Bacco a Costantinopoli e in San Vitale a Ravenna. Comunque sia questo edificio scomparso sicuramente conteneva in sé il germe dello sviluppo più creativo dell'architettura tardoantica.

Il grandioso mausoleo costruito dopo il 324 nella periferia orientale di Roma, probabilmente pensato per Costantino stesso ma poi usato per la sepoltura della madre Elena, è invece meno innovativo nel senso che l'ambiente centrale, di pianta circolare, si apre solo nelle nicchie inserite nella parte inferiore delle pareti dell'ambiente. L'innovazione si trova invece nelle grandissime finestre che perforano la parte superiore delle pareti e che, insieme alle nicchie, formano comunque una articolazione in due ordini sovrapposti che si potrebbe pure collegare all'idea di fondo dell'Ottagono d'Oro di Antiochia. La grandi finestre inondano il mausoleo di luce e lo rendono diverso dai mausolei imperiali precedenti, che erano scarsamente illuminati. L'abbondante illuminazione si spiega probabilmente anche per il fatto che il mausoleo doveva funzionare anche come chiesa, dato che c'era un altare davanti alla tomba di Elena.

Il passo audace di sostituire le pareti dell'ambiente a pianta centrale con un colonnato circolare si trova sicuramente realizzato almeno negli ultimi anni del regno di Costantino. La realizzazione più spettacolare, che ha poi influenzato altri edifici, è sicuramente la rotonda costruita intorno al sepolcro di Gesù a Gerusalemme. L'edificio è iniziato dopo il 325 e viene inaugurato nel 335. In quel caso, il colonnato circolare è circondato da un deambulatorio anulare che però si interrompe verso est dove l'ambiente centrale viene affiancato invece da un grande ambiente rettangolare che è stato descritto come un transetto.

Il disegno si ripete, questa volta però completamente circolare, nel mausoleo costruito a nord di Roma per la figlia di Costantino, Costantina, nota come la chiesa di Santa Costanza. Questo gioiello dell'architettura cristiana antica è stato costruito probabilmente dopo la morte di Costantino ma comunque intorno alla metà del IV secolo e si articola intorno a un ambiente centrale, coperto a cupola e diviso da un deambulatorio circolare da un' arcata su colonne binate.

Lo stesso concetto del colonnato interno viene realizzato anche nel battistero lateranense a Roma, nella fase del V secolo che però forse sostanzialmente porta a termine un progetto costantiniano che era stato realizzato solo in parte. Alla fase costantiniana appartiene sicuramente la forma ottagonale e la parte inferiore dei muri perimetrali. Non si conosce l'articolazione interna originale, e quindi non si sa quanto fosse diversa da quella del V secolo ancora preservata, con un colonnato con architrave ottagonale in due ordini sovrapposti.

Non c'è una galleria al livello del colonnato superiore, per cui questo doppio colonnato si presenta in maniera molto originale come un grande baldacchino all'interno di una sala ottagonale, in un'espressione architettonica senza confronti nell'architettura tardoantica e che fu molto ammirata dagli architetti del Rinascimento.

È quindi negli edifici a pianta centrale che l'architettura cristiana trova il suo sviluppo più originale già nell'epoca costantiniana, anche se a volte si dimentica questo sviluppo audace e creativo già nel IV secolo, non solo nelle architetture più tarde dell'epoca bizantina o rinascimentale e barocca.