È giusto battezzare i bambini da piccoli? Timothy Radcliffe, celebre teologo domenicano, ha dedicato il suo ultimo libro alla centralità del Battesimo nella vita cristiana. Un tema-chiave affrontato anche dall’enciclica Lumen fidei, di Lorenzo Fazzini

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 13 /10 /2013 - 14:30 pm | Permalink
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Riprendiamo dalla rivista Credere (n. 21, anno I, 25 agosto 2013, pp. 52-55) un’intervista di Lorenzo Fazzini a Timothy Radcliffe. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line.

Il Centro culturale Gli scritti (29/9/2013)

«Un mio amico, domenicano americano, ha deciso che ogni anno non festeggerà il suo compleanno ma il giorno del suo Battesimo. Mi sembra una buona idea. Ognuno di noi dovrebbe ricordarsi che non solo è nato un certo giorno, ma anche che è rinato in una determinata data. Ciascun cristiano dovrebbe celebrare il fatto che non solo è figlio dei suoi genitori ma anche figlio di Dio».

Padre Timothy Radcliffe sorride gioioso. Questo domenicano, inglese di nascita ma cittadino del mondo per adozione, è uno dei teologi più affermati e apprezzati al mondo. Il suo ultimo libro, Prendi il largo. Vivere il battesimo e la confermazione (Queriniana; 28,50 euro), è una densa e partecipe riflessione sul Battesimo. Sopratutto sulla bellezza del sacramento che rende chi lo riceve e lo vive veramente membro a pieno titolo della famiglia di Dio.

Sul Battesimo è tornato di recente anche papa Francesco in un passaggio dell'enciclica Lumen fidei.

Padre Radcliffe, spesso il Battesimo non viene compreso né vissuto in pienezza. Ad esempio, si discute molto sulla "liceità" di battezzare i neonati. Lei, invece, si pronuncia molto a favore di questa pratica. Perché?

«La nascita è il dono dell'esistenza offerto a un bambino. Noi non chiediamo a un bimbo se vuole nascere. Piano piano lui impara a gioire del proprio essere al mondo e accoglie la sua esistenza come un dono. La stessa cosa capita con il Battesimo. Esso è il dono di rinascere come figlio di Dio. Se i genitori danno ai loro figli quel che è necessario per crescere (una casa, dei vestiti, il cibo e amore), allora certamente vorranno offrire loro ciò che li fa crescere in pieno, ovvero la grazia del Battesimo».

Ma battezzare un bimbo non costituisce una restrizione della sua libertà?

«No, dal momento che la grazia di Dio è ciò che ci rende liberi. Quanto più la nostra vita viene penetrata dall'amore di Dio, tanto più noi diventiamo persone libere. I sacramenti non possono privarci della nostra libertà umana dal momento che essa è una benedizione per la nostra fede. E la vita cristiana dovrebbe renderci liberi sotto tutti gli aspetti, addirittura fino al punto di renderci liberi di accettare o rifiutare la religione».

Il Battesimo rende ciascun cristiano "sacerdote, re e profeta". Di solito si pensa che siano i vescovi, o il clero, le figure più importanti nella Chiesa, dimenticando tale dignità sacerdotale, profetica e regale di ogni battezzato...

«Uno dei grandi contributi della Chiesa dei primi secoli fu stabilire la completa uguaglianza del Padre, del Figlio e dello Spirito. Uguaglianza non significa essere identici o fare le stesse cose. Per esempio, gli uomini e le donne sono uguali ma differenti. I laici e il clero hanno ruoli diversi, ma ciò non dovrebbe minare la loro uguaglianza nella dignità. Nella Chiesa dobbiamo ascoltare la voce dei battezzati. Un numero sempre maggiore di teologi sono persone laiche e questo costituisce una ricchezza. Noi preti dobbiamo imparare ad ascoltare la sapienza dei battezzati. I vescovi sono i grandi maestri della Chiesa ma devono ascoltare lo Spirito che, secondo il Concilio, viene effuso su tutta la comunità del Corpo di Cristo. Ognuno ha qualcosa da dire: la propria sapienza, che è quello di cui abbiamo bisogno».

Come recuperare questa dignità fondamentale del Battesimo?

«Niente è più importante del Battesimo! Spesso la Chiesaappare in un ordine gerarchico: vescovi, preti, diaconi, religiosi, fino, appunto alla fine, ai battezzati, come se questi ultimi fossero i soggetti meno importanti nella Chiesa. Per smentire questo sono solito ricordare due esempi. Su una targa conservata nella chiesa di Roma dove viene venerato, è riportata una frase celebre del beato John Henry Newman: "Sed ante omnia Christianus", "Prima di tutto un cristiano"! E Giovanni Paolo II soleva ripetere che il giorno più bello della sua vita era stato quello del suo Battesimo. Una giornata più importante anche di quella in cui venne eletto Papa!»

Quand'era cardinale, papa Bergoglio si spendeva molto per favorire l'accesso al Battesimo di tutti, rimproverando i sacerdoti che mettevano troppi impedimenti. Era intervenuto con decisione per favorire il Battesimo dei figli delle donne single...

«Papa Francesco è un uomo dal cuore aperto e vuole accogliere chiunque. In questo modo condivide la grande ospitalità di Gesù che faceva sedere chiunque alla sua tavola, mangiando e bevendo con gli esattori delle tasse, le prostitute, i farisei e i romani. Molte persone erano scioccate da questo suo mangiare e bere con persone che definiremmo "disgraziate". Con la parabola del figliol prodigo come risposta, Gesù dimostra chela Chiesa deve essere un luogo dove tutte le persone devono essere accolte. Penso in particolare a queste madri single: spesso queste donne mancano del supporto di un uomo o di una famiglia. Dio ha un amore speciale per le persone che la società trascura. Proprio per essela Chiesa deve essere una famiglia più larga, facendole sentire a casa e amate nel profondo».