Accoglienza del Catechismo della Chiesa Cattolica nella catechesi. Esperienze e criteri per una piena ricezione, Sintesi della relazione di Joël Molinario

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 06 /10 /2013 - 15:34 pm | Permalink
- Tag usati: ,
- Segnala questo articolo:
These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages.
  • email
  • Facebook
  • Google
  • Twitter

Riprendiamo sul nostro sito la sintesi della relazione del prof. Joël Molinario, Teologo e Direttore aggiunto dell’Institut Supérieur de Pastorale Catéchétique (Parigi, Francia) così come era presentata nel volumetto Pontificium Consilium De Nova Evangelizatione Promovenda, Il catechista testimone della fede, Sintesi degli interventi del Congresso, 26-28 settembre 2013, pp. 28-31. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line.

Il Centro culturale Gli scritti (6/10/2013)

Papa Benedetto XVI in Porta fidei e successivamente Papa Francesco hanno collocato in un unico orizzonte il ventesimo anniversario del Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC), la celebrazione dei cinquant'anni dell'apertura del Concilio Vaticano II ma anche il Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana del mese di ottobre del 2012.

Concilio Vaticano II, Anno della fede, Sinodo sulla nuova evangelizzazione e CCC compongono un insieme che ci permette di meglio comprendere e recepire il CCC all'interno dell'azione catechetica della Chiesa. Il CCC non è un documento che si possa isolare dalla vita della Chiesa.

1. Il CCC e il Vaticano II

Il CCC è un catechismo del Vaticano II. Ciò è essenziale per mostrare perché il "catechismo" nella Chiesa soffra di un malinteso dovuto ad una cattiva immagine che esso veicolò nel XIX secolo e all'inizio del XX secolo. Questa epoca vide fiorire catechismi molto polemici e che presentavano la fede in una prospettiva intellettuale, come la somma di nozioni da sapere e azioni da compiere in sottomissione alla Chiesa. Ora, quello non rappresentava il modo con cui era stato concepito il Catechismo del Concilio di Trento quando Carlo Borromeo (Santo patrono dei catechisti) ne scrisse la prefazione. Il Catechismo veniva presentato come uno strumento per suscitare il desiderio di conoscere Gesù Cristo, fondato su una teologia battesimale. Quando il Sinodo del 1985 chiese di redigere un catechismo universale, Papa Giovanni Paolo II e il Card. Ratzinger presero come riferimento il Concilio di Trento e il Concilio Vaticano II, e non i catechismi del XIX secolo. Ciò è da tenere ben presente per accogliere il CCC ed è per questo che esso si apre con due capitoli che ripropongono la teologia sviluppata in Gaudium et Spes e in Dei Verbum: il desiderio di Dio è nel profondo del cuore dell'uomo e la rivelazione si compie pienamente in Gesù Cristo.

2. Il CCC e l’Anno della fede

Benedetto XVI in Porta fidei scrive: «Esiste una profonda unità tra l'atto con il quale si crede e i contenuti ai quali diamo il nostro assenso». La fede è apertura del cuore per dono di Dio e fedeltà alle parole di Dio attraverso la confessione delle labbra. La conoscenza degli insegnamenti è quindi insufficiente, precisa Benedetto XVI, senza l'apertura del cuore che converte la persona (cf. Porta fidei 10). La fede di cui parla il CCC non è un dono astratto e a sé stante. La conoscenza di cui si parla nel CCC è una struttura che armonizza la fede professata, la fede celebrata, la fede praticata e la preghiera: queste le quattro parti del CCC che veicolano l'incontro con Cristo. Il linguaggio dogmatico non si oppone al linguaggio dell'esperienza credente.

3. Il CCC e la nuova evangelizzazione

Papa Francesco in Lumen fidei parla del dinamismo di trasformazione proprio del battesimo; ciò aiuta a comprendere l'importanza del catecumenato ed assume un'importanza singolare per la nuova evangelizzazione. Si ricongiungono così CCC, catecumenato e nuova evangelizzazione. Le quattro parti del CCC hanno origine dal catecumenato: riti e sacramenti, morale e conversione, consegna del Credo e del Padre Nostro. Esse non corrispondono ad un programma da apprendere, ma sono piuttosto comparabili a dei fari e a delle boe di segnalazione che orientano i marinai nei passaggi fondamentali delle loro traversate. Perché la finalità del CCC rimane, come già diceva Carlo Borromeo, quella di suscitare il desiderio di incontrare Gesù Cristo.