Il Fregio della vita (Munch gli aveva anche dato il nome di Studio per una serie evocativa chiamata Amore): Edvard Munch grandissimo e disperante. Appunti di Andrea Lonardo

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 08 /12 /2013 - 14:44 pm | Permalink
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Riprendiamo sul nostro sito alcuni appunti di Andrea Lonardo.

Il Centro culturale Gli scritti (8/12/2013)

Incredibile scoprire che le tele più famose dipinte da Edvard Munch erano pensate per essere esposte in serie (cfr. Mai Britt Guleng, Le narrazioni del Fregio della vita. La serie pittorica di Edvard Munch, in Edvard Munch. 1863-1944, Skira, Ginevra-Milano, 2013, pp. 128-139: il volume è il catalogo dell'esposizione dell'opera del pittore a Oslo per il 150° anniversario della nascita)

La più famosa è quella del Fregio della vita.

Munch cambiò numerose volte il titolo del ciclo che esprimeva la sua visione della vita a cominciare da Studio per una serie evocativa chiamata Amore, scelto per l’esposizione di Berlino del 1893 (si descrive, infatti, la mutazione dell’amore dalla prima fase piena di speranza alla sua penosa fine) a Fregio: motivi della via di un anima moderna, per l’esposizione del 1904 a Kristiania, l’odierna Oslo, fino al più semplice Fregio della vita per Kristiania 1918.

Interessantissimo è che tutto venga visto, comunque, sotto la prospettiva del peccato originale. Munch voleva pubblicare un libro sul fregio che si chiamasse anche La vita e l’albero della conoscenza del bene e del male. Ed infatti nella tela Metabolismo. La vita e la morte, che ha un ruolo centrale nel Fregio, il richiamo è chiaramente ad Adamo ed Eva e al peccato originale.

Quattro pareti portavano i nomi delle quattro tappe della serie:

1/ Seme dell'amore (con i dipinti: Notte stellata, Rosso e bianco, Occhi negli occhi, Danza sulla spiaggia, Il bacio, Madonna)

2/ Sviluppo e dissoluzione dell'amore (con i dipinti Ceneri, Vampiro, La danza della vita, Gelosia, La donna, Malinconia)

3/ Angoscia (con i dipinti Angoscia, Sera sul viale Karl Johan, Edera rossa, Golgota, L’urlo)

4/ Morte (con i dipinti Il letto di morte, Morte nella stanza della malata, Odore di morte, Metabolismo. La vita e la morte, La madre morta e la bambina)

Il famosissimo Urlo è l'ultimo della serie Angoscia e viene subito dopo Golgotha.

Munch insiste sulla solitudine dell'uomo (e, quindi, anche del Cristo). Munch ha di mira l'amore, ma di esso coglie il fallimento, l'impossibilità di divenire maturo e felice. Il bacio e la danza sono solo momenti passeggeri che svelano poi il loro retroscena macabro. Sempre una donna vestita di bianco, sognata e idealizzata, è accompagnata poi da una donna vestita di nero. La donna può divenire Vampiro: baciando, in realtà giunge a togliere poi la vita.

Alla fine della serie sono i dipinti della malattia e della morte, con le persone a capezzale. Tutto diviene cenere e lutto.