Buon Natale, prof. Odifreddi. Firmato Isaac Newton e Andrea Lonardo (Breve nota scherzosa)

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 25 /12 /2014 - 11:34 am | Permalink
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Il prof. Piergiorgio Odifreddi ha pubblicato su La Repubblica del 29/12/2013 un’interessante nota che riportiamo integralmente e più sotto commentiamo brevemente. Per approfondimenti, vedi la sezione Scienza e fede.

Gli scritti (30/12/2013)

1/ Merry Newtonmas!, di Piergiorgio Odifreddi

Lo scorso mercoledì una parte del mondo occidentale ha meditato sulle parole del Vangelo secondo Giovanni (I, 6–7): “venne un uomo mandato da Dio”, e “venne come testimone per rendere testimonianza alla luce”. E ha festeggiato quell’uomo, che cambiò la storia dell’Occidente, e nacque il giorno di Natale: ma non dell’anno 0, bensì del 1642. Quell’uomo aveva un nome biblico, ma non si chiamava Giovanni o Gesù: bensì, Isacco, o meglio, Isaac.

In realtà, quell’uomo nacque il giorno di Natale solo in Inghilterra, dove la riforma del calendario non era ancora stata adottata: nel resto d’Europa, si era ormai già al 4 gennaio 1643. Ciò nonostante, in Inghilterra il 25 dicembre continua a esser chiamato non solo Christmas, ma anche Newtonmas. Perché è appunto di Newton che stiamo parlando: un uomo che “rese testimonianza alla luce” in un libro chiamato Ottica, nel quale spiegò al mondo che la luce bianca in realtà è un miscuglio di luci colorate, nelle quali si può decomporre facendola passare attraverso un prisma, e che si possono ricomporre facendole ripassare attraverso un prisma invertito.

Solo la mela che ispirò allo stesso Newton la legge di gravitazione universale, può competere con il suo prisma nell’immaginario scientifico collettivo, come simbolo del colpo di genio in grado di cambiare la storia del pensiero e dell’uomo. È per questo che, quando Newton morì, Alexander Pope compose un epitaffio che paragonava la sua nascita non solo a quella di Cristo, ma addirittura alla creazione del mondo: God said: Let Newton be, and all was light, “Dio disse: Sia fatto Newton, e la luce fu”. Ed è per questo che il 25 dicembre molti si sono augurati, invece che un religioso Merry Christmas, un laico: Merry Newtonmas!

2/ Buon Natale, prof. Odifreddi. Firmato Isaac Newton (Breve nota scherzosa di Andrea Lonardo)

Come altre volte anche su Newton il prof. Odifreddi scrive cose interessanti e divertenti, anche se un po’ carenti dal punto di vista delle scienze linguistiche e storiche[1]. Si potrebbe ipotizzare che egli sia troppo preso dal discorrere con i pontefici viventi, ma anche con quelli che li imitano, come è avvenuto per l’intervista telefonica della Zanzara, nella quale l’Odifreddi stesso si è pregiato di chiedere ad un imitatore di Papa Francesco una prefazione per un suo libro - è noto a tutti che i papi sono spesso occupati a scrivere prefazioni di libri!

Bene. Qui, comunque, è in questione la lingua inglese e la storia dell’Inghilterra e, soprattutto, della scienza.

1/ Se si volesse un Newtonmas laico, innanzitutto bisognerebbe eliminare il secondo termine del costrutto, cioè Mas: come è noto, infatti, Christmas deriva dall’antico inglese CrÄ«stesmæsse, cioè Christ's Mass, dove la valenza cristiana dell’espressione sta sia nel primo termine – Cristo – sia nel secondo – Messa.

2/ In secondo luogo bisognerebbe eliminare anche il primo termine del costrutto e precisamente il nome Newton, poiché Isaac Newton era un cristiano anglicano[2], sebbene avesse idee non allineate con la gerarchia anglicana - la sua fede personale si potrebbe definire cristiano-ariana e con spiccati interessi millenaristici (scrisse diversi volumi di teologia fra i quali le Observations upon the Prophecies of Daniel and the Apocaliypse of St. John nel 1733. Non solo questo, ma anzi, insieme a Richard Bentley e ad altri dette vita a quel movimento che è chiamato il “newtonismo teologico”: egli era convinto che la sua filosofia naturale fosse la prova scientifica certa, l’unica decisiva ed indiscutibile, dell’esistenza di Dio (Newton risaliva dall’osservazione per lui certa delle leggi fisiche all’esistenza di un Agente intelligente e vivo, Dio).

3/ Bisognerebbe poi dimenticare anche Alexander Pope - citato dall’Odifreddi -, quel Pope che fu poeta sottoposto, in quanto cattolico (il cognome non mente, un vero papista!), ad una specie di ostracismo silenzioso nell’ambiente anglicano del tempo. Il Pope nell’epitaffio preparato per Newton - che non venne però mai posto sulla tomba del fisico - scrisse versi non solo belli, ma anche perfettamente coerenti con la teologia cattolica:

«Nature and nature's laws lay hid in night; God said: “Let Newton be!”, and all was light»[3],

«La natura e le leggi della natura giacevano nascoste nella notte; Dio disse: “Che Newton sia!”, e luce fu».

Nella visione del Pope, che è quella della teologia cristiana di sempre, Dio non crea direttamente ogni cosa, bensì fornisce all’energia ed alla materia la possibilità di evolvere. Allo stesso modo, non rivela direttamente a Mosè le leggi della natura, ma dona all’umanità scienziati, come Newton, perché sia fatta luce sulle leggi naturali stesse.

Buon Natale anche a lei, allora, caro prof. Odifreddi, da parte di Newton e, indegnamente, anche da parte mia. Grazie anche dei versi del cattolico Pope cui ha dato pubblicità: lei ha ragione, meritano più attenzione.

Note

[1] Cfr. su questo Piergiorgio Odifreddi: cristiano, cretino o povero Cristo?

[2] Cfr. su questo la voce Newton Isaac, scritta da A. Pérez de Laborda, in Dizionario interdisciplinare di scienza e fede, G. Tanzella Nitti - A. Strumia (edd.), Urbanian University Press-Città Nuova, Roma, 2, pp. 1986-2003.

[3] A. Pope, Epitaffio XII per Isaac Newton.