Esiste in tutti i popoli e in tutte le epoche la Legge naturale, cioè una visione condivisa del bene e del male. C.S. Lewis, l’autore delle Cronache di Narnia e delle Lettere di Berlicche parla, del Tao

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 27 /04 /2014 - 14:05 pm | Permalink
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Riprendiamo sul nostro sito l’Appendice redatta da C.S. Lewis per il volume da C.S. Lewis, L’abolizione dell’uomo, Jaca, Milano, 1979, pp. 83-99.

Il Centro culturale Gli scritti (27/4/2014)

N.B. de Gli scritti

C.S. Lewis in L’abolizione dell’uomo, Jaca, Milano, 1979 chiama per semplicità Tao la dottrina del valore oggettivo, «la convinzione che taluni atteggiamenti sono realmente veri, e altri realmente falsi» (p. 24) dottrina riconosciuta vera presso le religioni antiche dall’egizia alla assiro-babilonese, come presso platonici, aristotelici, stoici, cristiani, buddisti, induisti, non credenti. Per mostrare che il Tao esiste, al termine del volume, in Appendice, fornisce questo elenco di massime e comandamenti che provano la condivisione di valori universali e di una visione del bene identica nell’essenziale in culture e secoli lontanissimi fra loro.

Illustrazioni del Tao, di C.S. Lewis

Le seguenti illustrazioni della Legge Naturale sono desunte dalle fonti più a portata di mano di uno storico non professionista. L'elenco non pretende di essere completo. Si noterà che scrittori come Locke e Hooker, che scrissero nell'ambito della tradizione cristiana, vengono citati fianco a fianco con il Nuovo Testamento. Ciò sarebbe, naturalmente, assurdo, se io stessi cercando di raccogliere testimonianze indipendenti del Tao. Ma, primo, non sto cercando di provarne la validità sulla base del consenso comune. La sua validità non può essere dedotta. Per coloro che non ne percepiscono la razionalità, neppure il consenso universale potrebbe provarla. Secondo, l'idea di raccogliere testimonianze indipendenti presuppone che le «civiltà» siano sorte nel mondo indipendentemente l'una dall'altra; o addirittura che l'umanità sia emersa su questo pianeta da più fonti indipendenti. Biologia e antropologia coinvolte in tale supposizione sono estremamente dubbie. È tutt'altro che certo che vi sia mai stata (nel senso richiesto) più di una civiltà in tutta la storia. È per lo meno discutibile che ogni civiltà in cui ci imbattiamo sia derivata da un'altra e, in ultima analisi, da un singolo centro: «diffusa» come un morbo contagioso o come la successione apostolica.

1. La Legge della Beneficenza Generale

a. Negativo

«Non ho ucciso uomini», Antico Egizio. Dalla Confessione dell'Anima Retta, «Libro dei Morti», Encyclopedia of Religion and Ethics (Enciclopedia della Religione e dell'Etica). ERE, vol. v, p. 478.

«Non uccidere». Antico Ebraico. Es 20,13.

«Non atterrire gli uomini o Dio atterrirà te». Antico Egizio. Precetti di Ptahhetep. H.R. Hall, Ancient History of the Near East (Il Vicino Oriente nell'antichità), p. 133 nota.

«Nel Nàstrond (Inferno) vidi... gli assassini». Antico Norvegese. Volospà 38,39.

«Non ho cagionato sofferenza ai miei simili. Non ho reso arduo l'inizio di ogni giornata agli occhi di colui che lavorava per me». Antico Egizio. Confessione dell'Anima Retta. ERE, p. 478.

«Non sono stato avido». Antico Egizio, ibid.

«Colui che medita l'oppressione, la sua dimora sarà rovesciata». Babilonese. Inno a Samaš, ERE, p. 445.

«Colui che è crudele e calunnioso ha il carattere di un gatto». Induismo. Leggi di Manu. Janet, Histoire de la Science Politique (Storia delle Scienze Politiche) vol. I, p. 6.

«Non calunniare». Babilonese. Inno a Samaš, ERE, p. 445.

«Non pronunziare falsa testimonianza contro il tuo prossimo». Antico Ebraico. Es 20,16.

«Non pronunciare parola per la quale altri possa essere ferito». Induismo. Janet, op. cit., p. 7.

«Ha egli... allontanato un onest'uomo dalla sua famiglia? disperso una tribù ben cementata?». Babilonese. Lista dei Peccati da tavolette magiche. ERE, p. 446.

«Non ho cagionato fame. Non ho cagionato lacrime». Antico Egizio. ERE, p. 478.

«Non fare ad altri ciò che non vorresti facessero a te». Antico Cinese. Analetti di Confucio, tr. A. Waley XV. 23; cfr. XII. 2.

«Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello». Antico Ebraico. Lv 19,17.

«Colui il cui cuore sia nella più piccola misura aperto al bene non avverserà alcuno». Antico Cinese. Analetti, IV. 4.

b. Affermativo

«La Natura fa sì che un uomo desideri che l'umana società esista e che desideri di parteciparvi». Romano. Cicerone, De Officiis, I. IV.

«Per fondamentale Legge di Natura l'Uomo va preservato il più possibile». Locke, Treatises of Civil Government (Dissertazioni sul Governo Civile), II. 5.

«Quando la gente si sarà moltiplicata, che altro bisognerà fare per lei? Il Maestro ha detto, Arricchiscila. Jan Ch'iu ha detto, Quando la si sarà arricchita, che altro bisognerà fare per lei? Il Maestro ha detto, Istruiscila». Antico Cinese. Analetti, XIII. 9.

«Parla con animo cortese... mostra buona volontà». Babilonese. Inno a Samaš, ERE, p. 445.

«Gli uomini sono stati creati perché l'uno potesse fare il bene dell'altro». Romano. Cicerone, op. cit., I. VII.

«L'uomo è la gioia dell'uomo». Antico Norvegese. Hávamál 47.

«Colui al quale si chiede l'elemosina dovrebbe sempre dare». Induismo. Janet, I. 7.

«Quale uomo di buoni sentimenti guarderà alla sventura come cosa che non lo riguarda?». Romano. Giovenale, XV, 140.

«Sono un uomo: nulla che sia umano mi è estraneo». Romano. Terenzio, Heautontimorumenos.

«Amerai il tuo prossimo come te stesso». Antico Ebraico. Lv 19,18.

«Tu amerai il forestiero come te stesso». Antico Ebraico, ibid. 33-34.

«Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro». Cristiano. Mt 7,12.

2. La Legge della Beneficenza Speciale

«È sopra il tronco che il signore opera. Quando questo si sarà levato saldamente, la Viafiorirà. E certo l'appropriata condotta nei riguardi dei genitori e dei fratelli maggiori è il tronco della virtù». Antico Cinese. Analetti, I. 2.

«I fratelli si combatteranno e saranno la rovina gli uni degli altri». Antico Norvegese. Racconto dell'Età del Male prima della fine del Mondo, Volospá 45.

«Ha egli ingiuriato la sua sorella maggiore?». Babilonese. Lista dei Peccati. ERE, p. 446.

«Li vedrete prendersi cura dei loro parenti [e] dei figli degli amici senza mai minimamente rimproverarli». Pellirosse. Le Jeune, citato in ERE, p. 437.

«Ama tua moglie premurosamente. Rallegra il suo cuore per tutta la tua vita». Antico Egizio. ERE, p. 481.

«Nulla potrà mai mutare i diritti del sangue per l'uomo che pensa rettamente». Anglo-Sassone, Beowulf, 2600.

«Non amò Socrate i suoi figli, benché da uomo libero e da uomo che non dimentica che gli dèi sono i primi ad aver diritto alla nostra amicizia?». Greco. Epitteto, III. 24.

«Gli affetti naturali sono cosa giusta e conforme alla Natura». Greco, ibid., XI.

«Non dovrei essere insensibile come una statua ma adempiere i miei doveri sia naturali sia artificiali, come devoto, figlio, fratello, padre, e cittadino». Greco, ibid., III. II.

«Per prima cosa ti consiglio questo: sii irreprensibile verso i tuoi congiunti. Non prenderti vendetta neppure se ti hanno fatto torto». Antico Norvegese. Sigrdrifumál, 22.

«E fra i mortali essi soli aman le spose gli Atridi? Ah no! Ogni uomo nobile e saggio ama e protegge la sua». Greco. Omero, Iliade, IX. 340.

«L'unione e la collaborazione degli uomini saranno meglio preservate se ciascuno riceverà da noi più benevolenza quanto più ci è intimamente legato». Romano. Cicerone, De Officiis, I. XVI.

«Parte di noi è reclamata dalla patria, parte dai genitori, parte dagli amici». Romano, ibid., I. VII.

«Se un sovrano... realizzasse la salvezza dell'intero stato, certo lo chiamereste Buono? Il Maestro ha detto, Non sarebbe più questione di 'Buono'. Egli sarebbe senza dubbio un Saggio Divino». Antico Cinese. Analetti, VI. 28.

«È sfuggito alla tua mente che, agli occhi degli dèi e degli uomini di buoni sentimenti, la tua terra nativa merita da te più onore, venerazione, e rispetto di tua madre e tuo padre e di tutti i tuoi antenati? Che devi risposta più mite alla sua ira che all'ira del padre? Che se non ti riesce di persuaderla a mutare pensiero devi obbedirle in silenzio, sia che ti cinga in catene o ti batta o ti mandi in una guerra dove troveresti le ferite o la morte?». Greco. Platone, Critone, 51 A, B.

«Se poi qualcuno non si prende cura dei suoi cari, soprattutto di quelli della sua famiglia, costui ha rinnegato la fede ed è peggiore di un infedele». Cristiano. 1 Tm 5,8.

«Ricorda loro di esser sottomessi ai magistrati»... «Ti raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere». Cristiano. Tt 3,1 e 1 Tm 2,1-2.

3. Doveri Verso i Genitori, gli Anziani, gli Antenati

«Tuo padre è l'immagine del Signore della Creazione, tua madre l'immagine della Terra. Per colui che manca di onorarli, ogni opera di pietà è fatta invano. È questo il primo dovere». Induismo. Janet, op. cit., I. 9.

«Ha egli disprezzato Padre e Madre?». Babilonese. Lista dei Peccati. ERE, p. 446.

«Io fui il bastone al fianco di mio Padre... Andai e venni al suo comando». Antico Egizio. Confessione dell'Anima Retta. ERE, p. 481.

«Onora tuo padre e tua madre». Antico Ebraico. Es 20, 12.

«Voler bene ai genitori». Greco. Lista dei doveri in Epitteto, III. VII.

«Bambini, vecchi, poveri, e ammalati, vanno considerati come i signori dell'atmosfera». Induismo. Janet, op. cit., I. 8.

«Alzati davanti a chi ha i capelli bianchi e onora la persona del vecchio», Antico Ebraico. Lv 19,32.

«Ebbi cura del vecchio, gli diedi il mio sostegno». Antico Egizio. ERE, p. 481.

«Li vedrete prendersi cura... dei vecchi». Pellirosse. Le Jeune, citato in ERE, p. 437.

«Non ho sottratto le oblazioni ai defunti beati». Antico Egizio. Confessione dell'Anima Retta. ERE, p. 478.

«Quando al momento della fine è mostrato l'appropriato rispetto verso i morti, e continuato dopo che essi sono lontani, la forza morale (tê) di un popolo ha raggiunto il suo apice». Antico Cinese. Analetti, I. 9.

4. Doveri Verso i Bambini e la Posterità

«Bambini, vecchi, poveri, e ammalati, vanno considerati come i signori dell'atmosfera». Induismo, Janet, op. cit., I. 8.

«Sposarsi e generare figli». Greco. Lista dei doveri. Epitteto, III. VII.

«Puoi raffigurarti una repubblica epicurea?... Che cosa accadrà? Con che cosa la popolazione sarà mantenuta? Chi la educherà? Chi sarà a dirigere gli adolescenti? Chi l'esercizio fisico? Che cosa si insegnerà?». Greco, ibid.

«La Naturadà luogo a un amore particolare per la progenie» e «Vivere conformemente alla Natura è la virtù suprema». Romano. Cicerone, De Officiis, I. IV e De Legibus, I. XXI.

«La seconda di queste intraprese non è meno gloriosa della prima; poiché, mentre la prima è giovata in una sola occasione, la seconda continuerà a giovare allo stato per sempre». Romano. Cicerone, De Officiis, I. XXII.

«Grande è il rispetto dovuto a un bambino». Romano. Giovenale, XIV. 47.

«Il Maestro ha detto, Rispetta i giovani». Antico Cinese. Analetti, IX. 22.

«L'uccisione delle donne e più in particolare dei ragazzi e delle ragazze destinati a formare la futura forza del popolo, è la parte più triste... e noi la lamentiamo molto amaramente». Pellirosse. Racconto della Battaglia di Wounded Knee. ERE, p. 432.

5. La Legge di Giustizia

a. Giustizia Sessuale

«Si è egli accostato alla moglie del suo prossimo?». Babilonese. Lista dei Peccati. ERE, p. 446.

«Non commettere adulterio». Antico Ebraico. Es 20,14.

«Vidi nel Nástrond (Inferno)... i seduttori di mogli altrui». Antico Norvegese. Volospá 38,39.

b. Onestà

«Ha egli tracciato falsi confini?». Babilonese. Lista dei Peccati. ERE, p. 446.

«Fare ingiustizia, derubare, causare che altri sia derubato». Babilonese, ibid.

«Non ho rubato». Antico Egizio. Confessione dell'Anima Retta. ERE, p. 478.

«Non rubare». Antico Ebraico. Es 20,15.

«Scegli di perdere piuttosto che guadagnare disonorevolmente». Greco. Chilone, frammento 10. Diels.

«Giustizia è la stabile e permanente intenzione di rendere a ogni uomo ciò che gli spetta». Romano. Giustiniano, Istituzioni, I. I.

«Se l'indigeno faceva una 'scoperta' di qualsiasi genere (per esempio, un albero di miele) e la contrassegnava, da quel momento in avanti era, per quanto concerneva i membri della sua tribù, assicurata a lui, non importa quanto a lungo la lasciasse». Aborigeni australiani. ERE, p. 44l.

«Il primo punto di giustizia è che nessuno dovrebbe arrecar danno ad altri a meno che egli non sia stato per primo offeso dalla trasgressione altrui. Il secondo è che un uomo dovrebbe trattare la proprietà comune come proprietà comune, e la proprietà privata come propria. Non esiste per natura cosa quale la proprietà privata, ma le cose sono divenute private o attraverso occupazione anteriore (allo stesso modo in cui gli uomini dell'antichità giungevano in un territorio inabitato) o attraverso conquista, o legge, o accordo, o patto, o sorteggio». Romano. Cicerone. De Officiis, I. VII.

c. Giustizia in Tribunale, ecc.

«Chiunque non si lasci corrompere... è ben accetto a Samaš». Babilonese. ERE, p. 445.

«Non ho diffamato lo schiavo dinanzi a colui che su di lui ha potere». Antico Egizio. Confessione dell'Anima Retta. ERE, p. 478.

«Non pronunziare falsa testimonianza contro il tuo prossimo». Antico Ebraico. Es 20,16.

«Rispetta colui che conosci come colui che non conosci». Antico Egizio. ERE, p. 482.

«Non commettere ingiustizia in giudizio; non tratterai con parzialità il povero, né userai preferenze verso il potente». Antico Ebraico. Lv 19,15.

6. La Legge della Buona Fede e della Veracità

«Il sacrificio è cancellato da una menzogna e il merito dell'elemosina da un atto di frode». Induismo. Janet, op. cit., I. 6.

«La lingua di chiunque sia pieno di menzogne non vale in tuo cospetto: tu ne riarderai col fuoco le parole». Babilonese. Inno a Samaš, ERE, p. 445.

«Con la sua bocca egli era pieno di , e nel suo cuore pieno di No?». Babilonese. ERE, p. 446.

«Non ho pronunziato falsità». Antico Egizio. Confessione dell'Anima Retta. ERE, p. 478.

«Non ho tramato inganni, né pronunciato falsi giuramenti». Anglo-Sassone, Beowulf, 2738.

«Il Maestro ha detto, Sii di intemerata buona fede». Antico Cinese, Analetti, VIII. 13.

«Nel Nástrond (Inferno) vidi gli spergiuri». Antico Norvegese. Volospá 39.

«Odioso m'è colui, come le porte dell'Ade, ch'altro nasconde in cuore ed altro parla». Greco. Omero, Iliade, IX. 312.

«Il fondamento della giustizia è la buona fede». Romano. Cicerone, De Officiis, I. VII.

«[Il signore] dovrà imparare a essere fedele ai superiori e a mantenere le sue promesse». Antico Cinese. Analetti, I. 8.

«Non v'è cosa migliore della lealtà». Antico Norvegese. Hávamál 124.

7. La Legge della Misericordia

«Poveri e ammalati dovrebbero essere considerati signori dell'atmosfera». Induismo. Janet, op. cit., I. 8.

«Chiunque interceda per il debole è ben accetto a Samas», Babilonese. ERE, p. 445.

«Ha egli mancato di liberare un prigioniero?». Babilonese. Lista dei Peccati. ERE, p. 446.

«Ho dato pane all'affamato, acqua all'assetato, vesti all'ignudo, barca all'uomo privo di barca». Antico Egizio. ERE, p. 478.

«Non si dovrebbe mai colpire una donna; neppure con un fiore». Induismo. Janet, op. cit., I. 8.

«Ecco, Thor, che ti sei coperto di vergogna, battendo le donne». Antico Norvegese. Hárbarthsljóth 38.

«Nella tribù dei Dalebura una donna, storpia dalla nascita, venne portata intorno a turno dai membri della tribù fino alla sua morte, avvenuta all'età di sessantasei anni»... «Non abbandonano mai l'ammalato». Aborigeni australiani. ERE, p. 443.

«Li vedrete prendersi cura di... vedove, orfani, e vecchi, senza mai rimproverarli». Pellirosse. ERE, p. 439.

«La Naturaconfessa di avere dato all'umana stirpe il più tenero cuore, avendoci dato il potere di piangere. Ed ecco la parte migliore di noi». Romano. Giovenale, XV. 131.

«Dissero che egli era stato il più mite e gentile dei re del mondo». Anglo-Sassone. Elogio dell’eroe di Beowulf, 3180.

«Quando, facendo la mietitura nel tuo campo, vi avrai dimenticato qualche mannello, non tornerai indietro a prenderlo; sarà per il forestiero, per l’orfano e per la vedova». Antico Ebraico. Dt 24,19.

8. La Legge della Magnanimità

a.

«Vi sono due specie di ingiustizia: la prima si trova in coloro che arrecano torto, la seconda in coloro che mancano, potendo, di proteggere altri dal torto». Romano. Cicerone, De Officiis, I. VII.

«Gli uomini hanno sempre saputo che in presenza della violenza e dell’ingiustizia dovrebbero difendere se stessi; hanno saputo che, per quanto gli uomini possano ricercare la propria convenienza, pure non debba essere tollerato che ciò che venga fatto con il danno altrui, ma contrastato da tutti gli uomini e con tutti i mezzi». Inglese. Hooker, Laws of Ecclesiastical Polity (Leggi dello Stato Ecclesiatico), I. IX 4.

«Non prendere nota di un violento attacco significa rafforzare il cuore del nemico. Il coraggio è prode, ma la codardia è vile». Antico Egizio. Il Faraone Senusert III, cit. H.R. Hall, op. cit., p. 161.

«Ai luoghi ridenti arrivarono, alle amene verzure dei Boschi Felici, alle sedi Beate... qui, a schiere, [erano] quanti ebbero in guerra per la patria ferite». Romano. Virgilio, Eneide, VI. 638-9, 660.

«Il coraggio dev'essere più strenuo, il cuore più intrepido, lo spirito più forte, poiché la nostra forza si affievolisce. Qui giace il nostro signore, fatto a pezzi; il migliore dei nostri è nella polvere. Se alcuno pensa di lasciare la battaglia, che ululi per sempre». Anglo-Sassone. Maldon, 312.

«Lodate ed imitate quell'uomo al quale, pur se gli è dolce la vita, la morte non gli è dolorosa». Stoico. Seneca, Epistole morali, I. IV.

«Il Maestro ha detto, Ama il sapere e se attaccato sii pronto a morire per la Buona Causa». Antico Cinese. Analetti, VIII. 13.

b.

«La morte va preferita alla schiavitù e alle azioni indegne». Romano. Cicerone, De Officiis, I. XXIII.

«È meglio che l'uomo muoia piuttosto che viva con disonore». Anglo-Sassone. Beowulf, 2890.

«Natura e Ragione comandano che nulla di sconveniente, nulla di effeminato, nulla di lascivo sia fatto o pensato». Romano. Cicerone, De Officiis, I. IV.

«Non dobbiamo dare ascolto a coloro che ci consigliano ‘essendo uomini di concepire pensieri umani, ed essendo mortali di concepire pensieri mortali’, ma puntare sull'immortalità il più possibile e sforzare ogni nostro nervo a vivere in conformità a quella miglior parte di noi che, pur piccola nel volume, tuttavia di gran lunga supera ogni altra in potere ed onore». Antico Greco. Aristotele, Etica Nicomachea, 1177B.

«L'anima dovrebbe poi guidare il corpo, e lo spirito delle nostre menti l'anima. È questa dunque la prima Legge, per la quale il più alto potere della mente esige obbedienza per mezzo di tutto il resto». Hooker, op. cit., I. VIII 6.

«Che egli non desideri morire, che egli non desideri vivere, che egli attenda il suo tempo... che egli pazientemente sopporti le parole più dure, astenendosi completamente dai piaceri del corpo». Antico Indiano. Leggi di Manu. ERE, II. 98.

«Colui che è inflessibile, che ha tenuto a bada i suoi sensi... è detto devoto. Come una fiamma in un luogo al riparo dal vento, che non vacilla, così è il devoto». Antico Indiano. Bhagavad gita. ERE, II. 90.

c.

«Non è forse l'amore per la Saggezza un esercitarsi alla morte?». Antico Greco. Platone, Pedone, 81 A.

«So di essere rimasto appeso alla forca per nove notti, ferito dalla lancia in sacrificio a Odino, me stesso offerto a Me Stesso». Antico Norvegese. Hávamál,1. 10 in Corpus Poeticum Boreale: strofa 139 in Hildebrand, Lieder der Älteren Edda (Canti dell'antico Edda), 1922.

«In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde». Cristiano. Gv 12,24-25.