Fede, speranza, carità. Lo schema adatto per la prima parte del cammino della Confermazione. Breve nota di Andrea Lonardo

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 28 /09 /2014 - 17:50 pm | Permalink
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Il Centro culturale Gli scritti (28/9/2014)

Fede, speranza, carità: questo mi sembra l’itinerario migliore per un primo anno di catechesi per i ragazzi che si preparano alla Confermazione (ovviamente dopo aver prima raccontato cosa è la Confermazione e perché ne abbiamo bisogno, chiaro messaggio da offrire all’inizio del cammino e non alla fine! cfr. su questo i video Raccontare ai ragazzi la forza della Confermazione I parte e Raccontare ai ragazzi la forza della Confermazione II parte).

La prospettiva nella quale si può presentare la virtù della fede è quella della conoscenza. Non una conoscenza solo astratta, scientifica, bensì personale. È molto importante aiutare i ragazzi a comprendere che se è bella e necessaria la conoscenza delle leggi della fisica e della cosmologia, essa non ci dice che cosa sia  il bene, se vale la pena diventare genitori come i nostri padri, se si può essere felici, se Dio esista e chi sia.

La conoscenza per noi più necessaria e viva è quella delle persone che amiamo. E questa conoscenza avviene nell’amicizia, avviene nello stupore, avviene nella rivelazione dei segreti del cuore, nella confidenza. Nulla viene tolto alla matematica ed alla biologia che sono pure cononscenze, ma di questa conoscenza personale noi viviamo.

La fede è conoscenza, conoscenza non secondo una forma matematica, ma lo stesso conoscenza reale del fatto che la vita ha un senso, perché Dio esiste e guida la vita con la sua provvidenza.

La speranza rimanda invece ai nostri desideri. Quando avrò 60 anni cosa mi darà gioia? Cosa deve essere accaduto, altrimenti a 60 anni mi sentirò un fallito? Cioè cosa desidero veramente? Fra tanti desideri piccoli e grandi quali meritano la fatica di una vita? E questi desideri si realizzeranno veramente o alla fine tutto si rivelerà un inganno? Quale speranza illumina i miei desideri? In fondo a tutto: nella vita vince l’amore o vincono il tradimento e la morte? Quale speranza?

Così la carità. Tutto il mio corpo ed il mio cuore mi gridano che sono fatto per l’amore. Desidero l’amicizia, l’amore con la mia ragazza, la comunione con la famiglia che mi ha dato la vita, il dono di me agli altri ed ai poveri. Ebbene il mio amore ha bisogno di essere sanato e guarito. Ha bisogno di essere illuminato, altrimenti diventa egoismo e spesso è cieco e non sa dove andare e come superare le crisi. Ho bisogno della grazia della carità di Dio, della croce di Cristo che guarisce il mio peccato e che illumina il mio amore, perché sia veramente tale.

Fede, speranza e carità: queste sono le tre sole cose che restano. Le tre virtù teologali (che vengono da Dio, che sono dono del suo Spirito) sono presenti in tutto il messaggio neotestamentario, fin dal primo capitolo della prima lettera ai Tessalonicesi, il primo scritto del Nuovo Testamento.

Anche il Concilio inizia così, nel proemio della Dei Verbum, citando Agostino: «perché il mondo ascoltando creda, credendo speri e sperando ami».

Si può approfondire l’enorme messaggio di fede, speranza e carità, rileggendo le tre grandi encicliche di papa Benedetto e Francesco: Deus caritas est, Spe salvi, Lumen fidei. I papi ci dicono oggi che questa triade è decisiva per capire ed amare la vita e per annunziare il vangelo.

È interessante che il più grande filosofo illuminista Immanuel Kant formuli così, forse senza essere consapevole del suo riferimento implicito alla triade fede, speranza e carità, le grandi questioni che attanagliano l’uomo: «Il progetto che mi incombeva, e che avevo formulato già da molto tempo, era di elaborare il campo della filosofia pura. Esso mirava alla soluzione dei tre problemi seguenti: 1) Che cosa posso sapere? (metafisica); 2) Che cosa debbo fare? (morale); 3) Che cosa mi è lecito sperare? (religione). Alla loro soluzione doveva infine seguire il quarto: Che cosa è l'uomo? (antropologia, sulla quale ormai da più di vent'anni faccio annualmente un corso)» ((in una lettera del 4 maggio del 1793 inviata a Carl Friedrich Staudlin, professore di teologia a Gottinga, in I. Kant, Epistolario filosofico 1761-1800 , a cura di O. Meo, Il melangolo, Genova 1990, pp. 319-320).

È assolutamente interessante che lo stesso Kant affermi che tre sono i postulati senza i quali non si dà vita morale nell’uomo: l’esistenza di Dio (fede), la libertà (che rende possibile la carità), l’immortalità dell’anima (speranza).

Fede, speranza e carità possono fornire lo schema ottimale su cui articolare la presentazione della fede cristiana ai ragazzi della tappa delle Cresime. Mentre i bambini si soffermano maggiormente sull’oggettività della fede (ad esempio sulla storia della salvezza, sui 7 sacramenti), i ragazzi hanno bisogno di coglierne la rilevanza esistenziale, le conseguenze vitali della presenza dello Spirito Santo. Ebbene il credente è esattamente colui che crede, colui che spera, colui che ama.

Per un primo abbozzo di itinerario su fede, speranza e carità con i ragazzi dell’Iniziazione cristiana, cfr. il file audio, la traccia e le slides della relazione di d. Davide Lees allo stage di formazione per catechisti 2014 organizzato dall’Ufficio catechistico della diocesi di Roma:

Registrazione audio

Download don_davide_lees.mp3.

Riproducendo "don davide lees".


Download audio Download audio (Per salvare il file: Click con il tasto destro del mouse -> Salva Link Come)

- fede_speranza_e_carita_a_sacrofano.pdf

- fede_speranza_e_carita_presentazione_.pdf

Vedi anche le immagini consegnateci dalla tradizione su fede, speranza e carità: Fede, speranza, carità: le tre virtù teologali nell’opera di Raffaello Sanzio ai Musei Vaticani, di Andrea Lonardo e I vizi e le virtù dipinti da Giotto nella Cappella della Scrovegni. Brevi testi da Roberto Filippetti.