I pilastri del Duomo di Orvieto come schema per presentare la Bibbia in catechesi: difficilmente si troverà qualcosa di più chiaro. Breve nota di Andrea Lonardo

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 05 /10 /2014 - 18:00 pm | Permalink
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Riprendiamo sul nostro sito un testo redatto da Andrea Lonardo.

Il Centro culturale Gli scritti (12/10/2014)

La Cattedrale di Orvieto ed i 4 pilastri scolpiti in bassorilievo da Lorenzo Maitani, Ramo di Paganello, Giovanni e Nicola Pisano a partire dal 1310. È un attimo e ti accorgi che tutta la questione della presentazione della storia della salvezza, cioè della Sacra Scrittura, nella catechesi è lì risolta, senza che niente di meglio si possa mai immaginare o progettare per il futuro.

I due pilastri esterni narrano la creazione dell’uomo, a sinistra, ed il ritorno di Cristo, a destra.

Dicono cioè che la storia non nasce dal nulla, ma dalla mano creatrice di Dio, che vuole l’uomo (a sinistra). E che la storia intera non termina nel nulla, in una glaciazione cosmica o in una nuova esplosione che tutto brucia (a destra). No, la storia, e con essa la vita dell’uomo, si prepara al ritorno di Gesù che viene, liberando l’uomo dal male e conducendolo all’incontro con il Dio della vita eterna.

I due pilastri intermedi, a fianco del portale centrale, presentano invece le storie dell’Antico testamento (sinistra) e del Nuovo testamento (destra).

L’Antico Testamento è presentato nella forma dell’Albero di Iesse, padre di Davide. Tutto è visto come una genealogia che giunge a Maria e, nell’ultimo girale, a Cristo Salvatore che nel suo grembo si fa uomo.

Ed, in effetti, sopra il portale centrale è posta la scultura della vergine con il Bambino Gesù: il cuore della storia della salvezza, il cuore di quella storia, che va dalla creazione alla vita eterna, è l’Incarnazione.  Per quella porta Dio è entrato nel mondo e per quella porta noi entriamo in Dio.  

Si potrebbe ulteriormente aggiungere che della storia veterotestamentaria (pilastro a sinistra della porta centrale) sono prescelti quegli episodi che sono prefigurazioni della venuta di Cristo: nelle storie di Abramo e Melchisedek, di Mosè salvato dalle acque, di Ezechiele che scorge i simboli degli evangelisti, l’esegesi e la teologia che si esprimono nel pilastro già vedono il compimento atteso in Gesù.  È la Bibbia letta nella sua unità, dove ogni episodio veterotestamentario è “tipo”, immagine, di un evento neotestamentario.

Il pilastro del Nuovo testamento presenta invece i “misteri” della vita di Cristo. Non l’uno o l’altro Vangelo scritto, bensì gli eventi stessi della sua vita. Ed è interessante che in basso è rappresentata l’Incarnazione ed in alto la Resurrezione. Le due grandi feste cristiane, il Natale e la Pasqua, sottolineano appunto che su questi due eventi si radica tutta la nostra fede. Potremmo dire che il kerygma è insieme l’Incarnazione e la Pasqua, poiché l’una senza l’altra non avrebbero senso. Fra di essi si stende (dal basso in lato nel pilastro a destra del portale d’ingresso) poi la vita di Gesù con tutti i suoi “misteri” d’amore.

Per quel che riguarda il primo pilastro è interessante che la creazione di tutte le cose venga rappresentata in un solo riquadro (senza preoccuparsi della scansione in 6 giorni), mentre il secondo riquadro è interamente dedicato all’uomo, a dire ciò che Genesi 1 e 2 affermano: la dignità dell’uomo, unica creatura che può essere “amica” di Dio, nella libertà e nell’amore.

A destra anche la vita eterna è rappresentata in maniera modernissima come comunione con Cristo: in alto, al centro, infatti, figura la parousia, il ritorno di Cristo. E che Cristo sia il Salvatore è espresso anche dal fatto che dei 10 riquadri del pilastro solo 2 sono dedicati alla condanna dei malvagi nell’Inferno, mentre ben 8 rappresentano i risorti e gli eletti.

La facciata del duomo di Orvieto sembra dirci ben 7 secoli prima quanto una delle più profonde catechete del nostro tempo, Sofia Cavalletti, ha insegnato ai catechisti del Buon pastore (cfr. La storia della salvezza nella catechesi. Rileggendo Sofia Cavalletti, di Andrea Lonardo).

Per una presentazione della storia della salvezza in catechesi, cfr. il video