I Tre filosofi/Re Magi in Giorgione (e La tempesta o Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso), nell’interpretazione di Salvatore Settis (da Wikipedia)

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 06 /01 /2015 - 11:16 am | Permalink
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1/ I Tre filosofi/Re Magi in Giorgione (da Wikipedia)

Il Centro culturale Gli scritti (6/1/2015)

N.B Wikipedia sintetizza così l’interpretazione proposta da S. Settis, in Artisti e committenti fra Quattrocento e Cinquecento, Torino, Einaudi, 2010. Non essendo ancora stato possibile elaborare da parte nostra un commento più dettagliato, presentiamo intanto ai nostri lettori questa sintesi da Wikipedia.

Giorgione, 1506-1508 circa, Olio su tela, 
123,5 cm × 144,5 cm, Kunsthistorisches Museum, Vienna
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Secondo Salvatore Settis il compasso che il vecchio e il giovane tengono in mano lega le due figure e, con gli altri strumenti che tengono in mano, permette di riconoscerli entrambi come studiosi del cielo, astronomi o astrologi. Il compagno "arabo" col turbante, che dall'uno sembra volgersi all'altro, non può che essere uguale a loro. Nell'altra metà del quadro, la grotta buia, con l'edera, il fico (simboli del legno della Croce), la sorgente d'acqua (simbolo del battesimo) e una fioca luce che sembra giungere non dal sole, ma dall'esterno del quadro: una luce stellare. Col compasso, la squadra e il foglio con disegni astronomici i tre personaggi starebbero quindi studiando la luce di una stella, confrontandola con un libro.

Si tratterebbe dunque dei Magi, che normalmente venivano rappresentati di tre età diverse. Inoltre secondo la sacra scrittura essi si sarebbero recati a spiare l'arrivo della Stella e del Messia davanti a una grotta su un monte (Opus imperfectum in Matthaeum); l'edera e il fico insieme simboleggiano, in scene che alludono alla salvazione, rispettivamente la Salvezza e il Peccato.

Uno dei Magi starebbe scoprendo la Stella (quello seduto), uno la starebbe interpretando in senso astronomico (il vecchio) e uno aggiungerebbe un riferimento alla profezia di Balaam. Secondo una leggenda medievale inoltre la grotta sarebbe quella dove Adamo ed Eva, cacciati dal Paradiso terrestre, avrebbero deposto i loro tesori, nonché lo stesso luogo in cui avvenne la rivelazione dell'incarnazione di Cristo, nuovo Adamo.

Il sole sta tramontando e dona all'opera una luce calda e soffusa, che accentua il senso di sospensione e mistero, in cui l'apparizione della stella arriva a guidare le ricerche conoscitive dei Magi.

2/ La tempesta o Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso (da Wikipedia)

Il Centro culturale Gli scritti (6/1/2015)

N.B Wikipedia sintetizza così l’interpretazione proposta da S. Settis, in La tempesta interpretata. Giorgione, i committenti il soggetto, Einaudi, 1978. Non essendo ancora stato possibile elaborare da parte nostra un commento più dettagliato, presentiamo intanto ai nostri lettori questa sintesi da Wikipedia.

Salvatore Settis, trovando un precedente in un rilievo dell'Amadeo sulla facciata della Cappella Colleoni (Condanna divina e destino dei progenitori dopo il Peccato originale) ritenne che le figure si potessero interpretare come Adamo ed Eva dopo la cacciata dal Paradiso; il fulmine equivarrebbe alla spada fiammeggiante dell'angelo. La tempesta diverrebbe così una metafora della condizione umana dopo il peccato, alla luce della dottrina cristiana.