Lavoro e famiglia, qualche domanda da porre 1/ Il vicepresidente molla Google senza preavviso, meglio la famiglia: "Zaino in spalla con mia moglie, ho scelto di fronte a un tramonto africano", di Simone Cosimi 2/ L’ex manager Pimco e la lettera della figlia che lo ha spinto alle dimissioni, di Corinna De Cesare

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 19 /04 /2015 - 22:14 pm | Permalink
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1/ Il vicepresidente molla Google senza preavviso, meglio la famiglia: "Zaino in spalla con mia moglie, ho scelto di fronte a un tramonto africano", di Simone Cosimi

Riprendiamo da La Repubblica dell’11/3/2015 un articolo scritto da Simone Cosimi. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line.

Il Centro culturale Gli scritti (19/4/2015)

Il responsabile delle finanze di Big G stupisce tutti dando l'addio con un lungo post su Google+: "I figli sono ormai grandi e lavoro incessantemente da trent'anni, non trovo una buona ragione per non tornare sulla strada"

La notizia è arrivata all'improvviso. Patrick Pichette lascia Google ad appena 52 anni. Si dimette da uno degli incarichi più importanti, quello di chief financial officer, mastro di chiavi delle finanze del colosso di Mountain View. Deteneva anche la vicepresidenza del gruppo, come molti altri uomini di vertice. Il manager canadese mollerà l'incarico entro i prossimi sei mesi, dando una mano a individuare qualcuno che lo sostituisca nel complicatissimo ruolo di pontiere fra Big G e Wall Street.

È stato lui, infatti, a difendere dal 2008, cioè da quando è salito a bordo dopo sette anni trascorsi in Bell Canada, le mosse più azzardate di Google. In particolare quelle sfornate dal laboratorio Google X - dall'auto che si guida da sola agli investimenti nella ricerca e nella salute, per esempio col progetto Calico - che hanno sempre lasciato piuttosto freddi gli investitori, ansiosi piuttosto di incassare dividendi che tardano ad arrivare.

Non è però il suo addio ad aver colpito gli osservatori. In fondo nel corso dell'ultimo anno diversi suoi omologhi in Silicon Valley, da Apple a Facebook passando per Amazon, hanno lasciato le stesse poltrone, quelle di responsabili delle finanze per i giganti dell'hi-tech e del web. Quanto il tenore e le motivazioni che il top manager ha voluto affidare a un lungo post sul suo profilo sul social network Google+. Al primo posto, infatti, c'è la famiglia: "Tutto è iniziato lo scorso autunno, in un'alba di settembre, dopo una nottata di arrampicata, contemplando il sorgere del sole dal monte Kilimanjaro, in Africa", ha scritto Pichette, "mia moglie Tamar e io non stavamo solo godendoci il momento ma potevamo osservare sulla distanza la pianura di Serengeti ai nostri piedi e tutto ciò che l'Africa aveva da offrirci".

Da lì, la crisi: "'Hey, perché non continuiamo a farlo", ha chiesto mia moglie. "Esploriamo l'Africa e dopo puntiamo a Est verso l'India. Poi continueremo a procedere: l'Himalaya, l'Everest, Bali, la Grande barriera corallina, l'Antartico",  continua nel suo avvolgente racconto l'ex capo delle finanze di Google. "Ricordo di aver fornito a Tamar la tipica risposta prudente da Cfo: mi piacerebbe andare ma dobbiamo rientrare. Non è ancora il momento, c'è troppo da fare a Google, la mia carriera e così tanta gente che si fida di me". Ma la pesantissima domanda era ormai sul tavolo: "Quindi, quando sarà il momento? Il nostro momento, il mio momento?", ha chiesto la moglie.

A quanto pare quella fase è arrivata prima di quanto lo stesso protagonista potesse attendersi: "Dopo molte ore di bici sono arrivato ad alcune semplici ed evidenti verità", svela Pichette sul social. "Primo, i bambini ormai sono andati. Bellissimi giovani adulti di cui siamo molto orgogliosi. Grazie soprattutto a Tamar, che ha fatto un lavoro meraviglioso. Ma non serviamo più a nessuno. Secondo, quest'estate chiuderò un periodo di 25-30 anni senza mai aver fatto vacanze, 1.500 settimane sempre a disposizione, anche e specialmente quando non avrei dovuto. Terzo, sempre quest'estate io e mia moglie celebreremo 25 anni di matrimonio. Il segreto del nostro rapporto? I miei figli ci scherzano: aver passato così poco tempo insieme che è ancora presto per dirlo". Da qui la scelta: "Tamar merita di più. Molto di più".

Anche perché la verità, aggiunge l'ormai dimissionario executive officer di Google, "è che non trovo una buona ragione per dirle che dovremmo aspettare ancora un po' prima di recuperare i nostri zaini e tornare sulla strada, celebrando i nostri 25 anni insieme girando pagina e godendoci una perfetta crisi di mezza età piena di bellezza e felicità, lasciando la porta aperta, per le nostre opportunità future, al caso e solo una volta che il nostro lungo elenco di viaggi e avventure si sarà esaurito".

Infine i ringraziamenti alla sua ultima casa lavorativa, almeno per il momento: "Lavorare a Google è stato un privilegio, a fianco dei migliori. Larry, Sergey, Eric, grazie per la vostra amicizia". La vita è bella e "credo di essere a un punto in cui non devo più pormi scelte fra famiglia e lavoro. Cosa di cui sono grato. Carpe diem".

"Per Google è una grave perdita", ha commentato Sameet Sinha, analista a B. Riley & Co, "quando Patrick si è unito a Google nel 2008 ha portato un nuovo approccio di controllo su tutte le finanze della compagnia nel momento in cui la spesa stava salendo troppo". Ecco perché, oltre alle avventure che aspettano Pichette, anche Google dovrà far presto a trovare un nuovo ago della bilancia

2/ L’ex manager Pimco e la lettera della figlia che lo ha spinto alle dimissioni, di Corinna De Cesare

Riprendiamo da Il Corriere della sera del 24/9/2014 alcuni brani da un articolo scritto da Corinna De Cesare. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line.

Il Centro culturale Gli scritti (19/4/2015)

La bambina (11 anni) gli ha consegnato un elenco di 22 momenti importanti della sua vita in cui il padre non c’è mai stato a causa del lavoro

La sua decisione aveva scosso il mondo della finanza. Soprattutto perché Pimco, il più grande gestore del mondo di bond con circa duemila miliardi di dollari gestiti, è considerata da decenni un faro per le indicazioni strategiche sul mercato obbligazionario. Erano seguite analisi su tutti i giornali internazionali in cui l’addio di Mohamed El-Erian veniva ricondotto alle frizioni con Bill Gross, fondatore di Pimco. Non solo: quando, nel 2013, era sembrato chiaro che la Federal Reserve volesse ridurre gli stimoli all’economia acquistando meno bond, il mercato azionario aveva preso il largo e Pimco aveva subito pesanti conseguenze. Nel giro di un anno gli investitori avevano ritirato oltre 80 miliardi e a questa fuga era seguito l’addio di El-Erian.

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La lettera della figlia

Le liti con Gross non c’entrerebbero nulla. «Un anno fa, senza successo – ha raccontato in una lunga lettera a Worth El-Erian - ho chiesto ripetutamente a mia figlia, 11 anni, di fare una cosa. Lavarsi i denti credo o qualcosa del genere. Gliel’ho domandato diverse volte e dal tono della mia voce deve aver capito che non stavo scherzando». La bambina gli ha chiesto di aspettare qualche minuto, si è allontanata dal padre ed è andata nella sua cameretta a prendere un foglio di carta che poi gli ha consegnato. «Era una lista dettagliata di 22 momenti in cui io non sono stato presente nella sua vita a causa del lavoro» ha raccontato El-Erian. Dal primo giorno di scuola alla prima partita di calcio, dall’incontro con gli insegnanti alla festa di Halloween.

La decisione

«Mi sono sentito orribile – ha spiegato El-Erian – ma ho cercato subito di mettermi nelle difensive adducendo spiegazioni importanti per ogni occasione in cui non c’ero stato: viaggi, riunioni importanti, telefonate urgenti di lavoro etc etc…». Il punto però era un altro. «Per quanto cercassi di razionalizzare, il problema era che la conciliazione del mio tempo in famiglia e sul lavoro non stava funzionando. E questo squilibrio stava rovinando il rapporto speciale che avevo con mia figlia. Non le dedicavo abbastanza tempo». Dalle dimissioni, El-Erian ha raccontato che ora riesce ad alternarsi con la moglie per svegliare la figlia, prepararle la colazione, portarla a scuola. E ha programmato anche una vacanza per loro due. Soli

«Dopo 14 anni fantastici in Pimco ho preferito prendere un portfolio di attività part-time e ne sono entusiasta perché posso trascorrere più tempo con la mia famiglia e con mia figlia». A chi gli ha contestato il momento tardivo di questa spiegazione e ha insinuato il dubbio che la storia fosse vera, El-Erian ha risposto così: «Mettetela così: il mio bisogno di essere un buon padre è stato più forte del mio desiderio di essere un buon investitore».