«La teoria del signor Darwin non necessariamente deve essere atea, che essa sia vera o meno; può semplicemente star suggerendo un’idea più allargata di Divina Prescienza e Capacità». J.H. Newman, futuro cardinale, parla di Darwin e della teoria dell’evoluzione nel 1868

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 19 /07 /2015 - 22:18 pm | Permalink
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Riprendiamo dal sito www.disf.it una lettera tratta da John H. Newman, The Letters and Diaries of John Henry Newman, edited by C.S. Dessain and T. Gornall, Clarendon Press, Oxford 1973, vol. XXIV, pp. 77-78. Tr. it. di Paolo Zanna. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti su C. Darwin vedi la sezione Scienza e fede.

Il Centro culturale Gli scritti (19/7/2015)

Nel ricevere un libro che espone criticamente la teoria di Darwin pubblicata nove anni prima su L’Origine delle specie, John Henry Newman non se ne mostra spaventato, anzi manifesta al suo amico, il canonico Walker, cui dirige la lettera, che la teoria dell’evoluzione biologica non nega la creazione. Il ruolo del Creatore non può essere eluso, perché l’evoluzione biologica, come ogni altro processo che si realizza in natura, ha in ultima analisi bisogno di leggi impresse alla materia. «La teoria del signor Darwin —afferma Newman— non necessariamente deve essere atea, che essa sia vera o meno; può semplicemente star suggerendo un’idea più allargata di Divina Prescienza e Capacità». Si tratta di impostare correttamente anche la casualità dei meccanismi darwiniani. «A prima vista —conclude opportunamente Newman— non [vedo] come “l’evoluzione casuale di esseri organici” sia incoerente con il disegno divino – È casuale per noi, non per Dio».

L’Oratorio, Birmingham, 22 maggio [18]68

Mio caro Canonico Walker,
su Suo suggerimento ho immediatamente acquistato il commento di Smith al Pentateuco e mi ha molto interessato la parte che ne ho letta –  non ne ho letta, però, abbastanza per addentrarmi nel testo più in generale. È arrivata anche l’opera del signor Beverley, ma senza il capitolo supplementare. La prego di voler trasmettere la mia gratitudine all’ignoto autore.  Essa rappresenta un’attenta e rigorosa disamina della teoria di Darwin – e mette in luce, come certamente sa fare sempre, le varie osservazioni preliminari che vanno fatte perché la teoria stessa possa stare in piedi. Essa non mi fa paura quanto sembra spaventare Beverley – e mi sembra che a volte questi sia troppo severo con Darwin, di cui avrebbe potuto dare un’interpretazione più accomodante. Non mi sembra filare logicamente che venga [in Darwin] negata la creazione per il fatto che il Creatore, milioni di anni fa,  abbia imposto leggi alla materia.  Prima creò la materia e poi creò leggi ad essa applicabili – leggi destinate a farla crescere nella sua bellezza attuale, preciso ordine organico e armonia delle parti in maniera graduale. Non neghiamo né circoscriviamo il Creatore per il fatto che abbia creato l’azione autonoma dante origine all’intelletto umano,  dotato quasi di un talento creativo; assai meno allora neghiamo o circoscriviamo il Suo potere, se riteniamo che Egli abbia assegnato alla materia leggi tali da plasmare e costruire mediante la propria cieca strumentalità attraverso innumerevoli ère il mondo come lo vediamo. Se il signor Darwin in questo o quell’altro punto della propria teoria entra in collisione con la verità rivelata, è un altro discorso – ma non vedo come ciò valga per il principio dello sviluppo, o quella che ho chiamato costruzione. Per quanto riguarda il  Disegno divino [Design], non è un caso di incomprensibilmente e infinitamente meravigliosa Saggezza e Intenzionalità/Disegno [Design] l’aver attribuito certe leggi alla materia milioni di secoli fa, le quali hanno sicuramente e precisamente prodotto, nell’arco del lungo corso di quei secoli, quegli effetti che Egli propose dal principio? La teoria del signor Darwin non necessariamente deve essere atea, che essa sia vera o meno; può semplicemente star suggerendo un’idea più allargata di Divina Prescienza e Capacità. Forse il Suo amico dispone di una traccia più sicura di quella che abbia io che non ho mai studiato la questione, e non mi piace contrapporre la mia opinione alla sua; ma a prima vista non [vedo] come “l’evoluzione casuale di esseri organici” sia incoerente con il disegno divino – È casuale per noi, non per Dio
Molto cordialmente Suo in Cristo, John H. Newman

P.S. Perché non sarebbe ateo anche il principio della generazione, visto che lo sarebbe quello dello sviluppo [evoluzione]? Se non sapessimo come dato di fatto che le specie e le razze hanno origine da una sola coppia, potremmo dire che la teoria [dell’evoluzione] sarebbe incoerente con la dottrina della creazione. E, ancor più, si potrebbe reclamare che “l’incontro casuale e il matrimonio di due persone, o una loro relazione extramatrimoniale, obbligherà l’Onnipotente a creare un’anima in ogni momento”. Perciò (non solo il corpo, ma) l’anima non sarebbe creata, ma soltanto la conseguenza casuale di una volontà umana, ecc. ecc.