Blog dei redattori de Gli scritti del novembre 2009 (zelo, creazione e storia, contenuti della catechesi, simbolo della fede nell'AT, metodo)

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 06 /12 /2009 - 22:12 pm | Permalink
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Zelo per il vangelo: una conditio “sine qua non” in seminario (di G.M.)

Mi dice un anziano padre spirituale di un seminario:
«Se in una persona non c’è zelo per il vangelo, che cosa puoi fare? Se un giovane non ha zelo per il Signore, come si può lavorare nella sua preparazione al ministero?»


Creazione e storia (di G.M.)

L’attenzione alla creazione senza la valorizzazione della storia, porterebbe al panteismo o al teismo; l’uomo sarebbe considerato alla stregua degli animali.
Ma anche la storia senza la creazione, porterebbe all’idolatria dell’uomo ed alla perdita di Dio.


Contenuti della catechesi: non deve mancare la teologia ed, in particolare, la teologia fondamentale (di G.M.)

L’ignoranza preconcetta del Catechismo della Chiesa Cattolica impedisce di accorgersi della sua novità e di misurarsi con essa: il CCC premette alle quattro parti tradizionali (che provengono dal catecumenato della chiesa antica!) le rispettive parti “generali”.
Basti pensare alla trattazione della teologia fondamentale che è premessa all’esposizione del Simbolo della Fede.
È di questo, di questa comprensione “teologica” e “teologico-fondamentale”, che hanno sete i nostri contemporanei ed anche i nostri ragazzi e giovani tanto a torto vituperati. Senza questo spessore teologico non si riesce a capire di cosa tratti la catechesi, cosa sia il cristianesimo, quale sia la sua credibilità.
Si pensi, solo per fare un esempio, all’approfondimento del concetto di “rivelazione” come “autocomunicazione di Dio”, del Dio “a cui piacque rivelare se stesso” (Dei Verbum 2), su cui si basa il CCC.
Allo “sviluppo storico” dei contenuti della fede, deve essere affiancato l’“ordine teologico”; anzi, in un contesto di primo annuncio, probabilmente deve essere premesso!


Simbolo e sintesi della fede in Dt 26 (di A.L.)

Von Rad aveva ipotizzato che il Pentateuco fosse uno sviluppo di formule come Dt 26. Che, alla radice dell’Antico Testamento, ci fossero dei “Credo storici” che i figli di Israele ripetevano nella liturgia. L’esegesi successiva ha dimostrato che è vero il contrario. I “Credo storici” sono la sintesi di ciò che l’AT racconta e sono cronologicamente successivi.
Resta comunque vero che la fede veterotestamentaria ha elaborato delle sintesi della fede in questi brani biblici.
Perché la sintesi è una esigenza intrinseca della fede ebraico-cristiana. L’uomo procede dall’analisi alla sintesi e l’uomo credente non è da meno! Per questo si intravede questo sviluppo nello stesso testo biblico. Lo richiede il concetto stesso di “esperienza”, che è una rilettura dell’evento.
Il Simbolo di fede neotestamentario è una esigenza che nasce dalla fede stessa e non una sovrapposizione ad essa.


Il metodo: non è mai il problema più importante (di L.S.)

Nella vita della chiesa è evidente che esistono più metodi che “funzionano”! Se c’è un sacerdote od un catechista che “trafigge il cuore” di coloro che ascoltano così si esprimono gli Atti degli Apostoli - porta frutti il cammino ordinario di una parrocchia, così come lo scoutismo, così come l’Azione cattolica, così come una pastorale d’oratorio, ecc. ecc. Sono “metodi” diversi eppure portano frutti.
Puoi proporre a qualcuno di utilizzare determinati itinerari di catechesi più biblici, oppure più teologici, oppure più legati agli schemi dei catechismi CEI oppure al CCC o ad itinerari che già esistevano in quella determinata parrocchia, oppure che abbiano una struttura catecumenale o ancora una struttura ordinaria ed i frutti di annunzio e di conversione verranno lo stesso!
Ha ragione il Documento di base quando dice che prima dei catechismi vengono i catechisti e prima dei catechisti la comunità cristiana.
Si potrebbe parafrasare: prima dei metodi vengono i catechisti e prima dei catechisti la comunità cristiana!