Odio il capodanno. Quindi auguri a tutti, di Andrea Lonardo

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 30 /12 /2015 - 23:37 pm | Permalink
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Il Centro culturale Gli scritti (31/12/2015)

Odio il capodanno perché sono laico. Non capisco perché questa festa ci debba far sentire tutti obbligati.

Penso a quanti maiali sono stati uccisi per fare i cotechini, povere creature, tanti piccoli maialini. E tutto per delle regole alimentari religiose imposte dal capodanno e dal suo clero.

I fautori di questa festa poi non si rendono conto di quanta amarezza provochi in chi è solo.
Nessuno pensa a chi è separato e si trova in questa notte a pensare a suo marito che se la spassa con una nuova compagna. E nessuno pensa gli anziani soli. Non si dovrebbe uscire di casa a capodanno, perché c’è chi è solo.

Uno spreco di denaro incredibile poi. Se ne andranno centinaia di migliaia di euro, in una Italia così povera, per ristoranti, feste da ballo, viaggi, cene e spumanti vari. E tutto per colpa della religione del capodanno.

Aborrisco i riti religiosi del capodanno come quell’insopportabile litania: dieci, nove, otto, sette, sei , cinque, quattro, tre, due, uno.

Ma poi perché si deve fare proprio il 31 dicembre? E i cinesi che lo festeggiano in un’altra data e con un altro calendario? Ma qui siamo all’intolleranza più patetica. Non dobbiamo far festeggiare i bambini i 31 dicembre, perché così facendo imponiamo loro una cultura. Niente festa, sceglieranno loro quando saranno grandi se celebrarlo o meno. Ma non lo sapete che il capodanno ebraico e quello musulmano cadono in altre date? Utilizzano, infatti, due diversi calendari lunari, ma è stata la Coca Cola a farci  credere che il calendario solare è migliore! E io dovrei plagiare così i miei figli? No, no e poi no: i bambini mi divengono razzisti se celebrano il capodanno in maniera europeo-occidentale.

Io sono per le aperture, perché le religioni sono tutte ugualmente violente, e questa imposizione del capodanno al 31 dicembre va contro ogni più elementare rispetto delle diversità.

Capodanno è un concetto relativo: se non imparano il relativismo subito, quando mai saranno pronti per l’accoglienza di altre culture?

E poi i paramenti liturgici, le mutande rosse e tutto il contorno di abbigliamento di festa: non lo posso sopportare, sono laico e non sopporto i riti religiosi.

Il capodanno ti obbliga poi ad avere quella faccia da ebete: tutto va bene, tutto andrà bene. Ma perché tutti debbono fingere di essere felici a capodanno?

E poi il capodanno fa ingrassare. Bere e mangiare. Ma il cotechino, lo sapete quante calorie ha o ve lo siete dimenticati? E le lenticchie, credete che non ingrassino?

Poi come anticlericale non sopporto questi luoghi di culto del capodanno: ma perché la gente si deve recare in alberghi, in ristoranti? Io credo solo ad una fede del cuore, dove io vada in quei luoghi di culto che sono i ristoranti quando lo sento e non quando ci vanno tutti.

Come anticlericale poi il lusso di un capodanno così religioso non lo sopporto proprio. Ma perché le donne debbono andare dal parrucchiere, prima di uscire per capodanno, spendendo cento euro a testa? Perché hanno collane ed orecchini preziosi? E nemmeno a casa puoi stare in libertà: tutti vengono da te eleganti e se io voglio stare in pantofole non posso.

Veramente questi riti religiosi sono insopportabili. Devi stare sveglio almeno fino alle due: i riti del capodanno durano più di ogni altra liturgia, con le omelie dell’amico che ti deve parlare o dell’amica che pontifica. Io amo il silenzio e le cose brevi, sono un anticlericale.

Queste tradizioni delle liturgie di mezzanotte proprio non mi vanno giù. La liturgia deve durare poco e deve essere ad un’ora comoda. Non sopporto che il clero del capodanno mi chieda di stare sveglio fino a dopo la mezzanotte e per di più di prepararmi dal pomeriggio, nei vestiti, nei capelli, nel cibo. Al limite posso celebrare il capodanno alle 21.00 di sera, non più tardi. E che i riti relativi siano brevi, i cenoni non debbono durare più di 30 minuti!

I botti poi. I botti sono contro ogni ecosistema sostenibile. Meno male che si sta diffondendo la consapevolezza che i botti spaventano gli animali e nelle cene non si utilizza quasi più la carne, ma solo minestrine in brodo, rigorosamente vegetale, e qualche insalatina, perché tutti stanno capendo che questa strage di maialini è contro la civiltà. Ma alcune sparute persone fanno ancora i botti: non si rendono conto del potere inquinante che hanno i loro lanci, tutt’altro che innocenti. Soprattutto quest’anno, con lo smog e la mancanza di piogge.  

Questi plagiati si sentono ancora obbligati dalla loro pseudo-coscienza plasmata dalla scaltrezza del clero plagiatore del capodanno: ritengono che non hanno veramente osservato il capodanno se non hanno sparato almeno tre miccette. Il clero ha fatto loro credere che non avranno l’indulgenza di un anno nuovo se non spareranno qualcosa in aria.

Io invece sono anticlericale e non guardo in cielo neanche a capodanno.

Quelle parole rituali poi: cin, cin. Il rito è quanto di peggio abbia creato l’uomo sulla terra. Con il rito il clero del capodanno sottomette la ragione degli uomini e gli fa dire: cin, cin. No: cion, cion. O almeno can, can. Dobbiamo risvegliare la creatività. Cin, cin è una parola della tradizione che non ha alcun significato razionale, deve essere abolita da ogni uomo che abbia il coraggio di pensare. Sapere aude, Osa conoscere, ha scritto Immanuel Kant a contraddistinguere l’illuminismo. E non dobbiamo far sfiorare i bicchieri l’uno con l’altro, bensì i tovaglioli. Bicchiere contro bicchiere è il rumore della guerra, noi siamo invece per la morbidezza della stoffa.

Per tutti questi motivi (e per altri ancora che non sto qui ad esporvi) odio il capodanno come lo odiava Antonio Gramsci.  Anticlericali di tutto il mondo, unitevi. Il capodanno ha le ore contate, perché la sua religione sta ormai svanendo.

Stasera vi invito perciò tutti a casa mia e vi offrirò in pantofole spaghetti aglio, olio e peperoncino. Poi alle 23.00 tutti a dormire. Per alzarsi il 1° gennaio e fare una bella passeggiata, mentre tutti dormono.

Te Deum laudamus per l’anno passato e auguri a tutti per il nuovo

Andrea