Dante e Giovanni della Croce in due canzoni di Loreena McKennit

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 21 /01 /2010 - 22:58 pm | Permalink
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Con queste poche righe invitiamo all’ascolto di due canzoni di Loreena McKennit.
Nella prima, Dante’s Prayer (qui in una versione live su You Tube), riecheggiano alcune potenti immagini dantesche, come la selva oscura, il fuoco ed il ghiaccio dell’Inferno, la montagna del Purgatorio, l’altezza del Paradiso.

Dante's Prayer

When the dark wood fell before me
And all the paths were overgrown
When the priests of pride say there is no other way
I tilled the sorrows of stone

I did not believe because I could not see
Though you came to me in the night
When the dawn seemed forever lost
You showed me your love in the light of the stars

Rit. Cast your eyes on the ocean
Cast your soul to the sea
When the dark night seems endless
Please remember me

Then the mountain rose before me
By the deep well of desire
From the fountain of forgiveness
Beyond the ice and the fire

Rit. Cast your eyes on the ocean
Cast your soul to the sea
When the dark night seems endless
Please remember me

Though we share this humble path, alone
How fragile is the heart
Oh give these clay feet wings to fly
To touch the face of the stars

Breathe life into this feeble heart
Lift this mortal veil of fear
Take these crumbled hopes, etched with tears
We'll rise above these earthly cares

Rit. Cast your eyes on the ocean
Cast your soul to the sea
When the dark night seems endless
Please remember me
Please remember me



Dante’s prayer: traduzione

Quando la selva oscura cadde davanti a me
E tutti i sentieri furono coperti
Quando i sacerdoti dell’orgoglio dicono che non c’è altra via
Ho spazzato via (lett. ho arato) la sofferenza di pietra

Non credevo perché non riuscivo a vedere
Eppure tu venisti da me nella notte
Quando l’alba sembrava persa per sempre
Mi hai mostrato il tuo amore nella luce delle stelle

Rit. Stendi i tuoi occhi sull’oceano
stendi la tua anima al mare
quando la notte scura sembra senza fine
per favore ricordati di me

Allora la montagna si sollevò davanti a me
Dal profondo pozzo del desiderio
Dalla fontana del perdono
Oltre il ghiaccio e il fuoco

Rit.

Benché condividiamo questo umile sentiero, soli
Quanto fragile è il cuore
Oh, dai a questi piedi di argilla ali per volare
Per toccare il volto delle stelle

Soffia vita in questo debole cuore,
solleva questo velo mortale di paura
prendi queste speranze crollate, scavate di lacrime,
ci solleveremo oltre queste preoccupazioni terrene, mortali.

Rit.

Per favore ricordati di me,
ti prego ricordati di me



Nella seconda, The dark night of the soul (qui su You Tube), la cantante rilegge Notte oscura di S. Giovanni della Croce che, riallacciandosi al Cantico dei Cantici, esprime poeticamente l’esperienza della notte oscura dell’anima che talvolta è più vicina al suo Signore quando ne percepisce la lontananza ed il desiderio di quando ne avverte con evidenza la presenza.


The dark night of the soul


Upon a darkened night
the flame of love was burning in my breast
And by a lantern bright
I fled my house while all in quiet rest
Shrouded by the night
And by the secret stair I quickly fled
The veil concealed my eyes
while all within lay quiet as the dead.

Rit.
Oh night thou was my guide
oh night more loving than the rising sun
oh night that joined the lover to the beloved one
transforming each of them into the other.

Upon that misty night
in secrecy, beyond such mortal sight
Without a guide or light
than that which burned so deeply in my heart
That fire t'was led me on
and shone more bright than of the midday sun
To where he waited still
it was a place where no one else could come.

Rit.

Within my pounding heart
which kept itself entirely for him
He fell into his sleep
beneath the cedars all my love I gave
From o'er the fortress walls
the wind would brush his hair against his brow
And with its smoothest hand
caressed my every sense it would allow.

Rit.

I lost myself to him
and laid my face upon my lover's breast
And care and grief grew dim
as in the morning's mist became the light
There they dimmed amongst the lilies fair
there they dimmed amongst the lilies fair
there they dimmed amongst the lilies fair


The dark night of the soul: traduzione

In una notte oscura
La fiamma dell’amore stava bruciando nel mio petto
E da una lanterna luminosa
Fuggii mentre tutto era a riposo, calmo in casa.
Avvolto nella notte
Da un gradino segreto rapidamente scappai
Nascosi il velo i miei occhi
Mentre tutto dentro era calmo come morto.

Rit: Oh notte tu eri mia guida
Della notte più amante del sole che sorge
Oh notte che unì l’amante all’amato
Trasformando ognuno di loro nell’altro.

Su quella notte nebbiosa
In segreto, oltre tale vista mortale
Senza una guida o luce
Di quella che bruciava così profondamente nel mio cuore
Quel fuoco mi guidava
E splendeva più luminoso del sole di mezzogiorno
Dove egli aspettava ancora
Era un luogo dove nessun altro poteva venire

(Rit)

Dentro il mio cuore pulsante
Che si tratteneva totalmente per lui
Cadde nel sonno
Sotto i cedri tutto il mio amore io diedi

Da sopra le fortezze
il vento spazzerebbe i capelli contro la fronte
e con la sua mano più liscia
accarezzato ogni mio senso

Mi persi in lui
E reclinai il mio volto sul petto del mio amato
E preoccupazione e dolore aumentarono
Come la foschia nel mattino divenne luce
Là si affievolirono i bei gigli



S. Giovanni della Croce ha voluto sintetizzare in poesia lo sviluppo dell’itinerario che porta l’anima all’unione con Dio e La salita del monte Carmelo inizia proprio con questi versi che strutturano poi tutto il testo:

1 - In una notte oscura,
con ansie, in amori infiammata,
- oh felice ventura ! -
uscii, né fui notata,
stando già la mia casa addormentata.

2 - Al buio uscii e sicura,
per la segreta scala, travestita
- oh felice ventura! -
al buio e ben celata,
stando già la mia casa addormentata.

3 - Nella felice notte,
segretamente, senza esser veduta,
senza nulla guardare,
senza altra guida o luce
fuor di quella che in cuore mi riluce.

4 - Questa mi conduceva
più sicura che il sol del mezzogiorno,
là dove mi attendeva
Chi bene io conosceva
e dove nessun altro si vedeva.

5. - Notte che mi hai guidato!
O notte amabil più dei primi albori!
O notte che hai congiunto
l'Amato con l'amata,
l'amata nell'Amato trasformata!

6. - Sul mio petto fiorito
che intatto per lui solo avea serbato,
Ei posò addormentato,
mentre io lo vezzeggiava
e la chioma dei cedri il ventilava

7. - Degli alti merli l'aura,
quando i suoi capelli io discioglievo,
con la sua man leggera
il mio collo feriva
e tutti i sensi miei in sé rapiva.

8. - Giacqui e mi obliai,
il volto sul Diletto reclinato;
tutto cessò, e posai,
ogni pensier lasciato
in mezzo ai gigli perdersi obliato.