Madre Teresa di Calcutta, la proclamazione dei santi nella Chiesa e l’universale concreto. Breve nota di Andrea Lonardo

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 04 /09 /2016 - 09:21 am | Permalink
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Riprendiamo sul nostro sito una brevissima nota di Andrea Lonardo. Per approfondimenti, cfr. Maestri nello Spirito.

Il Centro culturale Gli scritti (4/9/2016)

È bene non dimenticare la provocazione di chi ironizza o anche solo non capisce la proclamazione di qualcuno come santo.

Ci ricorda, infatti, la novità della fede cristiana che non è un’affermazione astratta di norme e verità, ma un universale concreto.

Madre Teresa di Calcutta o Tommaso Moro, una santa vergine ed un santo sposato con tanto di famiglia, laicità ed impegno politico, ci ricordano che la fede, la speranza e la carità esistono realmente nella storia, che non sono un’utopia perché Cristo ha realmente cambiato il mondo.  

Madre Teresa e l’autore di Utopia hanno dei tratti in comune nella loro santità, tratti che ogni santità vera nella storia deve avere. Non solo non hanno odiato nessuno, ma anzi hanno amato tutti nel nome dell’unico Salvatore Gesù Cristo. Hanno creduto che la grazia della morte in croce di Cristo conferisce la forza di amare tutti.

Madre Teresa non ha amato e servito solo cristiani, ma anche induisti e musulmani. In tutti ha riconosciuto la presenza del Signore Gesù. Tommaso Moro ha amato e servito l’Inghilterra tutta ed anche il suo re Enrico VIII che lo uccideva.

La Chiesa indica in figure concrete l’universale, in esistenze storiche la presenza dello stile di Dio. È un suggerimento che potrebbe essere accolto anche da altri e da altre religioni. Mostrate ai vostri giovani i modelli viventi di un amore che supera ogni confine e li invita non solo a non odiare, ma anzi ad amare il nemico a motivo di Dio in cui credete. Indicate loro non precetti e verità, ma santi che credano e amino, santi che non riescano a separare, avendo incontrato Dio, la fede e la carità.

Allo stesso tempo l’universale cristiano, proprio perché è concreto, si ripresenta in mille esperienze diverse. Teresa era poverissima, Tommaso Moro era lord cancelliere, con famiglia e casa. Eppure entrambi hanno testimoniato la stessa carità e la stessa fede.

La proclamazione dei santi annunzia poi a suo modo la resurrezione di Cristo. Essi sono beati, felici e santi perché il Paradiso esiste e Dio li colma dei suoi doni e la loro preghiera ed il loro amore sono vivi e veri a nostro vantaggio.

Appare così ancor più evidente che ogni dogma cristiano non è una verità filosofica deducibile da postulati o assiomi, bensì il frutto dell’incontro con il vero volto del Padre manifestatosi nella carne di Gesù.