1/ Io amo il papa. Punto, Post su FB di Andrea Lonardo 2/ Amo la Chiesa tutta intera, di Fabio Bartoli

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 02 /10 /2017 - 15:42 pm | Permalink
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1/ Io amo il papa. Punto, Post su FB di Andrea Lonardo

Riprendiamo sul nostro sito due post scritti su FB di Andrea Lonardo. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per altri articoli cfr. la sezione.

Il Centro culturale Gli scritti (2/10/2017)

FB 27/9/2017

Io amo il papa. Punto. E ritengo molto grave che lo si critichi pubblicamente, come chi ha scritto la lettera con i sette capi d’accusa, ma non solo. Esattamente come ritenevo grave che altri, come “Noi siamo chiesa”, ma non solo, criticassero i papi da sponda opposta. I due gruppi di "critici" sono equivalenti nel loro atteggiamento di disprezzo. Io ho amato, amo e amerò il papa. Punto. Io ho amato papa Paolo VI, ho amato papa Giovanni Paolo I, ho amato papa Giovanni Paolo II, ho amato papa Benedetto XVI e ora amo papa Francesco. E lo leggo, lo ascolto e cerco ogni giorno di aderire alle sue parole e ai suoi gesti. Sapendo che è lo Spirito che lo ha voluto. E che quindi è un dono per la chiesa, come lo sono stati i suoi predecessori, anch’essi voluti dallo Spirito. E di ogni dono bisogna fare tesoro, non limitarsi a parlarne e a discuterne. Ogni dono è una provocazione a crescere e a convertirsi. Punto.

FB 28/9/2017

Dopo il post di ieri, mi appare ancor più chiaro che la maggior parte delle persone non è, grazie a Dio, interessate alle polemiche che invece vengono alimentate da sponde estreme di persone di modo che alcuni attaccano, poi altri contrattaccano, allora quelli riattaccano di nuovo, e allora gli altri ri-contrattaccano... la maggior parte delle persone è interessata solo al bene, a costruire e rifugge da ogni esagerazione, da ogni strumentalizzazione, da ogni sterile polemica... se vi dovessi dire la mia, io gli articoli o i post dove uno attacca un altro in pubblico nella chiesa e dove il suo avversario contrattacca, non li leggo nemmeno, né il primo, né il secondo. Io credo che né l'uno né l'altro facciano bene alla salute. Abbiamo cose più serie da fare

2/ Amo la Chiesa tutta intera, di Fabio Bartoli

Riprendiamo dal blog di Fabio Bartoli La fontana del villaggio un suo articolo pubblicato il 27/9/2017. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per altri articoli cfr. la sezione .

Il Centro culturale Gli scritti (1/10/2017)

Amo la Chiesa, tutta intera.

Amo la Chiesa nella sua varietà ed infinita poliedricità, amo la Chiesa in ogni sua forma e manifestazione, perfino quando è peccatrice, forse anzi di più, se è vero che davvero ami la tua sposa solo e soltanto quando sei capace di amarne anche limiti e difetti.

Nessuna società umana può tenere insieme nel suo seno posizioni così diverse, nessuna associazione umana potrebbe sopportare senza disgregarsi spinte centrifughe tanto forti, e forse proprio questo è il massimo motivo di dispetto e disdoro per i suoi oppositori che sempre vorrebbero dividerla.

Amo i cardinali dei dubia ed ancor di più amo il Papa, amo Carlo Caffarra (che fu mio professore) e amo Bruno Forte (che è stato tanto gentile da scrivere la prefazione di un mio libro), amo Giovanni Marcotullio (che è un amico fraterno) ed amo Mauro Leonardi (che è il mio confessore), amo i canti gregoriani e quelli carismatici, le liturgie neocatecumenali e quelle in latino, frequento volentieri Gesuiti e Francescani, Cistercensi e Salesiani.

La Caritas è mia e mio è il Centro Aletti, una parte di me è con le Missionarie della Carità ed una parte con i Legionari di Cristo. Chiamo fratelli l’Opus Dei e i Focolarini, CL e la Comunità di S. Egidio, RnS e Comunità Maria e prego con tutti loro. Sono di casa a Taizè e a Loreto, a Chiaravalle e a Romena, a Bose e alle Tre Fontane.

Perché? Perché in tutti questi volti della Chiesa non fatico a riconoscere la passione per l’unico e medesimo Cristo, la stessa passione che anima anche me e finché vedrò in lui questa passione non avrò alcun problema ad abbracciare e chiamare fratello chiunque.

Una cosa non amo: La pretesa di assolutizzare il proprio punto di vista (tradizionale o progressista non fa differenza) fino a pretendere di imporlo a tutta la Chiesa. Non amo la presunzione che porta a non riconoscere il Cristo presente nell’altro, a non dare credito alla sua ricerca di verità, a non riconoscere la sua passione e la sua fede nell’Unitrino Signore.

Questa è l’anima di tutte le eresie, di quelle piacione che cercano di affascinare il mondo e finiscono con il sottomettersi a lui (e che gratta gratta finiscono sempre con l’inclinare verso Ario e Pelagio) e di quelle elitarie e sdegnose, che vorrebbero buttare via il mondo (che Dio ha tanto amato) come irrimediabilmente corrotto e perverso (che alla fin fine si riducono sempre al rifiuto della carne e conseguentemente della realtà… in una parola alla gnosi… Catari, Donatisti etc. etc.)

L’anima dell’eresia cioè non è l’errore, perché la Chiesa nella sua cattolicità ha tutto ciò che le occorre per assorbirlo e correggerlo, dopo averne estratto il buono, l’anima dell’eresia è proprio il rifiuto della cattolicità, cioè la pretesa di imporre l’unità con la forza, di non riconoscere che unità e diversità non sono contraddittorie.

Questo mondo folle vive di polarizzazioni, è quanto di più anticattolico (cioè antiuniversale) ci sia. Il Signore ci protegga dalla lusinga di imporre l’unità con la forza, perché l’unità della Chiesa è come quella della Trinità, nasce dall’amore non dalla legge e quindi non può essere imposta con la forza.