Un catecumeno che ha deciso di battezzarsi con la moglie e le figlie racconta il passaggio da una religione della paura, che impedisce il dialogo libero tra marito e moglie e tra genitori e figli su Dio, alla scoperta del Dio che è amore

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 03 /04 /2018 - 08:42 am | Permalink
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N.B. de Gli scritti  Riprendiamo sul nostro sito la trascrizione della testimonianza di un uomo che ha chiesto il battesimo insieme alla moglie e alle figlie – un amico che li conosce, ha fornito tale resoconto trascritto alla lettera. Abbiamo volutamente omesso i nomi, il luogo e la religione di provenienza di questa famiglia.
Come è noto sono diverse le religioni che vietano la conversione al cristianesimo e diversi maestri di esse, ma ovviamente non tutti, predicano la velazione delle donne e giungono a ritenere giusta l’uccisione di chi chiedesse il battesimo.
Abbiamo omesso tali riferimenti perché la situazione descritta non rappresenta tout court quel mondo, ma desideriamo lo stesso che tale testimonianza possa essere di aiuto a comprendere la situazione di chi desidera diventare cristiano e possa servire a chiunque venera un Dio di misericordia a comprendere meglio in quale condizione viene ad essere costretta una famiglia, al punto che nemmeno il marito e la moglie hanno più il coraggio di parlarsi nell’amore e in libertà, se la paura di Dio regna e si impedisce di cercarlo e di amarlo come la coscienza comanda nel proprio cuore.
Per ulteriori testi, cfr. le sezioni Catecumenato e Immigrazione, integrazione e intercultura.

(2/4/2018)

Un catecumeno che ha deciso di battezzarsi con la moglie e le figlie racconta il passaggio da una religione della paura, che impedisce il dialogo libero tra marito e moglie e tra genitori e figli su Dio, alla scoperta del Dio che è amore  

Mi chiamo […]. Sono sposato, ho famiglia. Veniamo dalla […], da […], siamo di religione […]. Io sono commercialista da 18 anni. La nostra famiglia viveva bene, ma un giorno è cambiata la nostra vita, a causa della guerra, che ci ha costretti a fuggire.

Prima di arrivare in Italia, io pensavo che noi fossimo i giusti, che solo i [credenti della mia religione] entrano in Paradiso e che gli ebrei e i cristiani non conoscono Dio. Il giorno in cui io e la mia famiglia siamo arrivati in Italia, ho trovato una cosa bella, ho trovato l’amore, ho trovato una cosa che non ho mai saputo: l’amore che ho visto qui in alcune persone è simile a quello di mia madre che dà l’amore per il figlio: questo è l’amore, una cosa grande.

Dopo ho capito di essere stato stupido, perché mia moglie, con cui vivo da 12 anni e che amo, mette il velo. Le ho chiesto una volta: «Perché metti il velo?». Mi ha risposto: «Per Dio. Per paura». Perché noi conosciamo la paura di Dio, la paura dell’inferno, paura, paura, paura, paura per tutto.

Dopo 12 anni qui ho cominciato ad usare internet (in […] prima non c’era) e ho cominciato a leggere la Bibbia, il Vangelo. Ho parlato con mia moglie e le ho chiesto: «Perché metti il velo?» e lei ha detto che indossava il velo «per forza» da quando aveva 12 o 13 anni. Lei ha avuto paura quando le ho chiesto il perché, ha avuto paura che volessi fare una prova per lei per decidere se farla rimanere con me o no.

Quando ho smesso di pregare, lei ha smesso di pregare. Hanno ucciso il “carattere” [la personalità] di mia moglie con il nome di Dio.

Io amo questa moglie, ma lei ha paura, paura di tutto: lei, come donna [credente ella nostra religione di origine], crede di dover dire all’uomo sempre di sì.

Piano piano ho cominciato a leggere il Vangelo ed ho trovato una grande bugia: loro dicono che tutti gli altri libri sono stati scritti da persone umane. Dopo ho capito che [tutto] è stato tratto dalla Bibbia. Prima avevo letto tantissime volte [i libri delle religioni, tranne il vangelo], ma non avevo capito nulla.

La prima volta che ho letto il Vangelo, ho sentito che io vivo in questo tempo, con queste persone, con l’amore che prima non sapevo cosa significasse.

Ho avuto paura e la prima persona con cui ho parlato è stata mia moglie, che è qui con noi.

Ho ricevuto qualcosa che è sbagliato; come posso dare ad un figlio una cosa che ho scoperto essere una bugia?

Io non posso cambiare, perché noi, come [credenti della nostra religione] possiamo uccidere se si cambia religione.

Ho lasciato che mia figlia andasse a scuola, in chiesa. Io piano piano ho letto il Vangelo. Ho avuto una grande forza. Entro in questo cammino, ma il problema è per mia moglie: se io cambio religione, noi ci troviamo divisi [lei è obbligata dalla religione a lasciarmi].

Ma la mia catechista mi ha detto che era meglio che io parlassi con mia moglie.

Inizialmente avevo paura ma poi ho avuto coraggio ed ho visto che mia moglie aveva più desiderio di me. Ma anche lei aveva paura di me.

«Non è giusto che tu non vivi la verità». Il parroco una volta aveva detto: «Sì, sì. No, no». Ma noi - sì, dico la verità – diciamo bugie! Il marito dice bugie alla moglie, la moglie dice bugie al marito ed i figli, quando vedono i genitori, dicono anche loro bugie. La verità è una cosa bella; ho avuto forza e non mi interessa più nulla della paura. Ho ancora tante cose [nel mio paese di origine], ma ho lasciato tutto: due uffici e due case in […].

Poi ho trovato che le mie figlie vivevano bene la verità di Dio, del Dio vero.

Non mi interessa se qualcuno vuole tagliare la mia testa. Mi interessa stare dalla parte giusta, dalla parte della verità, dell’amore; nessuno sa, in tutto il nostro mondo, nessuno sa cosa significa questo amore.