Ti ho visto. Parole a Silvia, di professione (fra l’altro) mamma, di Omar Marco Kamal

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 13 /05 /2018 - 22:20 pm | Permalink
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Riprendiamo sul nostro sito un testo di S Omar Marco Kamal, pubblicato sulla sua pagina FB il 13/5/2018. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Catechesi, famiglia e scuola.

Il Centro culturale Gli scritti (13/5/2018)

Ci sono cose che non dovremmo mai dare per scontate. Tanto più oggi, il giorno della festa della mamma: perché, tutto questo, non può appartenere alla sfera dell'ovvio, ma fa parte di diritto di ciò che per noi è straordinario e speciale. Così era, così è, così dovrebbe sempre essere.

- Ti ho visto dare alla luce i tuoi figli. Quanto meno due su tre, il che (se permetti) non è male.
- Ti ho visto mentre li allattavi e gli cambiavi il pannolino: di mattina, di pomeriggio, di sera e pure di notte. Più volte.
- Ti ho visto fare da cuoca, cameriera, infermiera, sarta e animatrice. All'occorrenza sei stata anche geometra e architetto. Ovviamente, per loro, hai fatto pure da lavapiatti.
- Ti ho visto addormentar(li).
- Ti ho visto addormentar(ti), sfinita, accanto a loro. E poi venivo a prenderti.
- Ti ho visto in piedi, la notte: per il latte, i brutti sogni, per gli impacchi, con il termometro vicino e la tachipirina sempre pronta.
- Ti ho visto col mal di schiena, per averli tenuti un po' troppo in braccio.
- La sola cosa più importante del Bimby, dici sia l'aerosol che - come amuleto - resta sempre in soggiorno.
- Ti ho visto rincuorarli, tutti e tre.
- Una notte d'agosto, per il più piccolo, ti sei svegliata quasi 20 volte.
- Ti sei sacrificata, nel vero senso della parola, per loro.
- ...e sempre per loro hai perso ore di sonno che nessuno ti restituirà.
- Quando fai un colloquio di lavoro, la prima cosa che dici è: sono mamma di tre figli.
- Ti ho visto metterti in discussione, per loro: e hai vinto.
- Ti ho visto felice, stanca e ti ho visto cambiare
- Ti ho sentito chiedere anche aiuto: poche volte, se vogliamo dirla tutta.
- Ti ho visto davanti alla scuola, sotto la pioggia, con ombrelli e zaini, per portarli da un posto all'altro.
- La tua macchina è sempre sporca: di patatine, cracker, impronte minuscole lasciate un po' dappertutto. 
- Ti ho visto privarti di qualcosa per darlo a loro.
- Ti ho visto educarli, correggerli e rimproverarli.
- Ti ho visto corrergli dietro, soprattutto al parco.
- Ti ho visto portarli alle attività, dai dottori e dagli amici. E poi ti ho visto mentre andavi a riprenderli.
- Ti ho visto incoraggiarli.
- Ti ho visto mentre gli hai fatto il cambio di stagione negli armadi.
- Ti ho visto sempre presente in tutti i momenti più importanti della loro vita: alle recite, agli allenamenti, alle gite.
- Ti ho visto organizzare le loro feste di compleanno.
- Ti ho visto fare 'scarta la carta'.
- A proposito di feste di compleanno, quelle dei loro amici sono ormai gli unici momenti mondani della tua vita. Ma a te, in fondo, questo non dispiace
- Ti ho visto specializzarti in alcuni piatti forti: pasta in bianco, cotoletta e patatine.
- Ti ho visto in macchina, accanto a me, mentre ti giravi in continuazione ad ogni loro sussulto: acqua, biscotti, ciuccio, pizza... Pure tra i tornanti.
- In un solo giorno, ho sentito chiamarti 'Mamma' forse 100 volte. E ho il vago sospetto che non sia il record.
- Ti ho visto tenere i conti di tutto: scuola, casa, attività, abbigliamento...

Ho visto questo e ho visto molto altro, perché ho avuto la fortuna di esserci sempre stato. Tutto questo Silvia te lo scrivo il giorno della festa della mamma, per dirti che queste stesse parole usciranno dalla mia bocca ogni qual volta i nostri figli non ricorderanno o se mai avranno bisogno di ricordare. Perché la memoria non è nulla di relativo, quanto una certezza
Auguri!