Nuove scoperte archeologiche in Israele 1/ C'è un teatro romano nel cuore di Gerusalemme. Un nuovo tassello nel puzzle della storia di Gerusalemme dopo la distruzione del Tempio nel 70 d.C. 2/ Unique 3,000-year-old Figurative Sculpture Found in Israel. Maybe depicting a king: The 5-centimeter sculpture is rare example of figurative art from 9th century B.C.E.

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 24 /06 /2018 - 23:47 pm | Permalink
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1/ C'è un teatro romano nel cuore di Gerusalemme. Un nuovo tassello nel puzzle della storia di Gerusalemme dopo la distruzione del Tempio nel 70 d.C.

Riprendiamo dal sito Terrasanta.net un articolo a firma g.m. pubblicato il 18/10/2017. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per altri testi, cfr. la sezione I luoghi della Bibbia.

Il Centro culturale Gli scritti (24/6/2018)

Vestigia del teatro romano (II-III secolo) scoperto 
ai piedi del Muro occidentale a Gerusalemme
(foto Yonatan Sindel/Flash90)

(g.m.) - Gli archeologi stavano cercando quella che è nota come la strada del Secondo Tempio e, quando si sono imbattuti in alcune pietre piatte e lisce, credevano di averla trovata. Proseguendo negli scavi, però, hanno scoperto che le pietre curvavano fino a formare un semicerchio. «Che cos'è, una rotonda?» dice, scherzando, di aver pensato l'archeologa Tehila Lieberman. Ma la scoperta fatta da lei, insieme a Joe Uziel e Avi Solomon, è molto più importante: un teatro romano, appena sotto il Muro occidentale.

Che a Gerusalemme ci fosse un teatro era noto agli storici, in quanto Giuseppe Flavio e altre fonti antiche annotavano la sua presenza nelle vicinanze del Monte del Tempio. Ma la struttura era sfuggita agli scavi degli archeologi, che hanno iniziato a cercarla nella seconda metà del XIX secolo. Quello presentato lunedì 16 ottobre in una conferenza stampa tenutasi tra le rovine sotterranee, si trova al di sotto dell'arco di Wilson, la rampa che collegava il cortile del Tempio alla città di Gerusalemme, sotto al quale oggi si trova una sinagoga. Il teatro è di dimensioni modeste se comparato con i suoi simili di Cesarea o Beit Shean (poteva ospitare circa 200 spettatori) ed è realizzato in stile romano classico. Sebbene la datazione esatta sia ancora in corso, ci sono pochi dubbi: le rovine risalgono al periodo che va dalla distruzione del secondo Tempio giudaico all'arrivo dell'Islam.

Dopo il 70 d.C., anno in cui il Tempio venne raso al suolo dalle truppe di Roma, Gerusalemme fu ribattezzata Aelia Capitolina dall'imperatore Adriano, che ne avviò la ricostruzione intorno al 130 d.C. Il teatro, scoperto dagli esperti dell'Autorità israeliana per le antichità, venne probabilmente costruito in quel periodo, anche se appare incompleto: le scale non sono state intagliate del tutto e alcune pietre presentano delle guide, ma non sono state completate. L'interruzione dei lavori è probabilmente dovuta allo scoppio della rivolta di Bar Kokhba (132-135 d.C.), l'ultima delle guerre che hanno contrapposto i romani agli israeliti. In seguito al terremoto del 360 d.C., l'area al di sotto dell'Arco di Wilson rimase gravemente danneggiata. Essendo al tempo una zona frequentata, come conferma la scoperta del teatro, è probabile che gli abitanti di Gerusalemme abbiano deciso di coprirla con terra e detriti per renderla più stabile, nascondendo il teatro per oltre 1.600 anni.

Il ritrovamento aiuterà gli storici a capire come fosse la Gerusalemme tra il 70 e il 638 d.C., anno della conquista musulmana. I primi studi compiuti sul teatro suggeriscono che fosse una città in piena trasformazione: le sedute per il pubblico sono stare realizzate riutilizzando la pavimentazione della strada, mentre il canale di scolo che correva sotto l'Arco di Wilson è stato abbassato per far posto al teatro stesso. Gli archeologi hanno intenzione di continuare a scavare per andare ancora più in profondità, nella speranza di raggiungere resti risalenti al Primo Tempio.

La funzione del teatro non è ancora chiara. Il fatto che abbia un tetto, al di sopra del quale ancora oggi gli ebrei pregano accostandosi al Muro Occidentale, fa supporre che fosse usato come odeon, ovvero un teatro coperto per rappresentazioni musicali; ma avrebbe potuto essere anche un bouleuterion, il luogo che ospitava il consiglio cittadino. La sua posizione, così vicina al Monte del Tempio, indica infatti che l'area era ancora molto utilizzata e frequentata. Di certo la sua scoperta aggiunge un tassello mancante alla Gerusalemme romana. Quasi tutte le colonie dell'Impero, infatti, ospitavano quattro strutture: i bagni pubblici, la latrina (una è stata scoperta a Gerusalemme 15 anni fa, poco distante dal teatro), un tempio e un luogo dedicato alla vita cittadina o al divertimento. La disposizione del teatro, orientato in modo che l'uditorio desse le spalle al Monte del Tempio, fornisce un altro indizio interessante: forse per i romani il luogo più sacro degli israeliti non aveva grande importanza.

Resta perciò la curiosità di sapere cosa ci fosse, in quel periodo, su quella che conosciamo come la Spianata delle Moschee. Il nome di Aelia Capitolina fa supporre che Gerusalemme racchiudesse dentro le sue mura un tempio dedicato a Giove Capitolino ma non ci sono prove di una costruzione del genere sul Monte del Tempio.

2/ Unique 3,000-year-old Figurative Sculpture Found in Israel. Maybe depicting a king: The 5-centimeter sculpture is rare example of figurative art from 9th century B.C.E.

Riprendiamo dal sito del quotidiano Haaretz un articolo a firma The Associated Press pubblicato il 10/6/2018, al link https://www.haaretz.com/archaeology/one-of-a-kind-royal-figurine-found-in-israel-1.6158138. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per altri testi, cfr. la sezione I luoghi della Bibbia.

Il Centro culturale Gli scritti (24/6/2018)

Photo taken June 4, 2018 of a detailed figurine 
of a royal head on display at the Israel Museum,
dating to biblical times, and found last year near
Israel's northern border with Lebanon,
in Jerusalem. Ilan Ben Zion/AP

An enigmatic sculpture of a head dating back nearly 3,000 years has set off a modern-day mystery caper as scholars try to figure out whose face it depicts. Some believe it likely to show a king, though there is no proof.

The 5-centimeter sculpture is an exceedingly rare example of figurative art from the Holy Land during the 9th century B.C.E., — a period associated with biblical kings. Exquisitely preserved but for a bit of missing beard, nothing like it has been found before.

While scholars think the bearded figure donning a golden crown must be royalty, they cannot say which king it might symbolize.

Archaeologists unearthed the diminutive figurine in 2017 during excavations at Abel Beth Maacah, just south of Israel's border with Lebanon, near the modern-day town of Metulla.

Nineteenth-century archaeologists identified the site, then home to a village called Abil al-Qamh, with Abel Beth Maacah mentioned in the Book of Kings.

During the 9th century B.C.E., the ancient town was situated in a liminal zone between three regional powers: the Aramean kingdom based in Damascus to the east, the Phoenician city of Tyre to the west, and the Israelite kingdom, with its capital in Samaria to the south.

Kings 1 15:20 mentions Abel Beth Maacah in a list of cities attacked by the Aramean King Ben Hadad in a campaign against the Israelite kingdom.

"This location is very important because it suggests that the site may have shifted hands between these polities, more likely between Aram-Damascus and Israel," said Hebrew University archaeologist Naama Yahalom-Mack, who has headed the joint dig with California's Azusa Pacific University since 2013.

Yahalom-Mack's team was digging through the floor of a massive Iron Age structure in the summer of 2017 when a volunteer struck pay dirt.

The layer where the head was found dates to the 9th century B.C.E., the epoch associated with the rival biblical kingdoms of Israel and Judah.

In a rare move, archaeologists and curators at the Israel Museum in Jerusalem rushed to put the piece on public display.

Eran Arie, the Israel Museum's curator of Iron Age and Persian archaeology, said the discovery was one of a kind.

"In the Iron Age, if there's any figurative art, and there largely isn't, it's of very low quality. And this is of exquisite quality," Arie said.

How ancient Egyptians saw Near Easterners

The figurine is made of faience, a glassine material popular for making jewelry and figurines in ancient Egypt and the Near East.

"The color of the face is greenish because of this copper tint that we have in the silicate paste," Yahalom-Mack said. But a clue indicating that the figurine depicts a Near Eastern monarch was its "very interesting hairdo," she said.

The bearded figure's hair is pulled back in thick locks that cover the ears, and is held in place by a striped diadem of gold. Its hairstyle looks similar to the way ancient Egyptians depicted neighboring Near Eastern peoples in art. "The guy kind of represents the generic way Semitic people are described," she said. (That goes against the "figurative" element: maybe the figurine represents nobody at all.)

Because carbon-14 dating cannot give a more exact date for the statue's creation other than sometime in the 9th century, the field of potential candidates is large. Yahalom-Mack posited it could be kings Ben Hadad or Hazael of Damascus, Ahab or Jehu of Israel, or Ithobaal of Tyre, all characters appearing in the biblical narrative. Or maybe it's somebody else.

"We're only guessing here, it's like a game", she said. "It's like a hello from the past, but we don't know anything else about it."

As scholars debate whether the head was a stand-alone piece or part of a larger statue, the Hebrew University team is set to restart digging this month at the spot where the mystery head was found.