Imam tunisini: Riyadh usa i soldi dell’Hajj per finanziare il terrorismo islamico, di Kamel Abderrahmani

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 15 /07 /2018 - 15:31 pm | Permalink
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Riprendiamo dall’Agenzia di Stampa AsiaNews del 27/6/2018 la traduzione di un articolo di Kamel Abderrahmani (http://www.asianews.it/notizie-it/Imam-tunisini:-Riyadh-usa-i-soldi-dell’Hajj-per-finanziare-il-terrorismo-islamico-44285.html). Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Nord-Sud del mondo e oriente-occidente e la sezione Islam.

Il Centro culturale Gli scritti (15/7/2018)

N.B. de Gli scritti
La riflessione di Kamel Abderrahmani è importante anche perché mostra, a suo modo, come i concetti di Nord e Sud del mondo siano totalmente superati o lo siano almeno nelle modalità abitualmente utilizzate. L’articolo mostra come anche all’interno dell’Islam stia maturando da parte di alcuni, anche se ancora pochi, la consapevolezza di un ruolo colonialista di alcuni stati arabo-musulmani e, in questo caso, del paese che è punto di riferimento per l’intero mondo arabo. Solo una visione critica maturata anche nei confronti di tale mondo, renderà possibile porre correttamente la questione di un giusto rapporto fra i diversi paesi, le diverse potenze e le diverse culture.

Parigi (AsiaNews) - L’Hajj è il pellegrinaggio sacro a La Mecca che ogni musulmano deve compiere almeno una volta nella vita. È il quinto pilastro dell’islam. Il giro d’affari miliardario intorno a questo evento è gestito da Riyadh. L’Arabia Saudita è accusata di finanziare, in parte con i proventi dell’Hajj, il terrorismo islamico e la guerra in Yemen. Anche per questo motivo alcuni imam tunisini hanno chiesto di sospendere l’obbligo del pellegrinaggio per quest’anno.

Di seguito, il commento di un nostro collaboratore, studente musulmano.

In Tunisia nascono degli imam coraggiosi e intelligenti. Essi non sono come quelli che si trovano in Algeria, in Marocco, in Egitto e altri posti nel mondo musulmano. Attraverso la loro unione sindacale essi hanno chiesto al grande muftì della Tunisia “di annullare l’obbligo del pellegrinaggio di quest’anno”, una decisione che avvantaggia la popolazione dal punto di vista economico. Infatti, il costo dell’Hajj è divenuto “sempre più alto” in questi ultimi anni. In Francia per esempio è tra i 4.500 e i 6.500 euro.

Tuttavia, il coraggio di questi imam li ha spinti a non andarci piano con le accuse. Infatti, un altro argomento che io condivido è il seguente. Essi evocano due problemi molto seri e molto delicati che purtroppo non sono stati presi in considerazione dagli altri Paesi a maggioranza musulmana: la questione ideologica e la sicurezza.

Gli imam tunisini hanno segnalato che il denaro raccolto “serve a finanziare le aggressioni verso altri Paesi musulmani”. Anzi, secondo loro sarebbe più utile utilizzare questi soldi “per migliorare la situazione socio-economica della Tunisia”.

Quest’ultimo argomento lo condivido in pieno. Ogni pellegrinaggio porta all’Arabia Saudita tra i 10 e i 12 miliardi di dollari. Un’enorme fonte di reddito dopo gli idrocarburi. Il denaro raccolto entra in un circolo di investimenti che va a rinforzare il settore terroristico del regno. Ma la questione che ci si pone oggi è: perché questo denaro non è condiviso con i poveri dei Paesi musulmani e con i Paesi che soffrono la fame? Soprattutto perché la maggior parte di coloro che partono per La Mecca sono poveri che negli anni hanno risparmiato i soldi per poter andare.

Il pellegrinaggio è un pilastro dell'Islam? Personalmente credo che sia uno dei pilastri commerciali dell’Arabia Saudita. In altre parole, il dio saudita è un commercio e una fede allo stesso tempo. Per questo chiedo a tutti gli altri Paesi musulmani di boicottare il pellegrinaggio e di non contribuire alla morte dei loro fratelli yemeniti. Perché questo denaro è utilizzato per preparare “l’esercito di Allah” contro i “miscredenti” yemeniti. Bisogna fare in modo che essi capiscano che questi soldi sono utilizzati contro di loro; anche per finanziare il proselitismo wahabita nel loro Paese.

Salutiamo tutte queste iniziative degli imam tunisini e siamo a loro fianco contro il nemico della pace e l’amico del terrorismo islamico: il wahabismo. Con questo denaro noi dobbiamo costruire degli ospedali, delle scuole e delle università, per proteggere i nostri bambini dall’ignoranza e da una concezione retrograda della vita e della religione.

Des imams boycottent la Mecque

Des imams courageux et éveillés naissent en Tunisie. Ils ne sont pas comme les autres que l’on trouve en Algérie, au Maroc, en Egypte et ailleurs dans le monde musulman. Par le biais de leur syndicat, ils ont demandé au grand mufti de la Tunisie «d’annuler l’obligation du pèlerinage de cette année», vu les avantages économiques pour la population que représenterait cette décision. Cela ne pourrait pas être faux vu le coût du hadj qui est devenu «de plus en plus élevé» ces derniers temps. Par exemple, en France, il est entre 4500 euros et 6500 euros.

Cependant, le courage de ses imams les a poussés à ne pas y aller avec le dos de la cuillère. Un autre argument que je partage entièrement avec ces imams est avancé. Ils évoquent une question très sérieuse et très délicate qui malheureusement n’est point évoquée dans les autres pays majoritairement musulmans; la question idéologique et sécuritaire. Les imams ont indiqué que l'argent récolté «sert à financer les agressions de tiers pays musulmans». Ainsi, il serait selon eux plus judicieux d'utiliser cet argent «pour améliorer la situation socio-économique des Tunisiens».

Ce dernier argument, je le partage entièrement avec ces imams. Chaque pèlerinage rapporter à l’Arabie Saoudite entre 10 et 12 milliards de dollars. Une énorme source de la rente économique après l’hydrocarbure et il rentre dans le cadre d’une plateforme d’investissement pour renforcer le secteur touristique au Royaume. Mais, la question qui se pose aujourd’hui est de savoir où part cet argent? Pourquoi cet argent n’est pas partagé entre les pauvres des pays musulmans et des pays qui souffrent de la famine, surtout que la majorité de ceux qui partent à la Mecque sont des pauvres qui ont épargné leur argent pour des années afin d’y aller ?

Personnellement, le pèlerinage avant qu’il soit un pilier de l’islam? Il est l’un des piliers commerciaux de l’Arabie Saoudite. Autrement dit, le Dieu saoudien est un commerce et une adoration à la fois. Et c’est pour cela, je demande tous les autres pays musulmans de boycotter et de ne pas contribuer à la mort de leurs frères Yéménites, car cet argent même est utilisé pour préparer ‘’l’armée d’Allah’’ contre les ‘’mécréants Yéménites’’. Qu’ils prennent conscience aussi que cet argent est utilisé contre eux en finançant le prosélytisme wahhabite dans leurs propres pays. Saluons tous cette initiative des imams tunisiens et soyons à leur côté contre l’ennemi de la paix et l’ami du terrorisme islamiste; le wahhabisme. Nous devons avec cet argent, construire des hôpitaux, des écoles et des universités pour protéger nos enfants de l'ignorance et de la conception archaïque de la vie et de la religion.

Kamel ABDERRAHMANI