1/ La preghiera sulle tombe degli «angeli». Papa Francesco al cimitero Laurentino. Prima di celebrare la Messa per la Commemorazione dei defunti, papa Francesco ha sostato in preghiera nel "Giardino degli angeli" dove sono sepolti anche i bambini non nati 2/ La dichiarazione di due mamme che rispondono alle critiche di chi ritiene lesivo che esista un cimitero per i bambini non nati

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 04 /11 /2018 - 14:46 pm | Permalink
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1/ La preghiera sulle tombe degli «angeli». Papa Francesco al cimitero Laurentino. Prima di celebrare la Messa per la Commemorazione dei defunti, papa Francesco ha sostato in preghiera nel "Giardino degli angeli" dove sono sepolti anche i bambini non nati

Riprendiamo da Avvenire del 2/11/2018 un brano da un articolo a firma Redazione Internet. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Vita.

Il Centro culturale Gli scritti (4/11/2018)

Foto Siciliani

[…]

È cominciata con la visita privata al “Giardino degli angeli”, dove sono sepolti i bambini non nati, la prima visita del Papa al Cimitero Laurentino di Roma, per il tradizionale omaggio ai defunti del 2 novembre. Francesco è arrivato al km 13,5 di Via Laurentina poco dopo le 15.30, e subito si è recato a piedi, per una passeggiata silenziosa e la deposizione di due mazzi di rose bianche, nella prima fila e nella seconda fila delle tombe dei piccoli che non hanno potuto vedere la luce, sepolti nella terra, con piccole croci bianche adornate di girandole, peluche, orsacchiotti ed altri oggetti personali.

Dopo essersi raccolto in preghiera qualche minuto, al riparo dalle telecamere, Francesco ha attraversato la strada e, all’altro lato, ha deposto un altro mazzo di rose bianche, simbolicamente, su una delle tombe dalle croci e lapidi un po’ più grandi, per segnalare il luogo del terzo cimitero romano per grandezza – sugli undici della capitale – dove sono sepolti i bambini venuti alla luce, che hanno potuto trascorrere almeno un po’ di tempo su questa terra. Dopo la visita privata, che la gente ha salutato con un silenzio raccolto, Francesco ha salutato alcuni parenti dei piccoli.

2/ La dichiarazione di due mamme che rispondono alle critiche di chi ritiene lesivo che esista un cimitero per i bambini non nati

Riprendiamo sul nostro sito un brano di una lettera di una mamma che hanno voluto indicare il loro nome, ma non il cognome. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Vita.

Il Centro culturale Gli scritti (4/11/2018)

Elisa:

«Esigo che nessuno, e sottolineo nessuno, usi le sue parole per calpestare il mio lutto, definendo la sepoltura di mio figlio e quella di tanti altri feti ed embrioni come delle invenzioni per attaccare la 194. La invito a non vedere fantasmi ovunque e a tornare in contatto con la realtà

La rabbia con cui si scaglia contro la sepoltura dei bimbi morti in gravidanza la fa portavoce del più becero oscurantismo, dove chi non la pensa in un certo modo è da combattere, negare, annullare… che pena, che miseria!». 

Margherita:

«Apprendo ora, dalle sue parole, di avere quattro non-figli. Non sono nati, non sono morti, quindi… non sono? Oppure sa dirmi lei dove sono ora i miei non-figli? Parole fredde, come le sue, che pretendono che il mio dolore e quello di tante donne e uomini come me, sia relegato nel silenzio perché disturba. Disturba la politica, disturba una lotta senza pari, disturba il cuore di chi non sa dire dove siano finiti quei miei quattro non-figli che ancora fanno stringere un nodo alla mia gola. Già, perché non piango il callo che si è staccato dal mio piede, né la verruca che mi hanno asportato; non piango quando taglio le unghie, e nemmeno ogni volta che ho le mestruazioni. Ma quell’ammasso di cellule erano nel mio corpo, e ci batteva un piccolissimo ammasso di cellule cardiache, e quando quel battito si è fermato, allora sì che ho pianto!».