L’anno liturgico: il tesoro rituale a cui hanno attinto le famiglie nel corso del lockdown, di Andrea Lonardo

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 17 /05 /2020 - 23:29 pm | Permalink
- Segnala questo articolo:
These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages.
  • email
  • Facebook
  • Google
  • Twitter

Riprendiamo sul nostro sito una nota di Andrea Lonardo. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Liturgia.

Il Centro culturale Gli scritti (17/5/2020)

In tanti hanno discusso in queste settimane sull’eucarestia, chi per maledire questo tempo senza messe, chi per asserire che si può vivere benissimo la fede senza messa.

Pochi hanno notato, invece, che la liturgia è stata presentissima nella vita delle famiglie e dei cristiani, anche di quelli “soli”, a motivo dell’anno liturgico. Non c’è mai stato un cristiano solo durante il lockdown, ma ognuno è stato accompagnato dall’intera chiesa nel vivere i tempi liturgici.

Il rito e la chiesa intera che è unita in comunione da quel capolavoro sommo della chiesa che è l’anno liturgico hanno sostenuto le famiglie e i cristiani nelle case. Per cui è stata Quaresima, con la sua penitenza, la sua preghiera e la sua carità, è stata la settimana Santa, con la scansione meravigliosa dei Giorni Santi, è stata Pasqua ed ora è tempo Pasquale. Ed anche se i giorni all’apparenza sono scorsi uguali, in realtà ognuno aveva una connotazione specifica datagli proprio dal rito e dalla tradizione.

Certo le messe in diretta hanno aiutato in questo e le Messe celebrate insieme sarebbero state tutt’altra cosa. Ma la liturgia ha scandito comunque il tempo e sostenuto la fede con il suo ritmo e le sue feste.

Non quindi solo il Battesimo, non quindi solo le famiglie, non quindi solo il matrimonio, ma sempre i cristiani e la compagnia della chiesa, sempre i cristiani e la compagnia della liturgia e del rito, anche in questi tempi così difficili.

Ricordo un liturgista che affermava che il suono delle campane la domenica apparteneva di diritto alla liturgia e che il loro rintocco era già inizio dell’eucarestia. Come non essere d’accordo anche in questi giorni.