La psicologizzazione della realtà quotidiana si è ormai estesa a qualsiasi ambito sociale. Il lutto ha perduto il suo aspetto di esperienza inesorabile per imporsi come disturbo mentale, che non può essere in nessun modo affrontato con mezzi propri, da Gioele Cima

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 12 /01 /2026 - 20:08 pm | Permalink | Homepage
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Da Gioele Cima, L’epoca della vulnerabilità, Piano B, 2024 (non è stato possibile controllare la fonte della citazione)

La psicologizzazione della realtà quotidiana si è ormai estesa a qualsiasi ambito sociale, dalla descrizione del comportamento infantile sino alla senilità, dagli stati patologici a quelli normali, dalla condizione del singolo individuo fino a interi gruppi e comunità.

Le etichette diagnostiche circolano indiscriminatamente nell’atmosfera, applicandosi a situazioni estremamente generiche, che riguardano la vita di tutti e di tutti i giorni. L’immaginario terapeutico ha oltrepassato i suoi confini clinico-specialistici plasmando una nuova cultura, che ci sprona a reinterpretare ciascun evento, dal più insolito al più ordinario, in chiave psicopatologica.

'Trauma' è divenuto l’ingombrante sinonimo per etichettare ogni sorta di avvenimento spiacevole.

Un’attività che prima sarebbe stata semplicemente definita impegnativa è oggi 'stressante'.

La comune tristezza che scandisce l’esistenza di ciascuno è precipitata nell’imbuto semantico della 'depressione'.

Una mansione che ci impegna più delle altre o che comporta costi di tempo, denaro e dedizione si traduce in 'dipendenza'.

Il lutto ha perduto il suo aspetto di esperienza inesorabile, di processo difficile quanto comune, per imporsi come una fase di allarmante esposizione al disturbo mentale, che non può essere in nessun modo affrontata con mezzi propri.