Riconoscere la trascendentalità del Bello significa conferirgli una dignità metafisica, da U. Eco
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da U. Eco, Il problema estetico in Tommaso d’Aquino, Milano, Bompiani, 1970, p. 41
Riconoscere la trascendentalità del Bello significa conferirgli una dignità metafisica, una stabile oggettività, una estensione universale: significa portare l’estetico a un livello cosmico, significa riconoscere che il problema del Bello assume un rilievo imprescindibile; la sua soluzione implica un aprirsi o un chiudersi di prospettive metafisiche, e di conseguenza coinvolge tutto il sistema: il che vorrà ancora dire che è proprio e soltanto alla luce dell’intero sistema che dovrà essere condotta l’indagine. Ritenere il Bello un trascendentale implica due conseguenze fondamentali: una riguarda l’essere, l’altra il Bello in questione. L’essere ne risulta applicato nelle sue determinazioni, il Cosmo acquista una ulteriore perfezione, Dio un nuovo attributo. Il Bello concretezza e necessità, oggettività e dignità.




