Perché è nato lo Stato del Papa. Il sorgere progressivo del potere temporale permise alla Chiesa di rifuggire il cesaropapismo bizantino e il controllo imperiale della religione. Una recensione di Mario Iannaccone al volume di Andrea Lonardo, Il potere necessario

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 10 /03 /2013 - 14:06 pm | Permalink
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Riprendiamo da Avvenire del 23/2/2013 una recensione di Mario Iannaccone al volume di Andrea Lonardo, Il potere necessario, Antonianum, Roma, 2012. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per i risultati della ricerca, vedi il testo della tesi di laurea da cui il volume trae origine, in particolare Le conclusioni. Vedi inoltre, su questo stesso sito, la relazione Il potere necessario. L'origine del potere temporale del vescovo di Roma ed i papi del'VIII secolo, di Andrea Lonardo. Sulla donazione di Costantino, vedi anche Lorenzo Valla e la falsa Donazione costantiniana. Note storiche di Andrea Lonardo. Per altri testi dell'autore. vedi la sezione Testi di Andrea Lonardo.

Il Centro culturale Gli scritti (10/3/2013)

Un vasto e approfondito affresco storico che prende in esame gli anni che intercorrono fra papa Sabiniano e papa Zaccaria (604-752). Lo scopo è illustrare analiticamente come sorse il potere temporale del vescovo di Roma, un fenomeno che molti giudicano negativo, quasi un rinne­gamento del Vangelo. Ma è un «pregiudizio ideologico», scrive Lonardo, che denigra i «fatti della nostra storia europea legata al cristianesimo» giacché chi disprezza questo evento è «incapace di comprendere l’intero sviluppo storico dell’Europa».

All’origine c’è la decisione di Costantino di fondare Costantinopoli nel 330. Una decisione che non implicò alcuna 'donazione' al pontefice, ma soltanto lo spostamento della capitale. Se l’imperatore fosse rimasto a Roma, il papato sarebbe stato vincolato alle sue scelte teologiche e inoltre non avrebbe sviluppato un autonomo governo civile.

In generale, il potere temporale della Chiesa fu «necessario», scrive Lonardo, dipendendo «da un processo e non da un fatto singolo». A tal proposito, lo studioso esamina pressoché tutta la letteratura rilevante sulla materia. Quale data d’inizio alcuni indicano il Concilio di Costantinopoli III (680-681), altri l’istituzione del 'ducato' romano (732-733), altri ancora l’imposizione di una tassazione che distaccava Roma dalle diocesi dell’Italia meridionale.

Quanto alla falsa Donazione di Costantino, scrive Lonardo, è una questione «sopravvalutata » perché non ebbe alcun ruolo nell’origine del potere temporale dei papi e fu utilizzata secoli più tardi quando esso era già consolidato.

Esaminando le fasi di formazione di tale potere (con un’analisi del Liber pontificalis), Lonardo ricorda che nell’VIII secolo l’impero indebolito cercò di difendersi dagli arabi e di mantenere il controllo sull’Italia. Il momento cruciale del processo avvenne fra Zaccaria (741-752), primo papa che rinunciò al pronunciamento imperiale, e Stefano II che, nel 752, scartando bizantini e longobardi, chiese aiuto ai franchi. Fu allora che nacque l’Europa, quando Roma si misurò con i regni del nord nella sua nuova sovranità. Non ancora Stato della Chiesa, perché formalmente non era nata un’entità nuova, tuttavia l’autonomia papale progredì. Già quando scomparve il Senato, la curia controllava l’amministrazione della città con l’esercizio della diaconia (la carità).

Contro questo processo di autonomia progressiva, la figura del dux di nomina imperiale che doveva influire sul Papa a poco servì. I tentativi di condizionare l’elezione papale produssero episodi tristi nel IX secolo, quando le famiglie romane si contesero il soglio pontificio, ma infine l’imperatore si ritirò.

Quanto alla continuità con l’amministrazione romana, le funzioni civili (l’esazione delle tasse, l’emissione e circolazione della moneta, il pagamento degli stipendi, la tenuta degli archivi) non vennero mai meno. Lo stesso Liber pontificalis, la cronaca diplomatica delle vite dei papi, dimostra quanto la Chiesa curò la trasmissione scritta dei saperi. Del resto, la curiale romana (la forma di scrittura più antica della cancelleria pontificia) derivò dalla 'corsiva nuova' dell’amministrazione imperiale romana.

Lonardo dimostra dunque quanto fu provvidenziale la lontananza dell’imperatore per garantire libertà teologica al papato; se in quei secoli avesse agito il solo patriarca di Costantinopoli, la teologia cattolica avrebbe perduto. Invece, il sorgere del potere temporale della Chiesa le permise di rifuggire il 'cesaropapismo' bizantino e il controllo imperiale della religione. La crisi iconoclasta ne è riprova: l’allentarsi dei vincoli consentì al papa di opporsi all’iconoclastia sostenendo che, a causa dell’Incarnazione di Cristo, le immagini potevano essere venerate.

L’imperatore pretese di imporre la sua autorità in campo religioso, ma il papa non si piegò pur non contestando l’autorità temporale giacché il Vangelo insegna a dare «a Cesare quel che è di Cesare» (Mc 13,12-17; Rm 13,1). In generale, per il numero di questioni che affronta e la completezza della discussione storica, il libro di Andrea Lonardo è un importante contributo agli studi sulla formazione del potere temporale del papato, sulle sue ragioni e necessità. Esso rileva l’inconsistenza di critiche che trascurano la complessità dei fattori in gioco durante i processi di formazione e dissoluzione di Stati, culture e società.

Andrea Lonardo
IL POTERE NECESSARIO
I vescovi di Roma e il governo temporale
da Sabiniano a Zaccaria (604-752) Antonianum.
Pagine 604. Euro 45,00