Il Marchese del Grillo (Alberto Sordi) ed il rivoluzionario Blanchard: il sediario sembra all’inizio un fanatico papista, ma poi le parti si invertono! Breve nota di A.L.

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 02 /03 /2014 - 16:01 pm | Permalink
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Per approfondimenti, cfr. su questo stesso sito Dalla monarchia assoluta all'illuminismo: la rivoluzione francese e Napoleone a Roma. File audio di una lezione tenuta da Andrea Lonardo presso Santa Maria in Via Lata.

Il Centro culturale Gli scritti (2/3/2014)

In una straordinaria scena de Il Marchese del Grillo, con la regia di Mario Monicelli, il sediario pontificio Onofrio del Grillo – interpretato da Alberto Sordi - è inizialmente facile preda dell’ironia del francese Blanchard. Pian piano, però, si rivela che il fanatismo della rivoluzione è ben più terribile della fede di chi riconosce nel papa il vicario di Cristo e conserva lo stesso libertà di vedere in lui, comunque, un uomo con le sue manchevolezze.

Questo il dialogo:

Marchese del Grillo: “Guarda Blanchard, guarda che spettacolo! Alle tue spalle il centro della cristianità! Guarda il cupolone, Blanchard. Be’, che ne dici, Blanchard, devi ammettere che t’ha fatto impressione”.

Blanchard:  “Che cosa?”

Marchese del Grillo: “Che cosa? Il papa! Non è uno spettacolo unico al mondo?

Blanchard: “A me la cosa che mi ha impressionato di più, mon ami, è vedere degli uomini che portano sulle spalle un altro uomo come dei somari”.

Marchese del Grillo: “Ma quali somari! Intanto il papa non è un uomo, ma il rappresentante di Dio in terra. Ti piacerebbe di portarlo pure a te”.

Blanchard: “Quello di Dio è un peso che mi sono tolto da un pezzo”.

Marchese del Grillo: “Be’ vabbe’, queste sono cose che si dicono. Ma se Napoleone ti chiedesse di portarlo a cavacecio, tu che fa non ce lo porti?

Blanchard: “Voila la difference, Napoleone non chiederà mai né a me né a nessuno una cosa simile”.

Marchese del Grillo: “Et voila la difference, se tu parli male di me e del papa io ci rido, se io parlo male di te e del tuo Napoleone tu ti incazzi!

Blanchard: “Moi?”

Marchese del Grillo: “Toi et tous les françaises comme toi. Ma senza scherzi, tu lo conosci bene sto Napoleone?”

Blanchard: “Abbastanza, non ti guarda mai negli occhi”.

Marchese del Grillo: “Ma è vero che è piccolo così?”

Blanchard: “Scherza, scherza tu, Napoleone se ti guarda ti fa paura! Se ti dice una parola ti infuoca! Poi parti per la carica come se andassi a fare l’amore”.

Marchese del Grillo: “Sì l’amore… t’ammazzano! Hai fatto molte cariche tu?”

Blanchard: “Più di venti!”

Marchese del Grillo: “Ma davvero? Bene!”

Blanchard: “Le trombe che suonano la carica, le sciabole che splendono al sole, i cavalli che partono al galoppo sfrenato. À la charge! À la charge! À la charge!

Marchese del Grillo: “Damme a me la frusta, damme qua!”

Marchese del Grillo e Blanchard: “Allons enfants de la Patrie, Le jour de gloire est arrivé!  Contre nous de la tyrannie, L’étendard sanglant est levé! L’étendard sanglant est levé!

Marchese del Grillo: “Certo che co’ n’inno come questo poi pure annà a morì. Che te frega! Noi che c’avemo: Noi vogliam Dio, vergin Maria… Do c’annamo, alla Madonna del Divino Amore!”

Blanchard: “Però per avere un inno così prima bisogna tagliare la testa a tutti i Marchesi del Grillo come te”.

Marchese del Grillo: “Sì? Be’ allora me tengo ‘Noi vogliam Dio’”.