Il Signore degli anelli non è un libro per single! Un papà e i suoi 2 figli leggono Tolkien dall’inizio alla fine per 2 anni e ½. Ecco cos’è l’educazione. Breve nota di Andrea Lonardo

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 03 /09 /2017 - 13:42 pm | Permalink | Homepage
- Tag usati:
- Segnala questo articolo:
These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages.
  • email
  • Facebook
  • Google
  • Twitter

Riprendiamo sul nostro sito alcune battute di Andrea Lonardo e di alcuni amici su FB. Per approfondimenti, cfr. le sezioni Letteratura e Educazione e famiglia.

Il Centro culturale Gli scritti (3/9/2017)

Rubo da un profilo FB questa foto, sperando che la proprietaria non se ne abbia a male... 2 anni e 1/2... il cuore dei bambini che ama cose grandi. [La proprietaria mi spiegherà poi che la lettura è iniziata quando il grande aveva 9 anni e ½ ed è terminata quando ne aveva 12].

Su di una frase così si potrebbe discutere per un anno, perché indica di cosa abbiamo bisogno per rinnovare educazione, scuola e catechesi!

La dice lunga, nel vero senso della parola... l'effimero annoia, il classico educa e appassiona. Il frammentario non interessa ai bambini e nemmeno ai grandi, tutti vogliono giustamente l'insieme, il totale, anche se lungo. Diceva la Cavalletti che il frammento non educa mai nel profondo. Educa solo ciò che è grande e, anzi, infinito. Questo cercano i bambini da noi.

Incontrare Tom Bombadil, affrontare il Balrog, trattenere il respiro per Shelob, presentarsi al nero cancello e farlo insieme penso sia una delle esperienze più forti che si possano fare. Portare l'anello è un viaggio che non si può fare da soli.

Un padre e un fratello per camminare insieme, hai ragione, bellissimo commento: Il Signore degli anelli non è un libro per single!

Sì, e fa pensare a come deve diventare l'educazione dinanzi all'infantilismo dilagante

"Sono tornato, disse". La conclusione più bella della letteratura mondiale.

Da quest’altra foto si vede che era farina del sacco del bambino e non una frase dettata dal genitore!