I giovani nella Germania nazista, di Mariella Ferrante

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 12 /08 /2018 - 15:27 pm | Permalink
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Riprendiamo dal sito CulturaCattolica.it © del 10/7/2016 un articolo di Mariella Ferrante. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Il Novecento: fascismo e nazismo.

Il Centro culturale Gli scritti (12/8/2018)

Nella Repubblica di Weimar
Fra le due guerre si manifesta un influsso sempre più consistente del fattore militare nella vita di gruppo dei giovani: campeggi e cacce al tesoro, organizzati come esercitazioni paramilitari acquistarono grande importanza sul piano formativo. Il modello del giovane diventa il "soldato al fronte" ed i valori sono gli stessi della vita militare: coraggio, resistenza, cameratismo, prontezza all'azione. Nel 1927, il 56 % dei maschi è iscritto ad un'associazione giovanile, contro il 26 % delle ragazze. La forma di organizzazione è il "Bund" ("patto"): non soltanto una confederazione ma un patto di vita, un ordine nel significato quasi religioso del termine. La Confederazione della Gioventù si impegna così a servire all'idea di un rinnovamento del popolo e dello Stato. Nella Repubblica di Weimar l'organizzazione della gioventù è un compito molto sentito sia dall'apparato statale sia dal mondo adulto: è infatti convinzione comune che "Chi possiede la gioventù, possiede il futuro".
La Confederazione della gioventù non ha però un preciso programma politico, esprimendo in generale una sfiducia nella vita politica della Repubblica che viene considerata fallimentare e cosa da adulti; esistono invece le organizzazioni giovanili dei partiti.
Questo "vuoto politico" è riempito dopo il 1926 dalla destra politica[1]

Hitler-Jugend ("Gioventù hitleriana")
L'attenzione per la gioventù da parte di Hitler e di tutto il partito nazionalsocialista è grande perché ci si aspetta dai giovani una totale identificazione con il progetto di "Uomo Nuovo" che si intende costruire[2].
Nel 1926 a Weimar durante il "Giorno del Partito" alcuni gruppi giovanili del partito nazionalsocialista fondati in Sassonia vengono riconosciuti ufficialmente e sono chiamati "Hitlerjugend. Bund deutscher Arbeiterjugend" (Confederazione della gioventù operaia): essa in realtà all'inizio è la sezione giovanile (dai 14 ai 18 anni) delle SA ("Battaglioni d'assalto") ed ha come compito di organizzare dimostrazioni, agitazioni, "battaglie di strada" con i comunisti (fino al 1933, 21 membri della HJ erano morti in scontri politici). 

All'inizio degli anni Trenta - sotto la dirigenza di Baldur von Schirach, nominato da Hitler nel 1931 "Reichsjugendführer" - conta solo 40.000 iscritti ma gode di molte simpatie fra i giovani che si radunano in parate con decine di migliaia di presenti.
Dopo la presa del potere (30 gennaio 1933) la HJ è dichiarata unica organizzazione giovanile del Terzo Reich. Essa inizia a combattere per la soppressione di tutte le altre associazioni giovanili politiche, religiose, sportive, lavorative, confederate o autonome (alla fine della repubblica di Weimar i membri di queste associazioni sono dai 5 ai 6 milioni). È da segnalare che nel 1933 nemmeno un terzo dei giovani dai 10 ai 18 anni faceva parte della HJ, all'inizio del 1939 invece saranno il 98%.

[Il 5 aprile 1933 Schirach fa occupare da un gruppo della HJ l'ufficio del Comitato centrale tedesco di tutte le organizzazioni della gioventù allo scopo di ottenere i nomi dei ranghi direttivi, degli aderenti, le statistiche, ecc.
Dapprima vengono vietate le associazioni ebree e socialiste, poi con l'abolizione dei partiti anche le loro associazioni giovanili, infine anche la Confederazione della Gioventù; solo gli scout sopravvivono fino al 1934 per ragioni diplomatiche. Rimangono le associazioni religiose: Schirach incorpora nella HJ la gioventù evangelica (800.000); nei confronti delle associazioni giovanili cattoliche sono fatti passi più graduali perché Hitler ha voluto il Concordato con la Chiesa Cattolica. Comunque già dal 1934 con divieti, atti terroristici ed azioni propagandistiche il nazismo tenta di sopprimere la gioventù cattolica: per esempio, i figli degli impiegati statali non possono partecipare ad alcuna organizzazione religiosa; l'adesione alla HJ è necessaria per accedere all'università e a molte professioni liberali, ecc.
Il compito di educare la gioventù è dello Stato e caposaldo della formazione è il razzismo, come è detto nel Mein Kampf:
"Il complessivo lavoro d'istruzione e d'educazione dello Stato etnico deve trovare il suo coronamento nell'infondere nel cuore e nel cervello della gioventù a lui affidata, lo spirito e il sentimento di razza. Nessun ragazzo, nessuna ragazza deve lasciare la scuola senza essere giunto a conoscere alla perfezione l'essenza e la necessità della purezza del sangue".
Alla formazione dei giovani collaborano sia la Hitler-Jugend sia diversi momenti e gesti rituali.] 

Nel giugno 1934, il sabato è dichiarato "giornata nazionale della gioventù": i giovani della HJ sono dispensati dalle lezioni per compiere, in uniforme, il loro "servizio civico", mentre altri devono seguire dei "corsi di politica nazionale". Il mercoledì è proclamato il "giorno della veglia", un'occasione per molti per marinare la scuola in quanto non ci sono proposte sufficienti extrascolastiche per coinvolgere tutti; infatti nel 1936 sarà sostituito con due pomeriggi organizzati dai nuovi quadri giovanili che uscivano dalle Führerschulen. 

Che cosa della HJ attraeva i giovani?
La HJ si presenta come organizzazione per tutti i giovani al di là delle distinzioni di carattere sociale, delle divisioni in gruppi di ogni genere, secondo i due principi: l'uguaglianza e l'autodeterminazione[3] (organizzazione di giovani guidati da giovani);
La HJ propone la ricostruzione della comunità popolare ("Volksgemeinschaft") contro la crisi della società negli anni della repubblica di Weimar, pur senza svolgere un dettagliato programma politico; attribuisce ai giovani un ruolo particolare, che Hitler spesso sottolinea[4]. ["Un'altra cosa ci attraeva e ci trasformava con forza misteriosa ed erano le colonne compatte dei giovani che marciavano con le loro bandiere al vento…fra il rullo dei tamburi, cantando". "Questa comunità non era forse qualcosa di travolgente?" (testimonianze di giovani).]
La HJ promette il superamento della crisi d'identità sentita da tanti tedeschi, ed in particolare dai giovani, attraverso l'identificazione con un leader carismatico, Hitler appunto: "Io non ho coscienza! La mia coscienza si chiama Adolf Hitler" afferma il famoso slogan di Göring; o ancora si invita: "Per ogni decisione che prendete, dovete dire a voi stessi: come deciderebbe il Führer al mio posto?". 

Le fasi dell'arruolamento nella HJ
L'arruolamento avviene a 10 anni: il ragazzino (Pimpf), dopo aver superato alcune gare sportive, entra nella Deutsche Jungvolk (DJ "Il Giovane Popolo Tedesco") per 4 anni in cui ogni suo risultato sportivo e ideologico è annotato su un libretto personale[5]. La formazione che deve portarlo a "pensare tedesco" ed a "agire tedesco" si basa su una cura per il proprio corpo ("Il tuo corpo appartiene alla nazione", "Hai il dovere di essere in buona salute") attraverso esercizi fisici, marce - a 10 anni deve compiere ogni giorno dagli 8 ai 10 Km; a 13 anni almeno 18 km - il cui scopo formativo è quello di "abituare la comunità popolare a un ritmo rituale meccanico fin nella sfera del subcosciente. Il passo cadenzato fa per così dire entrare nel corpo il sentimento della comunità" (Hermann Rauschning). Sempre a 10 anni le bambine entrano nelle Jungmädel (JM "Le Giovani Vergini"). Lo studio per i membri delle due organizzazioni è così strutturato: primo anno - "Gli dei e gli eroi tedeschi"; secondo anno - "I grandi Tedeschi" (da Federico il Grande a Bismarck); il terzo anno - "Venti anni di battaglie per la grande Germania" (gli anni delle lotte per l'affermazione del nazionalsocialismo); il quarto anno - "Adolf Hitler ed i suoi compagni di lotta".
A 14 anni i giovani entrano nella Hitlerjugend vera e propria; a 18 anni proseguono il loro arruolamento o nel Fronte del Lavoro, o nelle SA o nelle SS. Le ragazze invece entrano nel Bund Deutscher Mädel (BDM "Lega delle fanciulle tedesche") di cui fa parte la sezione Glaube und Scönheit ("Fede e bellezza") in cui rimangono dai 17 ai 21 anni. La formazione ideologica dei giovani dai 14 ai 18 anni continua con corsi aventi dei temi precisi:
- la lotta per il Reich dagli antichi Germani a Hitler
- i rapporti fra Imperatore e Papato
- il popolo e l'eredità di sangue
- lo spazio vitale ecc.
 

[Venivano inviati ogni settimana in tutte le sedi della HJ dei film con commenti preparati o ripresi dalle trasmissioni che giornalmente la radio dedicava alla gioventù o dalle riviste specializzate rivolte ad ogni categoria di giovani e controllate dall'ufficio stampa della HJ.]
Un momento formativo fondamentale per tutti i giovani sono i campeggi - esperienza ereditata dalla Jugendbewegungche li organizzava fin dall'inizio del secolo per i suoi membri: i Wandervögel ("uccelli migratori") -: si tratta di veri e propri campi di addestramento militari. Del resto la stessa struttura della HJ con la sua gerarchia verticale di 32 gradi e la sua suddivisione geografica in 5 sezioni è simile a quella di un esercito. Lo slogan di ogni campo era "Siamo nati per morire per la Germania".

Anche per le ragazze è prevista una preparazione sportiva, seppur con un minor grado di agonismo; devono poi conoscere gli elementi del pronto soccorso, di prima assistenza, di difesa passiva. Compito fondamentale per le ragazze è imparare a svolgere il loro futuro ruolo di madre, ritenuto una funzione vitale per la futura Germania. ["Si deve educare la fanciulla con lo scopo costante di farne la futura madre" (Mein Kampf)[6]]. La maternità è pensata come l'equivalente del servizio militare per l'uomo. Il compito è "dare un figlio al Führer"; prima di ogni riunione della HJ e della BDM la responsabile si rivolge alle sue truppe "Non potete tutte trovare un marito, ma tutte potete diventare madri". Il 28 ottobre 1935 è istituito il "matrimonio biologico" che raccomanda i legami sessuali al di fuori del matrimonio tra ragazzi e ragazze uniti dallo stesso ideale di conservazione della razza: più di mille ragazze tornano incinte dal Congresso del Partito a Norimberga del settembre 1936.
Durante la guerra i compiti della HJ aumentano perché devono assumere varie funzioni dalla protezione antiaerea al servizio contro gli incendi: lavorano fino a 60-70 ore settimanali. 

I giovani si oppongono al Nazismo
Non tutti i giovani aderiscono al nazismo ed alla HJ: lo scioglimento delle varie associazioni giovanili ha generato questa ostilità di cui il regime era ben consapevole tanto è vero che esso combatte come fenomeno di grave devianza le bande informali di giovani che si riuniscono con i propri segni riconoscimento, la propria musica, che bighellonano e non marciano, vestono in modo alternativo all'abbigliamento ed alle divise previsti per ogni livello della gioventù (esse stanno a significare che "l'ebreo dentro di noi" non è ancora stato sconfitto, come afferma uno scritto del 1938 che mette in guardia contro la contaminazione dello stesso popolo tedesco da parte dell'ebreo)[7].
[Nell'ottobre 1944 Himmler, capo delle SS, emana una circolare sulla persecuzione delle bande giovanili in cui ne distingue tre tipi:
Gruppi a "carattere criminale-asociale" che compiono diversi reati (zuffe, infrazioni alle norme di polizia, furti collettivi, attentati al pudore).
Gruppi caratterizzati da intenti di opposizione politica, pur senza un programma preciso: rifiuto delle HJ, indifferenza rispetto al corso della guerra, ascolto di radio estere, aggressione ai membri delle HJ, penetrazione nelle organizzazioni del partito allo scopo di svolgervi le "loro attività distruttive".
Gruppi "individualisti e liberali" che fanno propri gli ideali inglesi nella lingua, nella musica ascoltata (il jazz, la musica hot, lo swing, ecc.), nell'abbigliamento.
Contro i capi di queste bande, Himmler non ritiene sufficienti i campi di lavoro o i campi giovani ma che occorra mandarli nei campi di concentramento.
Una delle più famose bande è, a partire dal 1938, quella degli "Edelweiss Piraten"; nel 1940 a Francofrote sono processati l'"OK-Gang" e l'"Harleem Club"; a Monaco i "Buschwölfe" con la loro stella a sette punte commettono furti collettivi; ad Amburgo la gioventù swing[8] organizza imponenti serate danzanti: i ragazzi swing portano i capelli lunghi e le ragazze si truccano.
Fin dal 1934, la Gestapo inizia a perseguire i giovani ribelli: nel "Reichssicherheitshauptamt" (la centrale della Gestapo a Berlino) è predisposta una sezione speciale per la persecuzione dei gruppi giovanili illegali, incaricata anche di perseguire l'omosessualità.
Viene fondato anche il famigerato "Streifendienst" della HJ (ronde di controllo, quasi una polizia interna della HJ) che deve consegnare giovani sospetti alla polizia ed alla Gestapo.] 

Fra i gruppi sciolti e perseguitati fin dal 1933 ci sono le associazioni giovanili dei partiti ed i sindacati. Molti giovani socialisti, comunisti, sindacalizzati entrano in clandestinità: a Francoforte per esempio c'è un gruppo socialista che organizza la fuga di persone ricercate dalla Gestapo. Molti di questi gruppi, fra i quali i più vivaci sono quelli operai, hanno riviste clandestine, fanno circolare libri proibiti, articoli stranieri: in genere non hanno vita lunga perché la Gestapo, anche infiltrandosi nei gruppi stessi, riesce ad arrestarne i membri.
Molti giovani invece si organizzano in società sportive o compagnie filodrammatiche che servono di copertura per attività di opposizione.
Giovani protestanti e cattolici si aggregano clandestinamente per ritrovarsi dopo la chiusura delle associazioni di cui facevano parte[9].
Dopo il 1940 emergono due gruppi all'interno della resistenza giovanile:
i giovani lavoratori di Baum che ha sede a Berlino. I quattro leaders, l'elettricista professionista Herbert Baum, il suo amico, l'operaio Martin Kochmann, e le loro donne Sala e Marianne, si conoscono fin dai tempi della scuola e sono coetanei: tutti nati nel 1912. Gli altri membri, circa un centinaio di ragazzi, sono più giovani. Quasi tutti ebrei, provengono dalla tradizione della Jugendbewegung e sono di ambiente proletario o piccolo borghese, vicini comunque alle idee comuniste e socialiste. Anche la partecipazione di donne e ragazze è molto alta. I Baum hanno lavorato ufficialmente fino al 1933 nella Associazione Giovanile Comunista Tedesca. Nella illegalità hanno continuato però la loro attività quali oppositori politici e perseguitati dal regime. All'esterno occupano il loro gruppo in azioni di aperta opposizione: scrivono sui muri parole ostili al regime, distribuiscono volantini e altri scritti. All'interno dell'organizzazione curano invece il lavoro culturale e le discussioni politiche. Cercano di collegarsi anche ad altri gruppi, ma il loro tentativo fallisce nell'isolamento della loro identità ebrea. Il suo scioglimento avviene nel 1942, nel parco giardino di Berlino, quando il Baum tenta un attentato al "Paradiso Sovietico", l'esposizione propagandistica anticomunista dei nazionalsocialisti: Baum e i suoi amici tentano di darle fuoco e di distribuire un volantino sul quale c'è scritto: "Mostra permanente - il PARADISO NAZISTA - Guerra. Fame. Bugie. Gestapo. Per quanto ancora?''. L'incendio però causa solo pochi danni, mentre la maggior parte dei membri del gruppo viene arrestata. Venti persone sono condannate a morte, Baum perde la vita, dopo pesanti torture, in prigione, probabilmente suicida.
Gli studenti della Rosa Bianca che nell'estate del 1942 distribuiscono all'Università di Monaco di Baviera un volantino con alcune frasi di Friedrich Schiller: "Lo Stato di per sé non è mai lo scopo, esso è solo importante come una delle condizioni attraverso la quale l'umanità può giungere al suo compimento, e questo scopo dell'umanità altro non è che lo sviluppo di tutte le forze dell'uomo, il suo perfezionamento. Laddove la legislazione di uno Stato impedisce che tutte le forze presenti nell'uomo si sviluppino, essa in tal modo ostacola il perfezionamento dello Spirito e si dimostra riprovevole e dannosa, sia stata essa pur ben ponderata e in ogni suo punto perfetta". Della Rosa Bianca fanno parte Hans Scholl e sua sorella Sophie, Alexander Schmorel, Christoph Provst e Willi Graf, studente in medicina, e un professore di filosofia, Kurt Huber. I volantini ciclostilati di nascosto la notte nell'atelier di un amico vengono portati nelle aule universitarie, imbucati nelle cassette postali delle case, trasportati in valigie nelle altre grandi città del Sud della Germania, depositate sui treni e nelle stazioni ferroviarie… In questo modo anche a Berlino ed Amburgo giovani studenti che hanno letto i volantini della Rosa Bianca danno vita a gruppi di resistenza. I primi volantini sono rivolti soprattutto agli accademici, appellandosi alla loro particolare responsabilità. I volantini che seguiranno sono invece diretti a "tutti i tedeschi" con il drammatico invito a rendersi conto della propria responsabilità e ad aprire gli occhi di fronte alle orrende disumanità del regime. La Rosa Bianca non ha paura a denunciare apertamente i delitti commessi contro gli Ebrei, i malati psichici e le popolazioni dei Paesi occupati, di rendere pubblico cioè ciò che tanti sanno, ma non osano o vogliono credere. "Noi non tacciamo; noi siamo la vostra cattiva coscienza, la Rosa Bianca non dà pace". La Rosa Bianca propone una cosiddetta "resistenza passiva", intendendo con ciò una ferma presa di distanza da tutto ciò che ha a che fare con il nazismo: boicottaggio delle manifestazioni indette dal partito, rifiuto di ogni forma di collaborazione. Il 18 febbraio 1943 è la fine dell'azione politica: Hans e Sophie, che stanno andando all'università con una valigia piena di volantini, sono scoperti, denunciati alla Gestapo e, poco tempo dopo, arrestati e con loro anche Christoph Probst. Quattro giorni dopo l'arresto, il 22 febbraio, Hans, Sophie e Christoph muoiono sotto la ghigliottina[10]. Nell'estate e nell'autunno seguenti, anche Alessandro Schmorrell, Willi Graf e Kurt Huber vennero arrestati e condannati a morte. Nonostante l'estremo tentativo di addossare esclusivamente su di sé la responsabilità delle azioni, anche i gruppi di Berlino e di Amburgo vennero scoperti. Tutti loro morivano per quell'ideale che Hans, prima di mettere il capo sotto la ghigliottina, ancora una volta gridò: "Viva la libertà".

Note al testo

[1] Già nel movimento giovanile dell'anteguerra c'erano gruppi con tendenze antisemitiche e nazionalistiche che accusavano gli avversari di essere troppo liberaleggianti, minati mentalmente e personalmente dagli "ebrei" ("verjudet") e "contro gli interessi del popolo tedesco" ("gegenvölkish"). Dopo la guerra si aggiunse in certi gruppi anche l'elemento dell'antibolscevismo: in questi gruppi antisemiti, razzisti, antibolscevichi si concepiva l'idea del "großdeutsc", ovvero "gran tedesco" come necessità di riunificazione di tutti i tedeschi abitanti oltre i confini dell'attuale Stato tedesco e si iniziava a coltivare l'ideologia di una cultura "nordica".

[2] "Fatevi in là, vecchi!" è lo slogan che lancia nel 1927 George Stasser, capo dell'Organizzazione del Partito Nazista. "Toglietevi dai piedi, vecchi!" ripete nel 1934 Baldur von Schirac, capo della Gioventù del Reich. "Solo ciò che è eternamente giovane deve trovar posto (Heimat) nella nostra Germania". Ma bisogna capire che "la gioventù è un atteggiamento (Haltung)" e che "gli uomini interiormente vecchi sono la peste di un popolo sano", perché si oppongono accanitamente "a qualsiasi nuova idea". Giacché, sotto il Terzo Reich, essere "giovane" non rimanda tanto a un gruppo sociale o a un momento dello sviluppo biologico dell'individuo. Essere "giovane" significa innanzitutto l'appartenenza a una nuova "idea" – la Weltanschauung nazionalsocialista - che tenta di incarnarsi nella lotta: "Colui che marcia nelle fila della Hitler-Jugend non è un numero fra milioni d'altri, ma il 'soldato di un'idea'" (da G. Levi-J.C. Schmitt, Storia dei giovani, Laterza pag. 349).

[3] L'organizzazione della HJ aveva mutuato dalle precedenti associazioni giovanili molti caratteri compreso il fatto che i giovani dovevano essere guidati da giovani, anche se nella Jugenbewegung si ritrovavano alcuni caratteri completamente diversi: il piccolo gruppo rispetto al reclutamento di massa; il cameratismo fondato su rapporti di amicizia personali rispetto alla coesione fondata sulla partecipazione ad un'istituzione statale obbligatoria; l'autonomia del gruppo rispetto a una struttura autoritaria fondata sul comando e l'obbedienza.

[4] L'educazione dei giovani
La mia scienza pedagogica è dura. Il debole deve essere spazzato via. Nei centri del mio nuovo Ordine verrà allevata una gioventù che spaventerà il mondo. Io voglio una gioventù che compia grandi gesta, dominatrice, ardita, terribile. Gioventù deve essere tutto questo. Essa deve sopportare il dolore, non deve avere nulla di debole o di effemminato. L'animale rapace, libero e dominatore, deve brillare ancora dai suoi occhi. Forte e bella voglio la mia gioventù. La farò istruire in ogni esercizio fisico. Voglio una gioventù atletica. Questa è la prima cosa e la più importante. Così distruggerò i millenni di addomesticamento dell'umanità ed avrò di fronte a me il materiale nobile, puro della natura e potrò creare cose nuove.
Non voglio un'educazione intellettuale. Il sapere mi rovina la gioventù
. Al più lascio imparare quello per cui si sente portata, seguendo il gioco dei suoi istinti.
Ma i giovani debbono imparare il senso del dominio. Debbono imparare a vincere nelle prove più difficili la paura della morte.
Questa è la fase della gioventù eroica che fa nascere l'uomo libero, misura e centro del mondo, dell'uomo creativo, dell'uomo divino. Nei centri del mio nuovo Ordine l'uomo divino, bello, spontaneo verrà posto come un'immagine del culto
e preparerà la gioventù alla prossima fase della maturità civile.

[5] Il Pimpf prestava giuramento il 20 aprile, anniversario della nascita di Hitler al momento della consacrazione della bandiera:
"In presenza di questo vessillo di sangue, che rappresenta il nostro Führer, giuro di dedicare tutte le mie energie e la mia forza al Salvatore del nostro Paese, Adolf Hitler. Sono disposto e pronto a dare la mia vita per lui, con l'aiuto di Dio".

[6] Nel dicembre 1938 istituì la Croce della Madre di Famiglia che costituiva secondo Himmler una delle più importanti decorazioni per la Germania dell'avvenire: di bronzo per 4 figli, d'argento per 6, d'oro per 8.

[7] Significativo esempio di differenziazione fra i giovani erano gli inni che cantavano.
Le HJ cantavano "Vorwärts! Vorwärts" che diceva:
"La nostra bandiera sventola davanti a noi,
nell'avvenire noi entriamo.
Marciamo per Hitler attraverso la notte e la miseria,
con la bandiera della gioventù, per la libertà e il pane.
La nostra bandiera sventola davanti a noi.
La nostra bandiera è il tempo nuovo,
e la bandiera ci conduce all'eternità.
Sì! La bandiera è più della morte!".
I ragazzi di alcune bande cantavano invece:
"Noi siamo dei criminali nel vostro Stato
e siamo fieri del nostro crimine.
Noi siamo la gioventù colpevole di alto tradimento,
su di noi si spezza la servitù…".

[8] Nel 1941 ad Amburgo una sessantina di ragazzi vanno alla stazione per salutare due amici che erano saliti una fermata prima per poter fare una loro piccola dimostrazione contro il regime: scendono dal treno vestiti tipicamente come "swing": giacca lunga e larga, scarpe con la suola alta e ombrello. Formano un corteo con i loro amici per la città.
Ci sono arresti, interrogatori, maltrattamenti, torture. Alcuni ragazzi sono condannati, altri portati per due o tre anni a Moringen, il "lager" dei giovani
. La persecuzione dei giovani swing ad Amburgo è un episodio grave che coinvolge insegnanti ed allievi che li denunciano alla Gestapo: più di 300 giovani sono arrestati; circa 70 giovani sono portati nel lager.

[9] Per esempio nella comunità bernardina di Francoforte si riunisce un gruppo di ragazzi nella casa del parroco. Il loro capo, Bernahard Becker, è un giovane pittore che studia all'Accademia. Fra 720 studenti è stato l'unico a rifiutare l'adesione alla HJ e per questo ha perso la borsa di studio. Becker si incontra con gli altri giovani per parlare di temi diversi e s'incontra con altri gruppi resistenti. Alla fine del 1937 tutti i membri della sua associazione vengono arrestati. Becker viene condotto in prigione, e poco dopo viene comunicato alla famiglia che si è suicidato.
Punti d'incontro per i resistenti divengono presto anche i conventi lungo i confini dove arrivano anche i resistenti che sono espatriati (per esempio in Olanda e Danimarca)
e che portano materiali da distribuire illegalmente.

[10] Il modo con il quale i tre giovani studenti vanno incontro alla morte rende testimonianza di tutto il loro atteggiamento durante la vita (come risulta dal libro scritto dopo la guerra dalla sorella di Hans e Sophie, Inge Scholl). Durante il processo, il loro atteggiamento stupisce anche i più feroci dei nazisti presenti. Quando dopo l'annuncio del giudizio il fratello minore di Hans gli corre incontro piangendo, egli, appoggiando la sua mano sulla sua spalla dice: "Sii forte, nessuna concessione". Nell'ultimo incontro tra Sophie ed i genitori, ella accetta ancora un dolce offertole dalla madre, testimoniandole così, sino alla fine, un'imperturbabile amore. E quando sua madre le dice: "Sophie, ricordati, Cristo", lei risponde con grande serietà: "Sì, ma anche tu, mamma". La moglie di Christoff apprende della morte del marito ad esecuzione avvenuta: in quei giorni infatti nasceva il loro terzo figlio. Christof, dopo un lungo cammino di conversione, si fa battezzare in carcere e in una lettera a sua madre così scrive: "Ti ringrazio di avermi dato la vita, se ci penso bene, è stata un unico cammino verso Dio. Vi precedo per prepararvi una meravigliosa accoglienza".