«La verità è bella. E sembra quasi che il maligno voglia permanentemente sporcare la creazione, per contraddire Dio e per rendere irriconoscibile la sua verità e la sua bellezza». Le parole di Benedetto XVI nella conclusione degli esercizi spirituali della Quaresima 2013

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 27 /02 /2013 - 13:49 pm | Permalink | Homepage
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Riprendiamo sul nostro sito le parole di Benedetto XVI pronunciate il 23/2/2013 al termine degli esercizi spirituali della Quaresima 2013 predicati dal cardinale Gianfranco Ravasi. I neretti sono nostri ed hanno l’unico fine di facilitare la lettura on-line.

Il Centro culturale Gli scritti (27/2/2013)

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"Arte di credere, arte di pregare" era il filo conduttore [degli esercizi spirituali]. Mi è venuto in mente il fatto che i teologi medievali hanno tradotto la parola "logos" non solo con "verbum", ma anche con "ars": "verbum" e "ars" sono intercambiabili. Solo nelle due insieme appare, per i teologi medievali, tutto il significato della parola "logos". Il "Logos" non è solo una ragione matematica: il "Logos" ha un cuore, il "Logos" è anche amore. La verità è bella, verità e bellezza vanno insieme: la bellezza è il sigillo della verità.

E tuttavia Lei, partendo dai Salmi e dalla nostra esperienza di ogni giorno, ha anche fortemente sottolineato che il "molto bello" del sesto giorno – espresso dal Creatore – è permanentemente contraddetto, in questo mondo, dal male, dalla sofferenza, dalla corruzione. E sembra quasi che il maligno voglia permanentemente sporcare la creazione, per contraddire Dio e per rendere irriconoscibile la sua verità e la sua bellezza.

In un mondo così marcato anche dal male, il "Logos", la Bellezza eterna e l’"Ars" eterna, deve apparire come "caput cruentatum". Il Figlio incarnato, il "Logos" incarnato, è coronato con una corona di spine; e tuttavia proprio così, in questa figura sofferente del Figlio di Dio, cominciamo a vedere la bellezza più profonda del nostro Creatore e Redentore; possiamo, nel silenzio della "notte oscura", ascoltare tuttavia la Parola. Credere non è altro che, nell’oscurità del mondo, toccare la mano di Dio e così, nel silenzio, ascoltare la Parola, vedere l’Amore.

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