Vivere la carità materiale e quella spirituale! È chiaro cosa dobbiamo fare oggi, in questi giorni già così difficili di questo nuovo anno, di Andrea Lonardo

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 17 /01 /2021 - 14:10 pm | Permalink | Homepage
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Riprendiamo sul nostro sito una breve nota di Andrea Lonardo. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, cfr. la sezione Carità e giustizia.

Il Centro culturale Gli scritti (17/1/2021)

Cosa dobbiamo fare oggi? Cosa possiamo fare in questi giorni già così difficili di questo nuovo anno?

È chiarissimo cosa ci resta da fare, vivere la carità materiale e spirituale, non solo senza interruzione, ma anzi con ancor maggiore impegno.

Si tratta cioè di stare vicino a chi è anziano, ai genitori con figli con disabilità, ai poveri, a chi è nella malattia.

Ma anche di dare cultura e cibo spirituale, di aiutare le persone perché non perdano tempo solo dietro a infinite quanto inutili serie televisive, ma invece leggano qualche buon libro, approfondiscano le grandi questioni e poi la fede stessa.

Che si dia cibo e vesti, che si visitino i malati e che, al contempo si porti l’eucarestia a chi non può venire a messa, che si sostengano studenti e docenti nello studio, che si mostri passione e si offrano lumi per la scuola e l’università, anche per l'appofrondimento dello studio per gli anziani, perché siano aiutati a capire sempre più il presente, ma anche possano trasmettere la loro esperienza.

Che ci si incontri per superare la solitudine e che si girino video intelligenti perché nelle case entri qualcosa di nutriente intellettualmente.

Insomma tutto è chiaro. Carità materiale e carità spirituale, indissolubilmente l’una e l’altra.

N.B. sulla duplice forma di carità nelle sue due modalità imprescindibili, cfr. «Signore, quando ti abbiamo visto nel dubbio o nell’ignoranza e non ti abbiamo servito?». «Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ero nel dubbio e non mi avete consigliato, ero nell’ignoranza e non mi avete insegnato. Ogni volta che non avete fatto queste cose ad uno di questi miei fratelli più piccoli non l’avete fatto a me». Lo pseudoMatteo 25 e il giudizio sulle opere di misericordia spirituale, di Andrea Lonardo.