Nulla è in regalo di Wisława Szymborska o Tutto è grazia di Georges Bernanos? Meditando fra prospettive complementari, di Andrea Lonardo

- Scritto da Redazione de Gliscritti: 23 /09 /2026 - 22:34 pm | Permalink | Homepage
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Riprendiamo sul nostro sito una breve nota di Andrea Lonardo. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. Per ulteriori testi, cfr. le sezioni Letteratura e Cristianesimo.

Il Centro culturale Gli scritti (22/9/2026)

Una lirica della poetessa polacca, che fu sempre provocatrice nel suo verseggiare, sembrerebbe, a prima vista, negare il carattere di “dono” riguardo alla vita, così fortemente proposto dal cristianesimo.

“Tutto è grazia” scriveva Bernanos. Szymborska in maniera apparentemente oppositiva scrive che “nulla è in regalo, tutto è in prestito” e “è così che è stabilito, il cuore va reso e il fegato va reso e ogni singolo dito”: infatti, niente della vita ci appartiene, ma dovremo lasciarla.

Ebbene proprio questo è ciò che annuncia lo stesso Vangelo, quando afferma al contempo che tutto è dono: il padrone, partendo, lasciò a noi i “suoi” talenti, le sue “mine”. O quando afferma che il Signore verrà nella notte a chiedere conto di chi ha servito alla mensa e di chi se ne è approfittato.

È proprio la fede che ha il coraggio – merce rara – di affermare che “noi non siamo nostri”, che “io non sono mio”.

Anzi proprio i versi di Szymborska rendono conto - a differenza di un’idea ingenua di dono spesso adulterata - di quella richiesta che sarà rivolta dal Signore di “render conto” della vita, per dare giustizia ai poveri e ai deboli.

Per Szymborska solo la “protesta” contro tale modo di presentarsi del “prestito” come “falso dono” sarebbe propriamente “nostra” ed essa consisterebbe nell’“anima”, intesa come la consapevolezza poetica tutta umana del possesso temporaneo dell’esistere – e tanto di cappello anche a questa intuizione, poiché è vero che nessun animale ha tale coscienza e anima e questo è propriamente “nostro”.

Ma l’anima è, al contempo, il pieno affidamento a questo “prestito” meraviglioso che ci è stato affidato perché attraverso di esso possiamo scoprire un ulteriore dono, che è quello della grazia e della vita nel Risorto.

Non mancanza di “dono”, bensì consapevolezza che, dopo il peccato originale, la vita è “dono” alla seconda potenza, dono che deve essere ancora donato in pienezza.

Nulla è in regalo, di Wisława Szymborska

Nulla è in regalo, tutto è in prestito.

Sono indebitata fino al collo.

Sarò costretta a pagare per me

con me stessa,

a rendere la vita in cambio della vita.

È così che è stabilito,

il cuore va reso

e il fegato va reso

e ogni singolo dito.

È troppo tardi per impugnare il contratto.

Quanto devo

mi sarà tolto con la pelle.

Me ne vado per il mondo

tra una folla di altri debitori.

Su alcuni grava l’obbligo

di pagare le ali.

Altri dovranno, per amore o per forza,

rendere conto delle foglie.

Nella colonna Dare

ogni tessuto che è in noi.

Non un ciglio, non un peduncolo

da conservare per sempre.

L’inventario è preciso,

e a quanto pare

ci toccherà restare con niente.

Non riesco a ricordare

dove, quando e perché

ho permesso che aprissero

questo conto a mio nome.

La protesta contro di esso

la chiamiamo anima.

E questa è l’unica voce

che manca nell’inventario.