Blog dei redattori de Gli Scritti
Pensieri posatisi nello scorrere del tempo
Indice Cronologico
- Dinanzi ai Mondiali, dove esiste l’eliminazione diretta e tutto è giudizio, ci si accorge di quanto sia banale e anche falsa l’idea che si debbano sopprimere voti e giudizi nella scuola e nell’educazione, così come nelle valutazioni umane: «l’uomo spirituale giudica tutte le cose». Breve nota di Andrea Lonardo
- 1/ Il Maestro di San Francesco, l'artista che inventò l'immagine del Poverello. A Perugia una mostra ricostruisce la figura del misterioso artista del '200, braccio visivo di Bonaventura nel coniare la decisiva lettura del Poverello come “alter Christus”, di Alessandro Beltrami 2/ Brevi note di Andrea Lonardo su alcune opere del Maestro di san Francesco: San Francesco fra due angeli, dipinta intorno al 1255 ca. e gli Affreschi della Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi 3/ Il Maestro di San Francesco. L’enigma del Maestro di San Francesco. Lo stil novo del Duecento umbro. Galleria Nazionale dell’Umbria. Per la prima volta, sessanta capolavori svelano i segreti dell’artista più importante attivo in Centro Italia, dopo Giunta Pisano e prima di Cimabue. La mostra rientra nell’ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario dall’impressione delle stigmate a san Francesco (dal 10 marzo al 9 giugno 2024), a cura di Andrea De Marchi, Veruska Picchiarelli, Emanuele Zappasodi
- A. Lonardo – L. Mugavero, La Parola si è fatta carne, non libro. I «misteri» della vita di Gesù tra Scrittura, liturgia e arte. Il volume, qui in PDF, affronta due questioni fondamentali: 1/ Cosa si debba intendere per Parola di Dio 2/ Perché esiste un’esegesi della Chiesa, costituita dalla tipologia, ma soprattutto dai “misteri” di Cristo tramite i quali il Catechismo della Chiesa Cattolica propone di presentare la vita di Gesù ai catecumeni e ai principianti
- La scomunica, cosa buona e giusta: i lefebvriani e Leone XIV. Breve nota di Andrea Lonardo
- Esistono latifondi pastorali, che senso ha scontrarsi per piccole questioni territoriali o di potere nella comunità ecclesiale? Breve nota di Andrea Lonardo
- [Trasportando nell’arco temporale di un anno la storia dell’universo dal Big Bang a oggi] Il Calendario Cosmico di Loiano
- Ivanov, il simbolista russo che respirò l'Europa a due polmoni. Escono una biografia e un'antologia sul poeta e filosofo, allievo di Solov'ëv. In nome della religione reagì alla crisi dell'umanesimo. E nel 1926 divenne cattolico, di Marco Roncalli
- Storia e culto martiriale di san Sebastiano e sant’Agnese. Il militare e la fanciulla, di Fabrizio Bisconti
- San Sisoes l’eremita e il suo pianto dinanzi al corpo morto di Alessandro Magno. Un affresco alle Meteore (monastero di Varlaam), ma non solo. Breve nota di Andrea Lonardo
- “Cantiere aperto”, “fase di progettazione” o “scambio di idee preparatorio”: quale il linguaggio adeguato a rappresentare la fase della realtà civile ed ecclesiale che stiamo vivendo? Breve nota di Giovanni Amico
- Cosa sta diventando il racconto delle città? Prendiamo Roma, di Christian Raimo
- La profezia del cardinal Ruini, di padre Pietro Messa, ofm
- Non era il vapore ma l’etica, non sono i dati ma la dignità: ciò che vale non è misurabile. Dalla Rerum novarum alla Magnifica humanitas di Leone XIV, perché leggere l’enciclica come documento religioso sarebbe un errore di categoria, di Paolo Benanti
- L'abate Giuseppe Ricciotti nei suoi libri contrastò le tesi antisemite. E Mussolini lesse (inutilmente) la «Vita di Gesù Cristo», di Roberto Pertici
- «Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso, e la saggezza per conoscere la differenza». Del senso e dell’origine di una preghiera, di Andrea Lonardo
- Antigone, Creonte ed Edipo. Marta Cartabia e Luciano Violante presentano l’attualità della tragedia greca al Meeting di Rimini
- Una parola di giustizia. Le Eumenidi dalla maledizione al logos, di Marta Cartabia
- Lettera enciclica Magnifica Humanitas del papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale: «La potenza dell’IA resta legata al trattamento dei dati: le cosiddette intelligenze artificiali non vivono una esperienza, non possiedono un corpo, non attraversano la gioia e il dolore, non maturano nella relazione, non conoscono dall’interno ciò che significa amore, lavoro, amicizia, responsabilità. Non hanno neppure una coscienza morale: non giudicano il bene e il male, non colgono il senso ultimo delle situazioni, non assumono su di sé il peso delle conseguenze. Romano Guardini ha scritto: «L’uomo moderno non è stato educato al retto uso della potenza». Il controllo dell’IA non è oggi appannaggio degli Stati, ma di grandi attori economici e tecnologici che, di fatto, fissano le condizioni. L’innovazione tecnologica può essere vista come una forma umana di partecipazione all’atto divino della creazione. Arendt ha scritto che i sudditi ideali sono «la gente per la quale la distinzione tra fatto e finzione (cioè, la realtà dell’esperienza) e la distinzione tra vero e falso (cioè, i canoni del pensiero) non esistono più». La cultura che si genera nella rete non deve diventare strumento di eccessiva distrazione, di omologazione e di dominio, ma spazio in cui possano maturare libertà e pensiero. La pervasività dei media digitali genera una cultura dell’immediatezza e dell’iperstimolazione, che alimenta stanchezza, noia e apatia di fronte alla fatica necessaria per cercare la verità».
- Il principio di sussidiarietà riprende il termine subsidium dalla terminologia militare romana nella quale stava ad indicare le truppe di riserva che rimanevano dietro al fronte, pronte a intervenire in aiuto alle coorti che combattevano nella prima acies. Implica il rifiuto di un’idea statalista di società a favore, invece, di uno Stato che sostenga l’iniziativa delle comunità minori che si trovano in prima linea. La sua incomprensione in alcune tradizioni giuridiche stataliste. Articolo redazionale tratto dalla rivista Tempi e riproposto dal sito del Dicastero per il clero
- «Conosci te stesso», slogan cristiano. [Dall’Oracolo di Delfi a Socrate alla comprensione cristiana del detto]
- Sapere viene da sapore, perché la cultura è questione di gusto, cioè di ciò che dà sapore alla vita, di Andrea Lonardo
- Come avvenne che i primi cristiani ricorsero alle immagini, superando il divieto iconoclasta del decalogo ebraico? Breve nota di Andrea Lonardo
- 1/ Una provocazione di Christian Raimo: «A scuola e non solo abbiamo un problema che non viene mai nominato, le riunioni. Quelli che sono stati immaginati come spazi di democrazia, di riflessione, di cura oggi sono dei momenti di frustrazione, incomprensione, insofferenza. La domanda vera è sempre: come tagliare? e invece sembra sempre come distribuire. Il lavoro dell'insegnante è quello di un terminale di un processo brutale e bruto di austerity che viene delegato alla vittima stessa di quel processo senza senso. Il gioco democratico è ridotto alla sua parodia». 2/ Una risposta di Roberto Contu«L’identità stessa della scuola è proprio la sua natura collegiale. I dipartimenti possono, se si vuole e si fa veramente scuola, ancora diventare spazi di elaborazione culturale ed educativa. Falli all'università questi discorsi se sei capace»
- In un mondo che è sempre di fretta e in giro, è necessario che talvolta la Chiesa stia ferma! Breve nota semiseria di Andrea Lonardo
- Saggio sull’«Eneide», di Jorge Mario Bergoglio e Un corpo a corpo con il testo virgiliano, di Andrea Monda
- Pierbattista Card. Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini. La Lettera alla diocesi: «Tornarono a Gerusalemme con grande gioia». Una proposta per vivere la vocazione della Chiesa in Terra Santa: «La domanda che da diverso tempo accompagna il mio ministero di pastore: come stare da cristiani, in quanto assemblea ecclesiale, dentro questa situazione di conflitto – politico, militare, spirituale – che sappiamo durerà ancora molti anni? Esso è ormai parte integrante della vita ecclesiale, dell’esistenza ordinaria di ciascuno di noi. Purtroppo è ormai parte della cultura di questa Terra. Non è quindi un momento da superare, ma il luogo nel quale la nostra Chiesa è chiamata a mettere in atto la sua specifica missione di comunità di credenti in Cristo. La guerra è diventata oggetto di un culto idolatra: non ci si siede più ai tavoli per evitare in modo assoluto i conflitti, ma li si tiene ben presenti come scenario possibile o, addirittura, inevitabile. Si smette di frequentare chi è diverso, chi la pensa diversamente, chi appartiene a un’altra comunità, a un’altra fede, a un’altra fazione politica. Si formano bolle parallele che non comunicano tra loro. Bisogna fare i conti con il pericolo latente che attraversa ogni comunità, specialmente quando è piccola come la nostra: quella di chiudersi, di diventare una roccaforte. La tentazione è quella di proteggere ciò che resta, difendere i confini, preservare l’identità Viviamo come immersi in un mare di parole violente, che si sono trasformate in linguaggio comune. E anche noi cristiani rischiamo di cadere in questa trappola: impariamo a chiamare le cose con il loro nome senza mai ridurre l’altro a nemico. In qualsiasi circostanza, l’altro resta sempre una persona da rispettare. Il rischio è sentirsi sopraffatti, pensare: “come possiamo fare tutto questo?” La risposta è semplice: non possiamo. Da soli non possiamo. Ma non siamo soli»
- Archeologia: le fonti della fede nel cuore di Hippos. Eccezionale ritrovamento di due siti battesimali nei resti della cattedrale della città della Decapoli greco-romana che fu un grande centro religioso del mondo bizantino, di Giuseppe Caffulli
- Elena, storia e leggenda
dell’imperatrice santa. La storica Canella esamina la figura della madre di Costantino. La sua “invenzione” della Terra Santa trasforma lo spazio della vicenda evangelica in una geografia sacra stabile, inscrivendo la storia cristiana nella topografia dell’impero, di Antonio Musarra
- Discorso di papa Leone XIV all’università “Sapienza” di Roma: «Vi immagino a volte spensierati, lieti della vostra stessa giovinezza, dell’inquietudine esiste però anche un volto triste: non dobbiamo nasconderci che molti giovani stanno male. Oggi questo dipende sempre più dal ricatto delle aspettative e dalla pressione delle prestazioni. A voi giovani questo malessere chiede: “Chi sei?” Essere noi stessi, infatti, è l’impegno caratteristico della vita di ogni uomo e di ogni donna. È la domanda cui possiamo rispondere solo noi, per noi stessi, ma alla quale non possiamo mai rispondere da soli. Per questo è vitale che gli anni dell’università siano il tempo dei grandi incontri. Insegnare è una forma di carità quanto deve esserlo soccorrere un migrante in mare, un povero per la strada, una coscienza disperata. La mia visita vuole essere segno di una nuova alleanza educativa tra la Chiesa che è in Roma e la vostra prestigiosa Università, che proprio in seno alla Chiesa è nata e cresciuta. La semplificazione che costruisce nemici va corretta, specie in università, con la cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria. Il grido “mai più la guerra!” dei miei Predecessori, così consonante al ripudio della guerra sancito nella Costituzione Italiana, ci sprona a un’alleanza spirituale. Nell’ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami “difesa” un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza».
- Testi per l’incontro dell’itinerario su Le immagini nella catechesi: "Dalla Bibbia dei poveri alla catechesi biblica", Chiesa Nuova, 18/4/2026
- La Luna e due foto: dall’alba del 1968 al tramonto del 2026. Dal confronto tra «Earthrise» e «Earthset», con Montale e Leopardi, una riflessione sul limite umano, tra progresso scientifico e rischio distruttivo, nel dialogo tra immagini e versi che interrogano il presente, di Roberto Contu
- Non se ne può più né di Trump né degli ayatollah, né dei MAGA né dei NO KINGS, né dei repubblicani né dei democratici, né di Netanyahu né di Hamas. Dell’essere orfani in politica internazionale - e nazionale - nell’assenza totale di posizioni mediatrici e sagge, di Giovanni Amico
- Non si può comprendere l’identità del presbitero se non in relazione al vescovo, del quale è collaboratore: il dono dell’eucarestia, che rende tale la comunità, e la fedeltà alla dottrina degli apostoli, che tiene la Chiesa centrata sull’essenziale. Breve nota di Andrea Lonardo
- Un’intervista di Monica Mondo a Silvano Petrosino: «Ci sono luoghi, ci sono parole, ci sono persone, che ti fanno respirare. Ce ne sono altri che ti soffocano. Oggi viviamo in apnea. Il seduttore è colui che ti garantisce un godimento, ma non ti rende mai fecondo, mentre il maestro ti rende fecondo: per questo, ti chiede di rinunciare un po' al godimento. La morale è la vita stessa, è il modo come si parla al cameriere, come si accavallano le gambe, come si mangia. Se c'è un'esperienza nella nostra vita quotidiana, questa è proprio quella del peccato. Ci sono le file alle mostre d'arte, ma poi una persona sta di fronte a un quadro 5 secondi. Il problema non è andare alla mostra di Picasso: il problema è fermarsi, appunto “respirare”. Uno dei colpi di genio di Foucault è quando parlava di microfisica del potere, affermando che il potere non è solo quello della politica, ma è nel rapporto con la moglie, col dipendente: il potere è dappertutto. Quando oggi si parla di comunicazione, non si tratta quasi mai di comunicazione: il cellulare non ha nulla a che fare con la comunicazione. Il grande tema è l'immisurabile, l’incalcolabile, l'innumerabile, non l'innumerevole. Il limite e la sofferenza sono condizioni, ma non dobbiamo trasformarle in un'obiezione».
- Interessantissimo è quanto i libri e i video proposti dai quotidiani rilancino i grandi maestri o i grandi libri: i classici vendono perché ognuno di noi cerca oggi l’essenziale e non il contemporaneo che, in un istante, è già passato di moda. Breve nota di Andrea Lonardo
- È pazzesco come Chesterton descriva il Natale - ma anche la Pasqua - in verità. L’allegria di una trincea
- Dialogo con Silvano Petrosino: Le speranze disattese. Dio e il problema del male. Da un intervento del filosofo presso la chiesa di Gorgonzola
- L’affermazione dell’altro è parte di me, è me, è più me di me. La Trinità e l’amore in una riflessione di Franco Nembrini, di Andrea Lonardo
- Ancora sulla presa di Gerico e la violenza nel libro di Giosuè e nella Bibbia (Brani di difficile interpretazione della Bibbia, XXXII), di Andrea Lonardo
- 0/ Breve nota di Andrea Lonardo su Jürgen Habermas 1/ Addio ad Habermas, araldo della modernità incompiuta. Filosofo della postmetafisica e del discorso democratico, è scomparso a 96 anni. Celebre il dibattito su ragione e fede con Ratzinger, di Simone Paliaga 2/ La religione nella società post-secolare. Il dibattito Habermas-Ratzinger, di Rosino Gibellini 3/ Habermas e Ratzinger: il dialogo che portò un cambio di paradigma. Il faccia a faccia del 2004 con l’allora cardinale è stato il momento esemplare di una nuova capacità di confronto aperto, senza complessi di inferiorità o superiorità né da una parte né dall’altra, tra pensiero cristiano e pensiero laico, di Edoardo Castagna 4/ Habermas e la ricerca della democrazia reale. Il grande filosofo tedesco, a 95 anni, pubblica un saggio dove torna alle origini del suo pensiero sull’agorà politica come spazio dell’«agire comunicativo», di Davide Gianluca Bianchi 5/ La genealogia postmetafisica del patriarca Habermas. Fede e sapere, “costellazione” al centro dell’ultima fatica del 93enne francofortese. Esce il primo di due volumi, di Francesco Bellino 6/ Habermas. Quanta religione sopporta lo stato liberale?, di Jürgen Habermas