Blog dei redattori de Gli Scritti
Pensieri posatisi nello scorrere del tempo
Indice Cronologico
- 1/ Una provocazione di Christian Raimo: «A scuola e non solo abbiamo un problema che non viene mai nominato, le riunioni. Quelli che sono stati immaginati come spazi di democrazia, di riflessione, di cura oggi sono dei momenti di frustrazione, incomprensione, insofferenza. La domanda vera è sempre: come tagliare? e invece sembra sempre come distribuire. Il lavoro dell'insegnante è quello di un terminale di un processo brutale e bruto di austerity che viene delegato alla vittima stessa di quel processo senza senso. Il gioco democratico è ridotto alla sua parodia». 2/ Una risposta di Roberto Contu«L’identità stessa della scuola è proprio la sua natura collegiale. I dipartimenti possono, se si vuole e si fa veramente scuola, ancora diventare spazi di elaborazione culturale ed educativa. Falli all'università questi discorsi se sei capace»
- In un mondo che è sempre di fretta e in giro, è necessario che talvolta la Chiesa stia ferma! Breve nota semiseria di Andrea Lonardo
- Saggio sull’«Eneide», di Jorge Mario Bergoglio e Un corpo a corpo con il testo virgiliano, di Andrea Monda
- Pierbattista Card. Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini. La Lettera alla diocesi: «Tornarono a Gerusalemme con grande gioia». Una proposta per vivere la vocazione della Chiesa in Terra Santa: «La domanda che da diverso tempo accompagna il mio ministero di pastore: come stare da cristiani, in quanto assemblea ecclesiale, dentro questa situazione di conflitto – politico, militare, spirituale – che sappiamo durerà ancora molti anni? Esso è ormai parte integrante della vita ecclesiale, dell’esistenza ordinaria di ciascuno di noi. Purtroppo è ormai parte della cultura di questa Terra. Non è quindi un momento da superare, ma il luogo nel quale la nostra Chiesa è chiamata a mettere in atto la sua specifica missione di comunità di credenti in Cristo. La guerra è diventata oggetto di un culto idolatra: non ci si siede più ai tavoli per evitare in modo assoluto i conflitti, ma li si tiene ben presenti come scenario possibile o, addirittura, inevitabile. Si smette di frequentare chi è diverso, chi la pensa diversamente, chi appartiene a un’altra comunità, a un’altra fede, a un’altra fazione politica. Si formano bolle parallele che non comunicano tra loro. Bisogna fare i conti con il pericolo latente che attraversa ogni comunità, specialmente quando è piccola come la nostra: quella di chiudersi, di diventare una roccaforte. La tentazione è quella di proteggere ciò che resta, difendere i confini, preservare l’identità Viviamo come immersi in un mare di parole violente, che si sono trasformate in linguaggio comune. E anche noi cristiani rischiamo di cadere in questa trappola: impariamo a chiamare le cose con il loro nome senza mai ridurre l’altro a nemico. In qualsiasi circostanza, l’altro resta sempre una persona da rispettare. Il rischio è sentirsi sopraffatti, pensare: “come possiamo fare tutto questo?” La risposta è semplice: non possiamo. Da soli non possiamo. Ma non siamo soli»
- Archeologia: le fonti della fede nel cuore di Hippos. Eccezionale ritrovamento di due siti battesimali nei resti della cattedrale della città della Decapoli greco-romana che fu un grande centro religioso del mondo bizantino, di Giuseppe Caffulli
- Elena, storia e leggenda
dell’imperatrice santa. La storica Canella esamina la figura della madre di Costantino. La sua “invenzione” della Terra Santa trasforma lo spazio della vicenda evangelica in una geografia sacra stabile, inscrivendo la storia cristiana nella topografia dell’impero, di Antonio Musarra
- Discorso di papa Leone XIV all’università “Sapienza” di Roma: «Vi immagino a volte spensierati, lieti della vostra stessa giovinezza, dell’inquietudine esiste però anche un volto triste: non dobbiamo nasconderci che molti giovani stanno male. Oggi questo dipende sempre più dal ricatto delle aspettative e dalla pressione delle prestazioni. A voi giovani questo malessere chiede: “Chi sei?” Essere noi stessi, infatti, è l’impegno caratteristico della vita di ogni uomo e di ogni donna. È la domanda cui possiamo rispondere solo noi, per noi stessi, ma alla quale non possiamo mai rispondere da soli. Per questo è vitale che gli anni dell’università siano il tempo dei grandi incontri. Insegnare è una forma di carità quanto deve esserlo soccorrere un migrante in mare, un povero per la strada, una coscienza disperata. La mia visita vuole essere segno di una nuova alleanza educativa tra la Chiesa che è in Roma e la vostra prestigiosa Università, che proprio in seno alla Chiesa è nata e cresciuta. La semplificazione che costruisce nemici va corretta, specie in università, con la cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria. Il grido “mai più la guerra!” dei miei Predecessori, così consonante al ripudio della guerra sancito nella Costituzione Italiana, ci sprona a un’alleanza spirituale. Nell’ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami “difesa” un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza».
- Testi per l’incontro dell’itinerario su Le immagini nella catechesi: "Dalla Bibbia dei poveri alla catechesi biblica", Chiesa Nuova, 18/4/2026
- La Luna e due foto: dall’alba del 1968 al tramonto del 2026. Dal confronto tra «Earthrise» e «Earthset», con Montale e Leopardi, una riflessione sul limite umano, tra progresso scientifico e rischio distruttivo, nel dialogo tra immagini e versi che interrogano il presente, di Roberto Contu
- Non se ne può più né di Trump né degli ayatollah, né dei MAGA né dei NO KINGS, né dei repubblicani né dei democratici, né di Netanyahu né di Hamas. Dell’essere orfani in politica internazionale - e nazionale - nell’assenza totale di posizioni mediatrici e sagge, di Giovanni Amico
- Non si può comprendere l’identità del presbitero se non in relazione al vescovo, del quale è collaboratore: il dono dell’eucarestia, che rende tale la comunità, e la fedeltà alla dottrina degli apostoli, che tiene la Chiesa centrata sull’essenziale. Breve nota di Andrea Lonardo
- Un’intervista di Monica Mondo a Silvano Petrosino: «Ci sono luoghi, ci sono parole, ci sono persone, che ti fanno respirare. Ce ne sono altri che ti soffocano. Oggi viviamo in apnea. Il seduttore è colui che ti garantisce un godimento, ma non ti rende mai fecondo, mentre il maestro ti rende fecondo: per questo, ti chiede di rinunciare un po' al godimento. La morale è la vita stessa, è il modo come si parla al cameriere, come si accavallano le gambe, come si mangia. Se c'è un'esperienza nella nostra vita quotidiana, questa è proprio quella del peccato. Ci sono le file alle mostre d'arte, ma poi una persona sta di fronte a un quadro 5 secondi. Il problema non è andare alla mostra di Picasso: il problema è fermarsi, appunto “respirare”. Uno dei colpi di genio di Foucault è quando parlava di microfisica del potere, affermando che il potere non è solo quello della politica, ma è nel rapporto con la moglie, col dipendente: il potere è dappertutto. Quando oggi si parla di comunicazione, non si tratta quasi mai di comunicazione: il cellulare non ha nulla a che fare con la comunicazione. Il grande tema è l'immisurabile, l’incalcolabile, l'innumerabile, non l'innumerevole. Il limite e la sofferenza sono condizioni, ma non dobbiamo trasformarle in un'obiezione».
- Interessantissimo è quanto i libri e i video proposti dai quotidiani rilancino i grandi maestri o i grandi libri: i classici vendono perché ognuno di noi cerca oggi l’essenziale e non il contemporaneo che, in un istante, è già passato di moda. Breve nota di Andrea Lonardo
- È pazzesco come Chesterton descriva il Natale - ma anche la Pasqua - in verità. L’allegria di una trincea
- Dialogo con Silvano Petrosino: Le speranze disattese. Dio e il problema del male. Da un intervento del filosofo presso la chiesa di Gorgonzola
- L’affermazione dell’altro è parte di me, è me, è più me di me. La Trinità e l’amore in una riflessione di Franco Nembrini, di Andrea Lonardo
- Ancora sulla presa di Gerico e la violenza nel libro di Giosuè e nella Bibbia (Brani di difficile interpretazione della Bibbia, XXXII), di Andrea Lonardo
- 0/ Breve nota di Andrea Lonardo su Jürgen Habermas 1/ Addio ad Habermas, araldo della modernità incompiuta. Filosofo della postmetafisica e del discorso democratico, è scomparso a 96 anni. Celebre il dibattito su ragione e fede con Ratzinger, di Simone Paliaga 2/ La religione nella società post-secolare. Il dibattito Habermas-Ratzinger, di Rosino Gibellini 3/ Habermas e Ratzinger: il dialogo che portò un cambio di paradigma. Il faccia a faccia del 2004 con l’allora cardinale è stato il momento esemplare di una nuova capacità di confronto aperto, senza complessi di inferiorità o superiorità né da una parte né dall’altra, tra pensiero cristiano e pensiero laico, di Edoardo Castagna 4/ Habermas e la ricerca della democrazia reale. Il grande filosofo tedesco, a 95 anni, pubblica un saggio dove torna alle origini del suo pensiero sull’agorà politica come spazio dell’«agire comunicativo», di Davide Gianluca Bianchi 5/ La genealogia postmetafisica del patriarca Habermas. Fede e sapere, “costellazione” al centro dell’ultima fatica del 93enne francofortese. Esce il primo di due volumi, di Francesco Bellino 6/ Habermas. Quanta religione sopporta lo stato liberale?, di Jürgen Habermas
- Indecisi a tutto. L’amore al tempo dell’AI, di Fabrizio Falconi
- In un film di fantascienza e distopico il Giappone si trova a far fronte all’invecchiamento della popolazione sperimentando una nuova misura, il plan 75, un’eutanasia volontaria per chi ha più di 75 anni. Chi la sceglie riceve una somma di denaro sufficiente a togliersi qualche soddisfazione o per sistemare i conti in sospeso. L’intero sistema è costruito affinché “togliere il disturbo” sia la scelta più comoda e sensata. Due articoli dal sito della Diocesi di Milano e da Il Manifesto
- «Non è la Chiesa che attrae ma Cristo, e se un cristiano o una comunità ecclesiale attrae è perché attraverso quel “canale” arriva la linfa vitale della Carità che sgorga dal Cuore del Salvatore». Discorso di papa Leone XIV in apertura del Concistoro Straordinario del gennaio 2026
- «È il dolore chiuso dentro le case che annulla ogni voglia di studiare. La didattica a distanza si è inceppata, dopo una scoppiettante partenza. Non sono stati problemi tecnici, è stato proprio il virus che qui ha falciato nonni, madri e padri in quasi tutte le famiglie dei miei studenti e dei miei docenti. Un'ecatombe. Da qui il crollo psicologico». Sei anni dopo il COVID, rileggendo il post di una preside della Val Seriana, di Andrea Lonardo
- Che il papa si prenda ogni settimana il martedì come giorno libero è evento di una bellezza pazzesca. Breve nota di Andrea Lonardo
- Le risposte di papa Leone XIV alle domande rivoltegli dal clero di Roma (febbraio 2026). «Io ho vissuto a Roma per quattro anni negli anni ’80, poi per dodici anni dal 2000 al 2012-13, poi adesso da tre anni, e ogni volta che torno a Roma, in un certo senso, trovo un’altra Roma. Invito a resistere alla tentazione di preparare le omelie con l’intelligenza artificiale! Come tutti i muscoli nel corpo se non li utilizziamo, se non li muoviamo muoiono, il cervello ha bisogno di essere utilizzato. L’“invidia clericalis” è come una delle “pandemie” del clero a livello universale. Ci sono persone – lo diciamo con una certa franchezza – che già da giovani camminano per le strade della vita con una certa amarezza. È diverso, invece, diventare anziani con lo stesso spirito di preghiera e sacrificio che avevamo il giorno dell’ordinazione sacerdotale. Voglio dire anche che lo studio nella nostra vita dev’essere permanente, continuo. Quando sento da qualcuno che mi dice –me lo ha detto un sacerdote –: “Io non ho più aperto un libro da quando sono uscito dal seminario”. Mamma mia – ho pensato – che tristezza! E quanto è triste per i suoi fedeli, che devono ascoltare Dio sa che cosa».
- La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, intitolata al Re Vittorio Emanuele II, nacque dall’espropriazione della sede e del patrimonio librario della Bibliotheca Major dei Gesuiti del Collegio Romano, arricchita dal patrimonio di altre 69 biblioteche conventuali anch’esse espropriate al momento dell’Unità d’Italia (breve nota de Gli scritti)
- «Mi interessano le vocazioni e chi giunge nuovo o i bambini che chiedono i sacramenti, non lo sguardo a ciò che già c’è». E ancora: «Quando parli di “comunità” intendi la “comunità così” – e fa il segno di un piccolo quadrato – o la “comunità così” – e fa il segno di un ampio cerchio?». Della sapienza dello sguardo di un prete neocatecumenale sulla vita della Chiesa. Breve nota di Andrea Lonardo
- Breve biografia di sant’Antonino Pierozzi, fondatore del nuovo convento di San Marco a Firenze e poi arcivescovo di Firenze
- Breve biografia del Beato Angelico, di Gerardo Cioffari
- Bibliografia per il corso Dalla Roma pre-cristiana alla Roma cristiana, presso l'Ateneo Sant'Anselmo
- 1/ Il convento e la chiesa del Beato Angelico e la distruzione con i rivoluzionari francesi e poi l’Unità d’Italia, con il risultato dell’attuale separazione fra la chiesa di San Marco e il convento di San Marco, da Stefano Casciu 2/ Breve nota di Andrea Lonardo sulle requisizioni vicino piazza San Marco a Firenze (Ospedale di San Matteo e Monastero di San Niccolò di Cafaggio divenuti Accademia di Belle Arti, Conservatorio di Musica Luigi Cherubini e Opificio delle Pietre dure) 3/ Breve nota di Andrea Lonardo sul Beato Angelico e la chiesa e il convento di San Marco a Firenze
- La meraviglia che la lotta con il diavolo sia stata combattuta qui in terra e che l’uomo debba essere partecipe della vittoria, di Andrea Lonardo
- Della bellezza del corpo e non semplicemente di ciò che si vede di esso (e della medicina), di Andrea Lonardo
- «Nel ’68 credevo nell’amore libero ma ogni ragazzo mi voleva per sé. Da attrice mi tolsi 5 anni di età, poi dissi addio all’immagine sexy». Anna Galiena: «Tornata dall’Actors Studio fu uno shock: a Roma più che il curriculum guardavano le gambe». Un’intervista di Valerio Cappelli ad Anna Galiena rivela con poche battute e grande intelligenza le ambiguità del ’68 e del mondo dello spettacolo. Breve nota di Giovanni Amico
- Dom Matteo Ferrari, priore di Camaldoli, sui social nelle comunità monastiche e nella propria cella (ma, in fondo, mutatis mutandis, anche in famiglia o in parrocchia). «San Romualdo nella Piccola Regola afferma: “Siedi nella tua cella come nel Paradiso. Scordati del mondo e gettalo dietro le spalle”. È possibile vivere questo incipit della Piccola Regola senza nessuna attenzione ai social e a internet, con tutto ciò che comporta? Vi ho scritto queste cose per avviare una riflessione e per non far finta che questa sfida per la vita monastica non esista».
- «Il pensiero e la vita sono oggi due mondi paralleli che si incontrano sempre più raramente e questo deve diventare un problema nelle comunità cristiane. Siamo stufi della gente che cerca di convincerci dell'importanza della vita e dell'importanza del pensiero. Io voglio sapere in che modo si può sviluppare un affetto emozionante per la vita e per il pensiero e non per la loro alternativa». Un intervento di PierAngelo Sequeri
- La Pontificia Commissione di Arte sacra ha concluso il restauro della transenna marmorea con l’iscrizione del diacono Severo, dedicata alla figlia Severa, una bambina morta a nove anni. Nelle catacombe di San Callisto una iscrizione riporta la più antica attestazione del PP davanti al nome del Papa: «L’iscrizione del diacono Severo conferma la vocazione ecclesiastica del cimitero di Callisto, quale necropoli ufficiale della Chiesa di Roma, direttamente gestita dall’autorità episcopale, attraverso la collaborazione di tutti i gradi della gerarchia ecclesiastica, tra i quali spicca il diaconato», un’intervista di Angela Ambrogetti a Raffaella Giuliani
- Luciano Floridi. Nell’era dell’intelligenza artificiale si salverà chi nutrirà il suo “capitale semantico”, di Elena Inversetti
- «Vivere una realtà definita dal software, del quale abbiamo solo una licenza d’uso e non siamo proprietari, e nella quale dobbiamo affrontare la questione di che cosa voglia dire democratizzare il potere computazionale, di Paolo Benanti. L’intervento di padre Paolo Benanti sull’Intelligenza artificiale al Meeting di Rimini 2024
- 1/ “La teoria svedese dell'amore”, di Erik Gandini. Svezia. Un confortevole inferno. O di come il paese dell’indipendenza e delle libertà individuali si è trasformato in un posto perfetto. Per morire soli, di Rodolfo Casadei 2/ Erik Gandini, La teoria svedese dell’amore. «Guai a chi crede di bastarsi. Occidente, non ripetere l’errore della mia Svezia», Un’intervista di Rodolfo Casadei
- L’idea cristiana di nazione è radicata nella divinoumanità, di Vladimir Solov’ëv (traduzione e cura di Adriano Dell’Asta)