Blog dei redattori de Gli Scritti
Pensieri posatisi nello scorrere del tempo
Indice Cronologico
(05/2026)
- 1/ Una provocazione di Christian Raimo: «A scuola e non solo abbiamo un problema che non viene mai nominato, le riunioni. Quelli che sono stati immaginati come spazi di democrazia, di riflessione, di cura oggi sono dei momenti di frustrazione, incomprensione, insofferenza. La domanda vera è sempre: come tagliare? e invece sembra sempre come distribuire. Il lavoro dell'insegnante è quello di un terminale di un processo brutale e bruto di austerity che viene delegato alla vittima stessa di quel processo senza senso. Il gioco democratico è ridotto alla sua parodia». 2/ Una risposta di Roberto Contu«L’identità stessa della scuola è proprio la sua natura collegiale. I dipartimenti possono, se si vuole e si fa veramente scuola, ancora diventare spazi di elaborazione culturale ed educativa. Falli all'università questi discorsi se sei capace»
- In un mondo che è sempre di fretta e in giro, è necessario che talvolta la Chiesa stia ferma! Breve nota semiseria di Andrea Lonardo
- Saggio sull’«Eneide», di Jorge Mario Bergoglio e Un corpo a corpo con il testo virgiliano, di Andrea Monda
- Pierbattista Card. Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini. La Lettera alla diocesi: «Tornarono a Gerusalemme con grande gioia». Una proposta per vivere la vocazione della Chiesa in Terra Santa: «La domanda che da diverso tempo accompagna il mio ministero di pastore: come stare da cristiani, in quanto assemblea ecclesiale, dentro questa situazione di conflitto – politico, militare, spirituale – che sappiamo durerà ancora molti anni? Esso è ormai parte integrante della vita ecclesiale, dell’esistenza ordinaria di ciascuno di noi. Purtroppo è ormai parte della cultura di questa Terra. Non è quindi un momento da superare, ma il luogo nel quale la nostra Chiesa è chiamata a mettere in atto la sua specifica missione di comunità di credenti in Cristo. La guerra è diventata oggetto di un culto idolatra: non ci si siede più ai tavoli per evitare in modo assoluto i conflitti, ma li si tiene ben presenti come scenario possibile o, addirittura, inevitabile. Si smette di frequentare chi è diverso, chi la pensa diversamente, chi appartiene a un’altra comunità, a un’altra fede, a un’altra fazione politica. Si formano bolle parallele che non comunicano tra loro. Bisogna fare i conti con il pericolo latente che attraversa ogni comunità, specialmente quando è piccola come la nostra: quella di chiudersi, di diventare una roccaforte. La tentazione è quella di proteggere ciò che resta, difendere i confini, preservare l’identità Viviamo come immersi in un mare di parole violente, che si sono trasformate in linguaggio comune. E anche noi cristiani rischiamo di cadere in questa trappola: impariamo a chiamare le cose con il loro nome senza mai ridurre l’altro a nemico. In qualsiasi circostanza, l’altro resta sempre una persona da rispettare. Il rischio è sentirsi sopraffatti, pensare: “come possiamo fare tutto questo?” La risposta è semplice: non possiamo. Da soli non possiamo. Ma non siamo soli»
- Archeologia: le fonti della fede nel cuore di Hippos. Eccezionale ritrovamento di due siti battesimali nei resti della cattedrale della città della Decapoli greco-romana che fu un grande centro religioso del mondo bizantino, di Giuseppe Caffulli
- Elena, storia e leggenda
dell’imperatrice santa. La storica Canella esamina la figura della madre di Costantino. La sua “invenzione” della Terra Santa trasforma lo spazio della vicenda evangelica in una geografia sacra stabile, inscrivendo la storia cristiana nella topografia dell’impero, di Antonio Musarra
- Discorso di papa Leone XIV all’università “Sapienza” di Roma: «Vi immagino a volte spensierati, lieti della vostra stessa giovinezza, dell’inquietudine esiste però anche un volto triste: non dobbiamo nasconderci che molti giovani stanno male. Oggi questo dipende sempre più dal ricatto delle aspettative e dalla pressione delle prestazioni. A voi giovani questo malessere chiede: “Chi sei?” Essere noi stessi, infatti, è l’impegno caratteristico della vita di ogni uomo e di ogni donna. È la domanda cui possiamo rispondere solo noi, per noi stessi, ma alla quale non possiamo mai rispondere da soli. Per questo è vitale che gli anni dell’università siano il tempo dei grandi incontri. Insegnare è una forma di carità quanto deve esserlo soccorrere un migrante in mare, un povero per la strada, una coscienza disperata. La mia visita vuole essere segno di una nuova alleanza educativa tra la Chiesa che è in Roma e la vostra prestigiosa Università, che proprio in seno alla Chiesa è nata e cresciuta. La semplificazione che costruisce nemici va corretta, specie in università, con la cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria. Il grido “mai più la guerra!” dei miei Predecessori, così consonante al ripudio della guerra sancito nella Costituzione Italiana, ci sprona a un’alleanza spirituale. Nell’ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami “difesa” un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza».